La Norvegia accusa la Russia di cyber-attacco contro il suo Parlamento

Pubblicato il 14 ottobre 2020 alle 12:50 in Norvegia Russia

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Il Ministero degli Esteri norvegese ha confermato che la Russia è stata responsabile, ad agosto, di un attacco informatico contro il Parlamento di Oslo, che ha violato gli account di posta elettronica di diversi politici e dipendenti. È quanto ha dichiarato, martedì 13 ottobre, il ministro degli Esteri norvegese, Ine Eriksen Soreide, affermando: “Sulla base delle informazioni a disposizione del governo, è nostra valutazione che la Russia abbia sostenuto questa attività”.

L’incidente, comunicato alla stampa il primo settembre, era avvenuto, secondo quanto riferito dall’assemblea nazionale di Oslo e dall’Autorità per la sicurezza nazionale norvegese (NSA), circa una settimana prima. Al momento dell’annuncio, il governo non aveva rilasciato alcuna dichiarazione sui presunti responsabili dell’attacco.

“Il fatto che oggi usciamo con un’attribuzione di responsabilità esplicita è un segnale forte delle autorità norvegesi”, ha detto Soreide davanti ai giornalisti, fuori dal Ministero. La donna ha sottolineato che la Norvegia intende mantenere un rapporto pragmatico con la Russia, ma che simili attacchi contro le istituzioni democratiche non possono essere tollerati. “Non possiamo accettare che il Parlamento sia oggetto di tali offensive”, ha dichiarato Soreide rispondendo ad una domanda sul futuro delle relazioni tra Oslo e Mosca dopo l’incidente.

Nella sua valutazione annuale, pubblicata a febbraio, sulle minacce contro la nazione, il Servizio di sicurezza della polizia norvegese (PST), ovvero l’agenzia di intelligence interna, ha avvertito dell’esistenza di “operazioni di rete che possono rappresentare una minaccia persistente ea lungo termine per la Norvegia”.

Quello contro il Parlamento norvegese è stato il secondo scandalo di questo tipo nel giro di un mese subito dal Paese. A metà agosto, il governo di Oslo aveva espulso un diplomatico russo dopo uno scandalo di spionaggio. La decisione era stata presa dopo che il Servizio di sicurezza della polizia norvegese aveva reso noto di aver arrestato un uomo sui 50 anni sospettato di aver passato informazioni riservate ad una “spia russa”. Tali informazioni, secondo quanto rivelato dal PST, avrebbero potuto nuocere agli interessi fondamentali della Norvegia. Con questa accusa, l’uomo rischia fino a 15 anni di carcere. Proprio con riferimento a tale episodio, Oslo aveva deciso di dichiarare persona non grata un membro del personale diplomatico dell’ambasciata russa in Norvegia.

Di tutta risposta, la Federazione Russa aveva espulso da Mosca, qualche giorno più tardi, un consigliere della missione diplomatica norvegese nel Paese. Il diplomatico, Rune Resaland, prima della decisione finale, era stato convocato dal Ministero degli Esteri russo per discutere la situazione in atto. Oslo, dal canto suo, aveva definito l’espulsione “assolutamente infondata”, dal momento che il consigliere “non avrebbe violato alcuna regola”. A detta di Mosca, invece, il comportamento del governo norvegese avrebbe determinato la messa in atto di misure che hanno avuto come risultato quello di deteriorare le relazioni tra i due Paesi.

Nel 2018, la Norvegia, membro della NATO, ha arrestato un cittadino russo sospettato di raccogliere informazioni sulla rete Internet del Parlamento. L’uomo, tuttavia, era stato rilasciato diverse settimane dopo per mancanza di prove.

I due Paesi, che condividono un confine comune nell’Artico, hanno generalmente goduto di buone relazioni, ma i rapporti hanno iniziato a diventare tesi in seguito all’annessione russa della Crimea, nel 2014.

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Chiara Gentili

di Redazione

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