Zelensky: “Impossibile fermare conflitto nel Donbass senza dialogo con Mosca”

Pubblicato il 7 ottobre 2020 alle 6:22 in Russia Ucraina

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Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato che le autorità ucraine non saranno in grado di porre fine al conflitto nel Donbas senza dialogare con la Russia.

“Sono sicuro che non riusciremo mai a fermare la guerra se non dialoghiamo con la Russia. Il sostegno dei nostri partner occidentali è una questione a parte. Ma se non parliamo con il presidente Putin, non saremo mai in grado di ripristinare completamente l’Ucraina e riconquistare tutti i nostri territori […]. Non ci arrenderemo mai e sosteniamo che porteremo avanti la questione della fine della guerra parlando con i nostri partner e con la Russia per recuperare il nostro popolo e i nostri territori”, ha dichiarato Zelensky in un’intervista pubblicata sul sito web della presidenza ucraina.

Il leader ucraino ha dichiarato in un’altra occasione che i suoi contatti con il presidente russo, Vladimir Putin, sono limitati ma sostanziali e allo stesso tempo ha affermato che vorrebbe che questo dialogo producesse maggiori risultati.

Le relazioni tra Russia e Ucraina si sono deteriorate nel marzo del 2014 a seguito di un referendum in cui il 96,77% degli elettori della Repubblica e il 95,6% degli abitanti di Sebastopoli votò per l’annessione alla Russia. Il referendum si è tenuto un mese dopo il colpo di stato che ha avuto luogo in Ucraina e ha innescato un conflitto armato interno nel sud-est del Paese. Mosca ha ripetutamente affermato che gli abitanti della penisola hanno votato nel pieno rispetto del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite e hanno fatto “una scelta consapevole a favore della Russia”.

Alla fine di ottobre 2018, nel corso delle celebrazioni dedicate al 25° anniversario del sistema elettorale russo, il presidente Vladimir Putin ha dichiarato che non dimenticherà mai il giorno del referendum della riunificazione della Crimea con la Russia.

Il ministro della Difesa russa Sergey Shoygu ha più volte dichiarato che Mosca ha rafforzato la presenza militare in Crimea per difendere la penisola e gli interessi nazionali nel Mar Nero. “Dobbiamo rafforzare la composizione delle truppe in Crimea per garantire la difesa del territorio della penisola e gli interessi della Russia nel Mar Nero”, ha affermato il ministro in una riunione allargata della commissione per la Difesa della Duma.

Dall’aprile del 2018 Kiev ha iniziato un’operazione contro le milizie nel Donbass, nell’est del Paese, dove sono state proclamate le repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk in risposta al violento cambio di governo centrale avvenuto nel febbraio dello stesso anno.

Gli accordi di Minsk, firmati a settembre 2014 e febbraio 2015, hanno posto le basi per una soluzione politica al conflitto, ma finora non hanno portato alla cessazione delle violenze. Secondo l’ONU, ad oggi il conflitto ha generato 13.000 morti.


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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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