Proteste in Kirghizistan: l’Italia esorta a porre fine alle violenze

Pubblicato il 8 ottobre 2020 alle 12:35 in Italia Kirghizistan

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L’Italia ha invitato le parti politiche in Kirghizistan a cessare immediatamente gli scontri e riprendere il dialogo istituzionale.

“L’Italia segue con attenzione gli sviluppi della situazione in Kirghizistan a seguito delle elezioni presidenziali di domenica scorsa e auspica l’immediata cessazione delle violenze nel Paese e la ripresa di un costruttivo dialogo politico interno a seguito dell’annullamento del voto”, riferisce la Farnesina in un comunicato.

La nota del Ministero degli Esteri italiano, inoltre, esprime la speranza che gli avvenimenti attuali non interrompano il percorso di avvicinamento agli standard democratici intrapreso da tempo in Kirghizistan.

Martedì notte, dopo le elezioni parlamentari del 4 ottobre in Kirghizistan, i rappresentanti dei partiti che non sono entrati nel più alto organo legislativo hanno organizzato rivolte a Bishkek. I manifestanti hanno sequestrato gli edifici del parlamento, del governo, dell’amministrazione presidenziale, dell’ufficio del procuratore generale e dell’ufficio del sindaco della capitale, e hanno rilasciato l’ex presidente del paese, Almazbek Atambayev, l’ex primo ministro Sapar Isakov e una serie di altri politici arrestati per corruzione, omicidio e altri reati.

Il presidente del Kirghizistan Sooronbai Jeenbekov martedì mattina ha rivolto un appello ai cittadini del Paese, in cui ha invitato i leader dei partiti politici a rassicurare i loro sostenitori.

Secondo gli ultimi dati ufficiali, il numero di persone ferite nelle rivolte a Bishkek ha superato il migliaio.

Il primo ministro kirghiso Kubatbek Boronov ha rassegnato le dimissioni. Il presidente Sooronbay Jeenbekov, come dichiarato dal suo addetto stampa, si trova a Bishkek e “controlla la situazione”. I leader dei partiti dell’opposizione hanno creato un consiglio di coordinamento per l’amministrazione del paese e hanno nominato il loro leader Sadyr Zhaparov per l’incarico di primo ministro.

La sera del 6 ottobre il parlamento ad una riunione straordinaria ha approvato la sua candidatura. Tuttavia, alcuni oppositori non sono stati d’accordo con questa nomina: hanno creato il proprio consiglio di coordinamento e intendono eleggere il loro primo ministro. Inoltre, hanno anche chiesto l’impeachment del presidente Jeenbekov e lo scioglimento del parlamento del Paese.

Il presidente del Kirghizistan Sooronbay Jeenbekov ha affermato di aver condotto trattative con diverse forze politiche per stabilizzare la situazione nella Repubblica. Un deputato del partito di opposizione Ata-Meken, Kanybek Imanaliev, ha dichiarato a Sputnik che i deputati parlamentari kirghisi hanno avviato una procedura di impeachment contro Jeenbekov.

 

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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