Gli impegni europei del ministro degli Esteri italiano

Pubblicato il 13 ottobre 2020 alle 16:44 in Europa Italia

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Il 13 ottobre, il ministro degli Affari Esteri italiano, Luigi Di Maio, ha incontrato l’Alto rappresentante dell’Unione Europea per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza, Josep Borrell, e il Commissario europeo per l’economia, Paolo Gentiloni. Il giorno precedente ha partecipato al Consiglio Affari Esteri dell’UE. 

Durante l’incontro con Borrell, sono stati discussi alcuni temi di politica estera strategici per l’Italia: la Libia, la Turchia, il Mediterraneo Orientale e il rilancio della EU Southern Neighborhood Policy. Quest’ultima fa riferimento alla cooperazione tra l’UE e il “vicinato meridionale” e si svolge nel quadro della politica europea di vicinato (PEV). Gli Stati in questione sono: Algeria, Egitto, Israele, Giordania, Libano, Libia, Marocco, Siria, Tunisia e Palestina, anche se questa non è riconosciuta in quanto Stato a tutti gli effetti. Lo stesso 13 ottobre, il ministro Di Maio ha poi incontrato il Commissario europeo per l’economia ed ex premier italiano, Paolo Gentiloni. A seguito del colloquio, la Farnesina ha pubblicato un post su Twitter, in cui si legge: “L’accordo UE sul pacchetto di rilancio post COVID-19 rappresenta una svolta storica: ora procedere nei tempi prestabiliti con misure ed iniziative di sostegno all’economia”. 

A tale proposito, il governo italiano ha inviato al Parlamento, il 9 settembre, le linee guida del piano per utilizzare il Recovery Fund, ovvero i 209 miliardi messi a disposizione dell’Italia dall’Unione Europea. Non si tratta dei progetti per avere accesso ai fondi, che saranno inviati a Bruxelles a gennaio 2021, ma dei criteri con cui valutare e scegliere le iniziative da sottoporre al vaglio europeo. Le linee guida, approvate dal Comitato Interministeriale per gli Affari Europei, consentiranno di avviare un’approfondita interlocuzione tra governo, Parlamento italiano e Commissione Europea, al fine di presentare il piano definitivo, denominato Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), secondo i nuovi termini stabiliti dall’UE. 

Inoltre, il 12 ottobre, Il ministro degli Affari Esteri italiano si trovava in Lussemburgo per partecipare al Consiglio Affari Esteri dell’Unione Europea. In tale occasione, i ministri degli Esteri degli Stati Membri hanno discusso della situazione in Bielorussia e hanno ribadito il sostegno dell’UE alla sovranità e all’indipendenza del Paese, alle libertà democratiche e ai diritti dei cittadini bielorussi. I ministri hanno confermato che il presidente Alexander Lukashenko non ha alcuna legittimità democratica e hanno dato il loro via libera alla preparazione di un prossimo pacchetto di sanzioni, anche nei confronti di Lukashenko stesso, e di altri funzionari di alto livello. Le misure già adottate dall’UE, al momento, non colpiscono il presidente bielorusso. I ministri degli Esteri hanno inoltre concordato un pacchetto concreto di misure che l’UE è pronta ad offrire a sostegno di una nuova Bielorussia democratica e della società civile.

Il Consiglio ha discusso poi delle relazioni dell’UE con la Russia, ribadendo la pertinenza dei cinque principi guida concordati all’unanimità nel marzo 2016 e la volontà di rafforzarli. In tale contesto, i ministri hanno sottolineato che la piena attuazione degli accordi di Minsk resta una condizione essenziale per qualsiasi modifica sostanziale delle relazioni UE-Russia. Il Consiglio ha sottolineato la necessità di intensificare il sostegno alla società civile russa e ai difensori dei diritti umani e di continuare a promuovere la costruzione di “ponti tra i popoli”. Infine, è stato raggiunto un accordo politico per proporre misure restrittive nei confronti dei soggetti coinvolti nel tentato omicidio di Alexei Navalny, l’oppositore dell’attuale presidente russo, Vladimir Putin.

Inoltre, il rappresentante speciale dell’UE per il dialogo Belgrado-Pristina e le altre questioni regionali dei Balcani occidentali, Miroslav Lajčák, ha fornito aggiornamenti al Consiglio sullo stato di avanzamento del dialogo tra Serbia e Kosovo, le sfide connesse e le prospettive. Nel corso della discussione, i ministri hanno sottolineato l’importanza del dialogo per la stabilità dei Balcani occidentali e hanno ribadito la loro determinazione a portarlo a termine in maniera ottimale. Un altro tema è stato quello delle relazioni tra l’UE e l’America Latina e i Caraibi. Il Consiglio ha evidenziato un senso comune di urgenza circa la necessità di rilanciare il dialogo interregionale, data l’importanza economica e geopolitica della regione per l’Europa. I ministri hanno discusso del modo migliore per migliorare ulteriormente le relazioni e si sono dichiarati pronti a perseguire, insieme ai partner dell’America Latina e dei Caraibi, politiche ambientali e digitali ambiziose.

Borrell ha poi informato i ministri in merito a una serie di recenti sviluppi ed eventi futuri, che riguardano tra l’altro la Repubblica del Kirghizistan, il Mozambico, il vertice UE-Ucraina, il Venezuela e il piano d’azione dell’UE per i diritti umani e la democrazia 2020-2024. Per quanto riguarda il Nagorno Karabakh, i ministri sono stati informati dal rappresentante francese in merito agli sforzi compiuti dai presidenti del gruppo di Minsk per porre fine alle ostilità e tornare ai negoziati. Hanno discusso di come l’UE possa fornire un sostegno tangibile al cessate il fuoco, concordato il 10 ottobre 2020. Hanno sottolineato che il cessate il fuoco dovrebbe essere rispettato e che tutti gli attori regionali dovrebbero contribuire a fermare lo scontro armato e promuovere la pace.

Infine, il Consiglio è stato informato dei recenti eventi a Varosha e dell’emissione del Navtex da parte della Turchia. I ministri hanno convenuto che la riapertura della spiaggia di Varosha mina la stabilità nel Mediterraneo Orientale e hanno sottolineato che azioni di questo tipo accrescono le tensioni e dovrebbero essere annullate. È fondamentale che gli sforzi a guida ONU per la risoluzione della questione cipriota siano rilanciati il prima possibile. I ministri hanno sottolineato anche che gli ultimi annunci NAVTEX della Turchia riguardanti le zone marittime greco-cipriote sono deplorevoli e porteranno a nuove tensioni invece di contribuire agli sforzi di allentamento che l’UE intende perseguire e sta invocando.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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