Putin invoca cessate il fuoco immediato nel Nagorno-Karabakh

Pubblicato il 8 ottobre 2020 alle 6:22 in Armenia Azerbaigian

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Il presidente russo Vladimir Putin ha auspicato una rapida conclusione del conflitto in atto nella regione contesa del Nagorno-Karabakh.

“Il conflitto nel Nagorno-Karabakh è una tragedia verso la quale la Russia e il popolo russo non restano indifferenti”. Ad affermarlo nella giornata di ieri ai microfoni dell’emittente Rossiya 24 è stato il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin.

“È una tragedia. Siamo molto preoccupati perché l’Azerbaigian, l’Armenia e il Nagorno-Karabakh sono territori nei quali vivono persone che per noi non sono estranee”, ha affermato il leader russo.

Il presidente ha inoltre sottolineato che sul territorio della Federazione Russa vivono ad oggi circa 2 milioni di azeri e 2 milioni di armeni.

“Un gran numero di cittadini russi mantengono dei legami di amicizia e addirittura familiari con ambedue le repubbliche. È chiaro che si tratti di un’immane tragedia. Molte persone stanno morendo, ci sono grandi perdite da ambedue le parti. Ci auspichiamo che il conflitto si concluda al più presto. Ma anche se non dovesse concludersi definitivamente, e a quanto pare siamo molto lontani da ciò, invochiamo il cessate il fuoco. Ed occorre farlo in tempi quanto più rapidi possibile”, ha proseguito.

In conclusione, Putin ha ricordato che l’Armenia fa parte dell’Organizzazione del trattato di sicurezza collettiva, l’alleanza difensiva creata il 15 maggio 1992 e della quale attualmente fanno parte Armenia, Bielorussia, Kazakistan, Kirghizistan, Russia e Tagikistan:

“Abbiamo degli impegni nei confronti dell’Armenia nell’ambito di tale accordo. Ma le azioni di guerra, purtroppo, continuano finora al di fuori del territorio dell’Armenia. Per quanto riguarda il rispetto degli impegni previsti dall’accordo, li abbiamo sempre rispettati, li rispettiamo oggi e li rispetteremo in futuro”, ha concluso.

Lo scorso 1 di ottobre i presidenti di Russia, Stati Uniti e Francia hanno pubblicato una dichiarazione congiunta nella quale veniva condannata l’escalation delle violenze nel Nagorno-Karabakh e invocavano il cessate il fuoco nella regione contesa da Armenia e Azerbaigian.

Le tensioni tra Armenia e Azerbaigian si sono intensificate la mattina di domenica 27 settembre quando l’esercito azero ha lanciato un massiccio attacco di artiglieria in Nagorno-Karabach lungo la linea del cessate il fuoco del 1994, colpendo insediamenti civili, compresa la capitale Stepanakert. Secondo le autorità locali sono oltre 300 le vittime tra militari e civili in Artsakh (nome ufficiale della repubblica autoproclamata del Nagorno-Karabach) per via degli attacchi azeri. Baku afferma che l’offensiva è una risposta a bombardamenti effettuati dalle forze armene lungo la frontiera, una versione definita “menzognera” dalle autorità armene.

L’Armenia e l’Artsakh, che sostiene le sue aspirazioni d’indipendenza dall’inizio degli anni ’90, hanno dichiarato legge marziale e mobilitazione generale. L’Azerbaigian ha proclamato la mobilitazione parziale e la legge marziale in alcuni dipartimenti e ha chiuso i suoi aeroporti a tutto il traffico internazionale a eccezione della Turchia, che si è impegnata a sostenere Baku.

Secondo gli ultimi dati, la parte azera ha subito oltre 2000 perdite umane e migliaia di feriti a seguito del contrattacco delle forze del Nagorno-Karabach nel saliente meridionale del confine. La difesa della Repubblica di Artsakh afferma di avere distrutto circa 10 elicotteri d’attacco azeri, 75 droni, 150 carri armati e veicoli corazzati, un centinaio di veicoli,  attrezzature corazzate di ingegneria pesante, 1 aereo, oltre a 2 sistemi di artiglieria pesante TOS-1A, 1 Smerch e 1 Uragan più sistemi di lancio di razzi. L’Azerbaigian nega di aver subito perdite così ingenti.

L’escalation ha innescato un ampio contraccolpo internazionale, spingendo numerosi paesi e organizzazioni a invitare le parti in conflitto a cessare il fuoco e tornare ai negoziati presieduti dall’OSCE.

 

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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