Nagorno-Karabakh: la tregua di Lavrov

Pubblicato il 12 ottobre 2020 alle 7:53 in Armenia Azerbaigian Russia

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La Russia, difendendo i suoi interessi nazionali, è estremamente interessata a una situazione stabile in Azerbaigian e Armenia. Lo ha affermato la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova in onda nel programma “Domenica sera con Vladimir Solovyov” della televisione russa.

“L’unicità della situazione attuale sta nel fatto che in presenza dei nostri interessi nazionali, li abbiamo e li difendiamo, tra i nostri interessi vi è la stabilità sia dell’Azerbaigian sia dell’Armenia. Tale stabilità è importante per noi e le loro relazioni sono di fondamentale importanza per noi” – ha affermato.

Zakharova ha sottolineato che la Russia non si permette di giocare sui sentimenti dei popoli di altri paesi, non “si impegna mai in una vuota retorica”. Secondo la portavoce del dicastero guidato da Sergej Lavrov, la Russia nel caso dell’Azerbaigian e dell’Armenia è riuscita a ottenere un risultato basato sugli sforzi diplomatici. Allo stesso tempo, la diplomatica russa ha notato il ruolo speciale del presidente Vladimir Putin nell’organizzazione dei negoziati tra le parti in conflitto. “Dobbiamo ricordare una cosa molto importante: il lavoro svolto personalmente dal Presidente del nostro Paese per rendere possibile la visita dei Ministri degli Esteri di Azerbaigian e Armenia nella nostra capitale. Mi sembra che abbia gestito qualsiasi conversazione sulla situazione del Nagorno-Karabakh e la situazione tra i due paesi con la comprensione e il ricordo di chi è un vero amico e dimostrando chi invece non lo è del tutto” – ha aggiunto Zakharova, senza riferirsi apertamente a Francia e Stati Uniti, gli altri due copresidenti del gruppo di Minsk assenti al tavolo dei negoziati a Mosca.

La portavoce del Ministero degli Affari Esteri ha inoltre espresso l’opinione che durante i colloqui il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov si sia posto il compito di non avvicinare le parti, ma di elaborare un documento che permettesse di avviare il percorso per la soluzione del conflitto. “Mi sembra che non abbia riunito le parti per avvicinarne le posizioni, soprattutto durante la fase calda del conflitto, non è un compito che si pone un diplomatico veramente esperto. Avevo la sensazione che il compito fosse completamente diverso: sviluppare un documento, per trovare un punto di partenza per iniziare questo percorso molto difficile, ma necessario. D’accordo, queste sono cose diverse – avvicinare le parti o elaborare un documento di compromesso. Lui [Sergej Lavrov, n.d.a.], da esperto diplomatico, si è concentrato sul secondo approccio, almeno questa è la mia sensazione” – ha spiegato Zakharova.

“Ho visto molte trattative. Ho visto lunghe trattative con la partecipazione del capo del ministero degli Esteri russo, ricordiamo ad esempio il programma nucleare iraniano, l’accordo siriano, non parlo affatto dell’Ucraina, maratone che sono durate per ore, fino al giorno successivo, cosa che stavolta semplicemente non è accaduta”, ha sottolineato Zakharova. “Ho l’impressione che in questo round Lavrov abbia semplicemente messo tutto se stesso, il suo intelletto, le sue capacità di negoziazione, le sue qualità umane. Semplicemente per una ragione: questo argomento è speciale per tutti noi”.

A seguito delle consultazioni tenutesi a Mosca su iniziativa della parte russa, l’Azerbaigian e l’Armenia hanno concordato un cessate il fuoco dalle 11:00 ora di Mosca del 10 ottobre per scopi umanitari per lo scambio di prigionieri e corpi dei morti. Entrambe le parti hanno denunciato violazioni del cessate il fuoco nel fine settimana. Gli armeni denunciano bombardamenti su Stepanakert, gli azeri su Ganja, si registrano inoltre scontri nel sud.

Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov in una conversazione telefonica con il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu ha confermato la disponibilità di Mosca a continuare gli sforzi di mediazione per risolvere la situazione in Nagorno-Karabakh. Lo afferma un comunicato del ministero degli Esteri russo.

“La parte russa ha confermato la sua disponibilità a continuare gli sforzi di mediazione attivi volti a raggiungere un accordo nel Nagorno-Karabakh, tenendo conto delle disposizioni della dichiarazione di Mosca” – afferma la nota della diplomazia russa.

I ministri hanno inoltre rilevato la necessità di rispettare le disposizioni della dichiarazione congiunta dei ministri degli esteri della Federazione Russa, dell’Azerbaigian e dell’Armenia. La Turchia in precedenza si era detta pronta ad accettare qualunque tregua o cessate il fuoco “che stesse bene all’Azerbaigian”.

Frattanto, Erevan ha confermato che il ministro degli Esteri armeno Zohrab Mnatsakanyan arriverà a Mosca oggi, 12 ottobre per una visita precedentemente programmata. Non è esclusa la riunione del Ministro degli esteri armeno con i copresidenti del Gruppo di Minsk dell’OSCE –rappresentanti di Russia, Francia e USA– il 12 ottobre a Mosca. “Non posso ancora dirlo con certezza, perché tutto questo viene preparato in modalità di emergenza, ma sì, si suppone un incontro con i copresidenti a Mosca” – ha detto l’ambasciatore armeno nella capitale russa, confermando a margine un nuovo vertice tra Mastsakanyan e Lavrov. I rappresentanti di Francia e Stati Uniti del Gruppo di Minsk si trovano in Russia per avviare il negoziato previsto dall’accordo di cessate il fuoco stabilito lo scorso 10 ottobre.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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