Sudafrica: tensioni tra comunità bianca e nera nelle campagne

Pubblicato il 13 ottobre 2020 alle 18:37 in Africa Sudafrica

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Il presidente sudafricano, Cyril Ramaphosa, ha chiesto ai suoi cittadini di mantenere la calma e ha affermato che non si stanno verificando episodi di “pulizia etnica” ai danni della minoranza bianca del Paese, come denunciato da alcuni. 

L’appello del presidente arriva a seguito di una serie di scontri e tensioni tra la comunità bianca e quella nera del Paese africano. Il 7 ottobre, si è tenuta un’udienza in cui veniva giudicato il caso di due cittadini neri, accusati di aver ucciso un ragazzo di 22 anni, che era il gestore di un’azienda agricola. Un gruppo di agricoltori, principalmente bianchi, ha fatto irruzione nel tribunale inscenando una rivolta per attaccare i due imputati. Il leader del gruppo, Andre Pienaar, 52 anni, è stato incarcerato e accusato di terrorismo, il 9 ottobre. In un discorso che fa riferimento a tali eventi, il 12 ottobre, il presidente Ramaphosa ha negato con forza le affermazioni secondo cui gli attacchi alle fattorie sarebbero motivati dal razzismo dei neri contro i bianchi. Tuttavia, ha definito gli attacchi un triste promemoria del fatto che il Paese si stava ancora riprendendo dal suo passato sotto il regime di apartheid. 

“Saremmo ingenui a presumere che le relazioni razziali nelle comunità agricole siano state armoniose sin dall’avvento della democrazia”, ha scritto Ramaphosa in una lettera settimanale ai suoi cittadini. “A meno che questo problema non sia affrontato in modo aperto e onesto, a meno che non siamo pronti a impegnarci nel dialogo, questa rimarrà una ferita in via di guarigione che rischia di minacciare la coesione sociale”, ha aggiunto. Dopo aver condannato l’omicidio del giovane imprenditore agricolo nella provincia di Free State, Ramaphosa ha affermato che l’assalto dei contadini bianchi al tribunale “ha aperto ferite che risalgono a molte generazioni fa”. L’incidente ha mostrato “quanto facilmente la polveriera dell’odio razziale può essere infiammata”, ha aggiunto il presidente, che ha poi chiesto a tutti i sudafricani di resistere a qualsiasi tentativo di utilizzare atti criminali che avvengono nelle fattorie per creare ulteriori divisioni tra la popolazione nera e quella bianca. 

Il Sudafrica, uno dei Paesi africani con l’economia più sviluppata, dal 1948 al 1994 è stato governato da una minoranza di bianchi che ha instaurato il regime di apartheid, basato sulla separazione razziale. Durante quegli anni, i cittadini neri, che ancora oggi costituiscono l’80% della popolazione, non potevano possedere terreni al di fuori delle “Homelands”, appezzamenti di terra che erano stati assegnati dal governo bianco segregarli. Oggi, il Sudafrica subisce ancora le conseguenze e le divisioni di questo periodo. Tuttavia, parallelamente, alcuni dei cittadini hanno sviluppato forti sentimenti xenofobi nei confronti degli immigrati da altri Paesi africani. Il caso più recente è stato quello degli scontri violenti con la comunità nigeriana in Sudafrica, a partire dal 1 settembre 2019. Le violenze hanno causato decine di morti, sopratutto nelle città di Johannesburg e Pretoria, e hanno spinto la presidenza a imporre il pattugliamento militare delle strade per 6 mesi. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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