Il tour del ministro degli Esteri cinese in Sud-Est Asia

Pubblicato il 12 ottobre 2020 alle 17:27 in Asia Cambogia

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Il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, ha iniziato, l’11 ottobre, un tour nei Paesi del Sud-Est asiatico che lo porterà in Cambogia, Malesia, Singapore, Laos e Thailandia e che ha già prodotto la firma di un accordo di libero scambio. L’obiettivo del viaggio sarà quello di riparare o potenziare le relazioni con le Nazioni visitate che per la Cina rappresentano partner strategici nella regione. Il tour è stato organizzato a fronte della pandemia di coronavirus e di una recente opera diplomatica anti-cinese avviata dagli USA in Asia.

Il 12 ottobre, una volta arrivato in Cambogia, il ministro Wang ha partecipato insieme al primo ministro cambogiano, Hun Sen, alla cerimonia per la firma dell’Accordo di Libero Scambio Cambogia-Cina, il quale ha rappresentato la prima intesa di tale genere mai adottata da Phom Penh con un altro Paese.La Cambogia, nell’ultimo anno, ha accelerato i negoziati con Pechino in tal senso, a causa di nuove sanzioni imposte ai suoi danni dall’Unione Europea (UE) con l’accusa di violazione dei diritti umani adoperate dal primo ministro contro i suoi opponenti politici e dal recente attacco agli investimenti cinesi nel Paese sferrato, sempre per mezzo di sanzioni, dagli Stati Uniti.

 Da un lato, il 12 agosto scorso, la Commissione Europea aveva ripristinato tariffe doganali su alcuni prodotti esportati dalla Cambogia, quali capi di abbigliamento, calzature e articoli da viaggio. Dall’altro, Lo scorso 15 settembre, Washington aveva imposto sanzioni sull’azienda cinese Union Development Group, accusandola di abusi dei diritti umani e sequestro di terreno per realizzare il progetto immobiliare Dara Sakor, dal valore di 3,8 miliardi di dollari. Sebbene l’accordo di libero scambio con la Cina non riuscirà a compensare le perdite derivati dalle sanzioni UE e dalla crisi portata dal coronavirus, tuttavia, avrà un alto valore simbolico a dimostrazione del sostegno della Cina all’amministrazione del primo ministro cambogiano.

Per Wang sono poi attese altre firme in Thailandia, dove il ministro si recherà il 14 ottobre e dove dovrebbe siglare un contratto per la realizzazione di un collegamento ferroviario tra le città thailandesi di Bangkok e Nakhon Racchissima, il quale dovrebbe poi collegarsi ad un progetto ferroviario che Pechino sta finanziando in Laos. La visita di Wang in Thailandia coinciderà con una manifestazione della popolazione contro l’establishment politico thailandese che si terrà proprio di fronte ai palazzi  del governo dove dovrebbe essere ricevuto Wang. Allo stesso modo, anche in occasione del suo arrivo in Malesia, il ministro degli Esteri cinese si troverà di fronte ad una situazione governativa in bilico, in quanto il leader dell’opposizione malese, Anwar Ibrahim, il 13 ottobre avrà un incontro con il sovrano del Paese per chiedergli l’affidamento del governo, rimuovendo quindi Muhyiddin Yassin dall’incarico di primo ministro.

Durante il tour, Wang si recherà in tre Paesi bagnati dal fiume Mekong, il cui alto corso scorre in territorio cinese, dove è chiamato Lancang, ovvero Laos, Cambogia e Thailandia, dopo che Washington, lo scorso 11 settembre, durante un incontro organizzato ad Hanoi in Vietnam, ha lanciato il cosiddetto partenariato USA-Mekong, creando un nuovo spazio di collaborazione multilaterale di fronte alle preoccupazioni destate dall’espansione dell’influenza cinese nel Sud-Est asiatico. Il progetto ha coinvolto Vietnam, Myanmar, Thailandia, Cambogia e Laos, ai quali il Dipartimento di Stato di Washington ha promesso almeno 153 milioni di dollari da investire in una serie di progetti di collaborazione che prevedono sovvenzioni per la condivisione di dati idrologici, gestione dei disastri e lotta ai crimini cross frontalieri.

Il partenariato USA-Mekong è stato creato dopo che, lo scorso aprile, l’istituto statunitense Eyes on Earth, aveva pubblicato una relazione, in cui Pechino era stata accusata di aver trattenuto grandi quantitativi d’acqua nelle sue 11 dighe costruite sul corso del Lacang nel 2019, anno in cui si è verificata una delle peggiori siccità nei Paesi del basso corso del fiume, che, secondo Eyes on Earth, sarebbe stata causata in buona dalle operazioni di Pechino. La Cina, da parte sua, ha però contestato gli esiti dell’indagine.

L’obiettivo del tour asiatico di Wang sarà quello di proporre la Cina come un alleato strategico nell’epoca della ripresa post-coronavirus, sia in termini di accesso ai vaccini che Pechino sta sviluppando, sia come partner economico che possa aiutare a riportare le economia del Sud-Est Asia in un trend di crescita.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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