Iran: Zarif vola in Cina un giorno dopo le nuove sanzioni USA

Pubblicato il 9 ottobre 2020 alle 10:33 in Cina Iran USA e Canada

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Il Ministero degli Affari Esteri iraniano ha annunciato che il ministro Mohammad Javad Zarif si è recato in Cina, venerdì 9 ottobre, per una visita di due giorni. Questa giunge dopo che, l’8 ottobre, gli Stati Uniti hanno imposto nuove sanzioni contro 18 banche iraniane.

Secondo quanto riportato da al-Arabiya, la notizia della visita del ministro iraniano è stata confermata anche dal governo cinese, il quale ha riferito che Zarif incontrerà il suo omologo, Wang Yi. Il meeting, sottolinea al-Arabiya, è da collocarsi in un quadro che vede Pechino a fianco di Teheran per quanto riguarda l’accordo sul nucleare iraniano, siglato il 14 luglio 2015 durante l’amministrazione di Barack Obama. La Cina si è più volte opposta all’imposizione di sanzioni USA contro l’Iran, così come contro la richiesta statunitense di estensione dell’embargo sulle armi convenzionali verso il Paese mediorientale, in scadenza il 18 ottobre prossimo. Secondo fonti diplomatiche iraniane, nell’incontro del 9 e 10 ottobre, Zarif e Wang Yi discuteranno di questioni regionali e internazionali, così come dei propri legami bilaterali, in uno scenario che li vede concordi nel contrastare l’unilateralismo e l’ingerenza degli USA negli affari interni di altri Paesi.

Parallelamente, Cina e Iran sono alle prese con la discussione di un accordo della durata di 25 anni, la cui bozza è stata già approvata dal governo di Teheran il 21 giugno scorso, ma che richiede ancora ulteriori colloqui tra i due partner. Motivo per cui si pensa che Zarif si sia recato in Cina proprio per discutere degli ultimi dettagli di tale intesa. Secondo quanto trapelato sino ad ora da più fonti, l’accordo prevede un investimento pari a circa 400 milioni di dollari da parte di Pechino, in diversi settori dell’economia iraniana, tra cui gas e petrolio. In cambio, Teheran si impegnerà a garantire forniture energetiche in modo stabile e continuativo per 25 anni, ad un prezzo scontato.

La visita di Zarif giunge un giorno dopo che il Dipartimento del Tesoro degli Usa ha annunciato di aver incluso 18 banche iraniane nella cosiddetta lista nera, imponendo sanzioni anche agli istituti finanziari esteri che intrattengono relazioni e affari con gli enti iraniani sanzionati. In questo modo, le banche iraniane sono state tagliate fuori dal sistema finanziario internazionale. A detta del Dipartimento Usa, si tratta di 18 tra i maggiori istituti bancari del Paese. Di questi, uno è controllato da una banca iraniana sanzionata in precedenza, mentre un altro avrebbe legami con l’esercito di Teheran. Il settore finanziario dell’economia iraniana è stato definito un ulteriore fonte di finanziamento per le “attività malefiche” e terroristiche del governo iraniano, tra cui quelle legate allo sviluppo del programma nucleare, mentre diverse nazioni europee si sono opposte alla mossa di Washington, in quanto rende banche e compagnie straniere soggette alle misure punitive statunitensi, sebbene queste abbiano svolto transazioni ritenute, fino ad ora, legittime.

Anche Zarif si è opposto duramente alle nuove sanzioni dell’8 ottobre, definendole un “crimine contro l’umanità”, considerate le difficoltà attuali determinate dalla pandemia di coronavirus. Washington, a detta del ministro iraniano, starebbe ostacolando gli ultimi canali rimasti necessari per pagare risorse alimentari e medicinali. Tuttavia, ha affermato Zarif, “l’Iran sopravviverà a queste crudeltà”, sebbene ridurre una popolazione alla fame equivale a commettere un crimine contro l’umanità, i cui responsabili dovranno dar conto alla giustizia. Dal canto suo, il segretario del Tesoro USA, Steven Mnuchin, ha affermato che la mossa dell’8 ottobre consentirà comunque alla popolazione iraniana di ricevere il sostegno umanitario di cui necessita.

Sebbene le transazioni di carattere umanitario siano esenti dalle sanzioni USA, una delle ultime banche incluse nella lista nera è la Middle East Bank, la quale gestisce le importazioni di risorse alimentari e medicinali. Pertanto, la mossa dell’8 ottobre rischia di rendere il commercio umanitario e la vita quotidiana della popolazione iraniana ancora più difficile, indebolendo un sistema economico fragile, esacerbato ulteriormente sia dalle sanzioni sia dall’emergenza coronavirus. Tra gli altri enti bancari sanzionati vi sono le banche Pasargad, Karafarin e Maskan, che si occupano di mutui e prestiti edilizi e la banca Keshavarzi, impegnata nell’ambito di progetti agricoli.
 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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