Somalia: autobomba uccide 6 soldati, al-Shabaab rivendica

Pubblicato il 8 ottobre 2020 alle 12:54 in Africa Somalia

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Almeno 6 soldati somali sono stati uccisi e altri 4 feriti in seguito all’esplosione di una bomba che ha colpito un veicolo militare nella regione di Middle Shabelle, mercoledì 7 ottobre.  È quanto ha riferito all’agenzia di stampa turca Anadolu, Ibrahim Adan, ufficiale di polizia della regione, specificando che “l’attacco improvvisato ha colpito il veicolo mentre trasportava i soldati dal distretto di Bal’ad ad un posto di osservazione militare situato nell’area”. Al-Shabaab, il gruppo terroristico somalo affiliato ad al-Qaeda, ha rivendicato l’attentato via Internet.

Tre soldati sono riusciti a fuggire mentre i feriti sono stati trasportati a Mogadiscio per le dovute cure. Bal’ad è situata 30 chilometri a Nord dalla capitale ed è la seconda maggiore città della regione di Middle Shabelle.

Nel frattempo, sempre nella giornata di mercoledì 7 ottobre, l’organizzazione di al-Shabaab ha rivendicato anche un attacco contro una base militare a Jazira, appena fuori dalla capitale. Il gruppo ha detto di aver ucciso diversi soldati governativi e distrutto almeno sei veicoli militari nell’attentato.

Le incursioni di al-Shabaab contro le forze di sicurezza somale sono particolarmente frequenti. Solo un mese fa, il 7 settembre, l’organizzazione aveva architettato un attacco con autobomba fuori da una base militare nel Sud del Paese, causando la morte di 3 soldati delle forze speciali della Somalia. Anche in tale occasione, al Shabaab aveva rivendicato l’attentato. L’esplosione era avvenuta nel villaggio di Jana Cabdalle, a circa 60 km dalla città portuale di Kismayu, capitale della regione di Jubbaland. L’autobomba era esplosa fuori dalla base delle forze speciali. Al Shabaab, nella sua dichiarazione, aveva specificato di aver ucciso anche personale statunitense, tuttavia, succede spesso che il governo somalo e l’organizzazione terroristica riportino un numero diverso di vittime.

Al-Shabaab, in arabo “la gioventù”, è un gruppo jihadista somalo fondato nel 2006 e affiliato ad al-Qaeda. L’obiettivo della sua rivolta è quello di rovesciare il governo di Mogadiscio, appoggiato dall’Onu, per prendere il potere e imporre la propria visione della legge islamica, la Sharia. 

Per combattere i militanti dell’organizzazione sono operativi in Somalia 20.000 uomini dell’operazione di peace-keeping dell’Unione Africana, la African Union Mission to Somalia (AMISOM). Anche gli Stati Uniti sono tra i Paesi che partecipano alle missioni antiterroristiche contro il gruppo islamico del Paese africano, conducendo ripetuti attacchi aerei. Dopo il loro ritiro dalla Somalia, nel 1994, le truppe di Washington sono state nuovamente inviate nel Paese nel gennaio 2007. Nel Country Report on Terrorism del 2019, rilasciato dal governo USA, l’Africa orientale è stata indicata come un porto sicuro per al-Shabaab, che ha il controllo de facto su ampie porzioni del territorio della Somalia centro-meridionale, dove riscuote anche tributi e ha assoggettato i governanti locali. Stando al report del 2019, da tali luoghi, i terroristi organizzano, pianificano e conducono attentati, agendo indisturbati, anche ai danni del confinante Kenya. Secondo il documento, nel 2019, gli attacchi di al-Shabaab sono aumentati e si stanno focalizzando su obiettivi governativi, cercando di uccidere membri e leader delle istituzioni, per minarne la credibilità e l’efficacia. Nel febbraio del 2017, il presidente somalo, Mohamed Abdullahi Mohamed, ha dichiarato lo stato di guerra contro il gruppo terroristico.

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Chiara Gentili

di Redazione

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