Caso Khangoshvili: l’omicidio del terrorista di Beslan che divide Mosca e Berlino

Pubblicato il 12 ottobre 2020 alle 12:56 in Germania Russia

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Mercoledì 7 ottobre a Berlino è iniziato il processo contro il cittadino russo Vadim Sokolov, accusato di aver ucciso il georgiano Zelimkhan Khangoshvili nell’agosto 2019. Il processo rappresenta un nuovo motivo di tensione tra Mosca e Berlino, già contrapposte nel caso dell’avvelenamento dell’oppositore russo Aleksej Navalny.

In precedenza il presidente russo Vladimir Putin aveva affermato che Mosca aveva discusso con la Germania l’estradizione di Khangoshvili per il suo coinvolgimento in attività terroristiche, comprese le esplosioni nella metropolitana di Mosca e l’attentato di Beslan, del 2004.

Il georgiano Zelimkhan Khangoshvili, ucciso in Germania, aveva preso parte alla pianificazione e preparazione dell’attacco terroristico alla scuola n.1 di Beslan e all’esplosione di un treno nella metropolitana di Mosca tra le stazioni di Avtozavodskaya e Paveletskaya nel 2004.

“Nel 2004, Khangoshvili ha preso parte alla pianificazione e alla preparazione degli attacchi terroristici a Beslan e alla metropolitana di Mosca tra le stazioni Avtozavodskaya e Paveletskaya nel 2004. Nel 2005 è entrato illegalmente in Georgia con un passaporto falso. Era scappato dalle forze di sicurezza russe nella regione di Akhmeta, in Georgia, da dove riceveva e distribuiva fondi nell’interesse dei gruppi armati illegali dalla Georgia alla Cecenia” – spiegano fonti dell’intelligence russa all’agenzia di stampa Ria Novosti.

Secondo le fonti delle forze di sicurezza russe, il georgiano faceva parte dei gruppi terroristici di Shamil Basayev, Ibn al-Khattab, Abu Hafs al-Urduni e Abu Omar al-Kuwaiti, ideatori di alcuni dei più sanguinosi attacchi terroristici della storia russa.

Tra i vari crimini compiuti, Khangoshvili era stato coinvolto nell’assalto e nella conseguente presa di ostaggi nella scuola n.1 di Beslan, tra l’1 e il 3 settembre 2004. Circa 1.200 persone, in maggioranza bambini, furono prese ostaggio dai terroristi separatisti ceceni. Quando le forze speciali russe entrarono nell’edificio i terroristi fecero esplodere diversi ordigni. Rimasero uccise 334 persone, tra cui 186 bambini. Per i russi si tratta del peggior crimine della loro storia recente.

Il giorno precedente alla presa di ostaggi, il 31 agosto 2004, un ordigno era esploso su un treno della metropolitana di Mosca presso la stazione Avtozavodskaya. 41 persone erano rimaste uccise. Il terrorista georgiano era considerato dell’intelligence russa tra i responsabili dell’attentato.

In precedenza, dal 21 giugno al 22 giugno 2004, Khangoshvili, sotto gli ordini di Basayev, ha preso parte agli attacchi in Inguscezia, in cui decine di persone rimasero uccise e più di 100 furono i feriti.

Nel 2005 Khangoshvili si è recato in Georgia con un passaporto falso per sfuggire alle forze di sicurezza russe, nella regione di Akhmeta, tuttavia anche da lì non ha perso i contatti con i terroristi ceceni. Secondo le fonti, proprio in Georgia avrebbe ricevuto e successivamente distribuito denaro per aiutare i guerriglieri.

Nel 2012 Khangoshvili, dopo aver ricevuto un passaporto georgiano col nome di Tornike Kavtarashvili (la data di nascita è rimasta la stessa: 15/08/1979), ha organizzato il trasferimento di un gruppo di guerriglieri dalla Georgia alla Russia. Tuttavia, durante uno scontro con le forze di sicurezza georgiane parte del gruppo estremista è stato liquidato.

Tra il 2014 e il 2016 l’uomo è stato attivo in Ucraina, dove ha attentato anche alla vita dell’ex presidente georgiano Mikheil Saakashvili. Dal 2016 era rifugiato in Germania sotto falso nome.

Gli appelli delle forze di sicurezza russe ai loro colleghi tedeschi per l’estradizione di Khangoshvili sono stati informalmente respinti, mentre una richiesta formale della Procura Generale russa non ha avuto seguito, ha spiegato lo stesso Vladimir Putin. Il presidente russo ha anche sottolineato che l’uomo ucciso a Berlino aveva ricoperto un ruolo attivo nelle ostilità dei separatisti del Caucaso.

Secondo gli investigatori tedeschi, a Sokolov era stato ordinato dagli organi dello Stato russo di liquidare Khangoshvili. La Procura tedesca lo ha accusato di omicidio e detenzione illegale di un’arma semiautomatica. L’anno scorso la Germania ha dichiarato personae non gratae due impiegati dell’Ambasciata russa a Berlino in relazione all’omicidio di Khangoshvili.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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