Tagikistan: Rahmon rieletto con oltre il 90% dei voti

Pubblicato il 13 ottobre 2020 alle 6:26 in Asia Tajikistan

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Il presidente uscente Emomali Rahmon ha ricevuto il 90,92% dei voti alle elezioni presidenziali svoltesi in Tagikistan domenica 11 ottobre. Bakhtiyor Khudoerzoda, presidente della Commissione centrale per le elezioni e i referendum del Tagikistan, lo ha annunciato lunedì 12 ottobre in un briefing con la stampa a Dushanbe.

“Emomali Rahmon ha ricevuto il 90,92% dei voti alle elezioni presidenziali in Tagikistan”, ha detto Khudoerzoda parlando con i giornalisti. Secondo la Commissione elettorale centrale, l’affluenza alle urne è stata dell’85,39%.

“Durante le elezioni presidenziali in Tagikistan, non è stata ricevuta una sola denuncia di brogli o frodi” – ha aggiunto il presidente della Commissione elettorale centrale del paese centro-asiatico.

Secondo i risultati preliminari delle elezioni presidenziali, quattro candidati su cinque hanno guadagnato meno dell’8%. Secondo quanto riferito dal presidente della Commissione elettorale centrale, Rustam Latifzoda, del Partito Agrario, ha ricevuto il 3,03%, Abdukhalim Gafforzoda dal Partito Socialista ha ottenuto l’1,49%, Rustam Rakhmatzoda dal Partito della Riforma Economica il 2,19% e Miroj Abdulloyev dal Partito Comunista l’1,17%.

Secondo la legge elettorale in vigore in Tagikistan, Rahmon è rieletto per un quinto mandato. Al potere dall’11 aprile 1993 in seguito alle dimissioni del comunista Nabiyev di cui era uno dei vicepresidenti, Rahmon è stato rieletto nel 1994, nel 1999, nel 2006, nel 2013 e nuovamente la scorsa domenica. Attualmente è il leader post-sovietico al potere da più tempo, superando di 16 mesi il bielorusso Aleksandr Lukashenko, eletto presidente nell’agosto 1994.

I risultati ufficiali saranno annunciati entro 10 giorni.

Rahmon è nato in una famiglia di contadini 68 anni fa, ha studiato come elettricista in una scuola professionale locale, prima ha lavorato in una cremeria. Ha prestato servizio nella marina sovietica per tre anni, in seguito è diventato direttore di una fattoria statale e ha fatto carriera nel partito comunista della RSS Tagika. Dopo il crollo dell’URSS, la sua carriera si è fatta imparabile. Se nel 1990 era ancora un semplice deputato del Soviet Supremo, e nel 1992 divenne il primo capo della regione del Kulyab, e poco dopo fu eletto presidente del Soviet Supremo – a quel tempo la carica più alta in Tagikistan – come figura di compromesso dopo le dimissioni del comunista Rahmon Nabiyev.

Da allora, Rahmon ha governato il Paese, anche se all’inizio si trattava solo di metà del Paese: dal 1992 il Tagikistan era precipitato in una sanguinosa guerra civile tra forze filogovernative e un’opposizione unita di democratici e islamisti. La guerra è durata fino al 1997 e ha causato oltre 150.000 vittime.

Nel 1997 è stato firmato un trattato di pace tra le parti in conflitto, secondo il quale i rappresentanti dell’opposizione avevano diritto al 30% dei posti chiave nella leadership del paese, oltre che in parlamento. Il movimento di opposizione più importante è stato il Partito del Rinascimento Islamico del Tagikistan (IRPT). A differenza di altri leader nella regione, Rahmon ha agito da una posizione di potere più debole e meno stabile ed è stato costretto a scendere a compromessi e tollerare l’IRPT.

Questa sua presunta debolezza è stata la sua occasione per presentarsi come l’unico fattore di stabilità per il Paese. Per diversi anni Rahmon ha adempiuto ai suoi obblighi con l’opposizione, ma alla fine degli anni 2000 non c’erano più oppositori nella squadra di governo. Nel 2015 l’IRPT è stato sconfitto definitivamente e dal 2016 è stato inserito nell’elenco delle organizzazioni terroristiche e bandito. Centinaia di sostenitori sono stati costretti a fuggire dal paese e hanno denunciato di persecuzioni in corso anche all’estero.

Nei rapporti diplomatici statunitensi pubblicati nel 2010 da Wikileaks, Rahmon e la sua famiglia sono stati accusati di patrocinio del traffico di droga, corruzione e nepotismo, e i diplomatici USA hanno scritto di Rahmon stesso come una persona che ha maggiori probabilità di “ottenere il 90 per cento di una torta da dieci dollari che un terzo di una torta da cento dollari”.

Nato Rahmonov, ha tagichizzato il cognome in Rahmon nel 2007, quando ha chiesto ai tagiki di non dare ai figli “nomi stranieri”. In Tagikistan oggi esiste un catalogo con nomi consentiti che sono considerati “primordialmente tagichi”. Agli uomini con la barba lunga è richiesto di radersi: sono considerati un attributo degli estremisti islamici. Si consiglia alle donne di indossare abiti non di taglio europeo o nero, considerato islamista, ma abiti nazionali.

Il titolo ufficiale di Rahmon è “il fondatore della pace e dell’unità nazionale – il leader della nazione”. Lo scorso aprile, il figlio trentaduenne di Rahmon, Rustam Emomali, è stato eletto presidente della camera alta del parlamento, diventando la seconda carica del paese.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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