Caso Navalny: Francia e Germania vogliono “giocare duro” contro la Russia

Pubblicato il 8 ottobre 2020 alle 19:27 in Francia Germania Russia

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Francia e Germania hanno esortato l’UE ad opporsi alla Russia quando viola le norme internazionali. L’appello è stato rilasciato pubblicamente dai ministri degli Affari Esteri dei due Paesi, i quali hanno specificato, giovedì 8 ottobre, che l’eventuale decisione di imporre sanzioni per l’avvelenamento del critico russo, Alexei Navalny, non metterà fine al dialogo.

Parigi e Berlino hanno annunciato, mercoledì 7 ottobre, che avrebbero proposto all’Unione Europea di stabilire misure punitive contro gli individui russi collegati al caso di Navalny, dopo non aver ricevuto alcuna risposta credibile da parte di Mosca sull’uso dell’agente nervino della famiglia Novichok. Diversi governi occidentali hanno affermato che la Russia, che nega le accuse di avvelenamento, dovrà aiutare nelle indagini o prepararsi ad affrontare le conseguenze.

“Il dialogo non è una scusa per perdere tempo. Dobbiamo essere molto chiari: dialogare con la Russia non significa fargli un favore”, ha detto il ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian, durante una il Forum globale sulla sicurezza organizzato a Bratislava, in Slovacchia. “Non significa abbandonare la nostra ambizione di costruire un continente pacifico. Al contrario, significa difendere questa ambizione affermando fermezza e preparandosi a giocare duro ogni volta che è necessario”, ha aggiunto.

Parlando alla stessa conferenza, il ministro degli Esteri tedesco, Heiko Maas, ha ribadito i commenti del suo omologo. “Dobbiamo essere in grado di giocare duro ma allo stesso tempo non dobbiamo mai lasciare che il dialogo si fermi”, ha detto il funzionario di Berlino, sottolineando: “Abbiamo bisogno della Russia per risolvere i conflitti in Siria, in Libia, in Ucraina”.

Lunedì 11 ottobre, i ministri degli Esteri dell’UE potranno dare il loro sostegno politico alle sanzioni, ma queste non saranno approvate immediatamente poiché i testi legali dovranno essere prima preparati e approvati dagli esperti dei 27 Stati del blocco.

La decisione e la velocità con cui le due principali potenze europee hanno concordato di proporre le sanzioni suggerisce, secondo l’agenzia di stampa Reuters, un inasprimento della diplomazia del blocco nei confronti di Mosca, che mercoledì ha dichiarato di non ritenere più possibile “business as usual” con Berlino e Parigi.

Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha cercato di ridurre la sfiducia tra la Russia e l’Occidente da quando è arrivato al potere, nel 2017, sperando di ottenere l’aiuto del Cremlino per risolvere le maggiori crisi mondiali. Tuttavia, i suoi sforzi per un dialogo più intenso hanno sconvolto altri Stati membri dell’Unione Europea che ritengono che ancora troppo poco sia cambiato per giustificare un disgelo delle relazioni.

A inizio settimana, l’Organizzazione per la Proibizione delle armi chimiche (OPAC) ha affermato che i campioni di sangue prelevati da Navalny hanno confermato la presenza nel corpo dell’uomo di un agente nervino. “Ciò testimonia ancora una volta la prova inequivocabile che Alexei Navalny è stato vittima di un attacco con un agente chimico”, ha detto il portavoce del governo tedesco, Steffen Seibert, poco dopo l’annuncio dell’OPAC. Il Novichok è una neurotossina utilizzata nell’era sovietica.

Navalny, attivista 44enne, leader della Fondazione anticorruzione, aveva iniziato ad avvertire i primi malori il 20 agosto, durante un volo che lo avrebbe dovuto portare da Tomsk, in Siberia, a Mosca. L’uomo si era recato nella città siberiana per incontrare i propri alleati in vista delle elezioni regionali del prossimo settembre nella capitale. Ricoverato subito ad Omsk, l’oppositore era stato successivamente trasferito a Berlino, per volere della famiglia, nella clinica tedesca Charité. Dopo 32 giorni di ricovero, di cui 24 in terapia intensiva, Navalny è stato dimesso il 23 settembre. I suoi medici hanno assicurato che, sebbene le condizioni dopo l’avvelenamento siano state gravi, il paziente potrà riprendersi completamente.

La squadra dell’oppositore russo ha sempre insistito sul fatto che Navalny fosse stato deliberatamente avvelenato dalle autorità russe, accuse che il Cremlino ha respinto come “discorsi vuoti”. I medici russi in Siberia hanno fin dall’inizio assicurato che i test atti a individuare le sostanze velenose nel corpo di Navalny erano risultati tutti negativi e le cause del suo malessere dovevano essere riscontrate in uno squilibrio dovuto a disturbi metabolici e a un basso livello di zucchero nel sangue.

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Chiara Gentili

di Redazione

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