Sudafrica: scioperi e accuse di corruzione

Pubblicato il 7 ottobre 2020 alle 18:25 in Africa Sudafrica

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La più grande organizzazione sindacale del Sud Africa, nota come COSATU, ha annunciato uno sciopero, il 7 ottobre, per protestare contro i limiti salariali, una serie di licenziamenti e contro i casi di corruzione.

COSATU, che afferma di avere più di un milione di membri, è stato un alleato del governo africano al National Congress (ANC), ma ha cominciato a criticare l’esecutivo dall’inizio della pandemia di COVID-19, condannando il modo in cui è stata gestita l’emergenza. La federazione sindacale ha dichiarato che gli oltre due milioni di posti di lavoro persi nel secondo trimestre del 2020 sono arrivati a seguito delle scarse prestazioni del gabinetto e ha accusato alcuni politici di fare parte di un “flagrante furto di fondi dei contribuenti”, dopo un’ondata di scandali.

Il presidente del Sudafrica, Cyril Ramaphosa, da parte sua, ha dichiarato che il suo governo sta mettendo a punto un piano di ripresa economica per stimolare l’occupazione e ha promesso un’azione dura contro coloro che risultassero implicati in casi di corruzione. La COSATU protesta anche per il fatto che il governo non ha aumentato gli stipendi dei dipendenti pubblici ad aprile, come promesso in un accordo salariale triennale, concluso nel 2018. Oggi, l’esecutivo afferma che il piano è inattuabile. Di conseguenza, l’organizzazione sindacale sta organizzando cortei, picchetti e marce nelle 9 province del Sud Africa.

Il leader sindacale, Zingiswa Losi, consegnerà un memorandum agli uffici governativi nella capitale amministrativa Pretoria, ha reso noto COSATU sul suo account Twitter. I sindacati affiliati a COSATU rappresentano i lavoratori del settore pubblico e privato, in professioni come l’insegnamento, la sanità, la polizia e l’industria mineraria. Il Paese dall’economia più industrializzata dell’Africa ha sigillato i propri confini all’inizio di un rigoroso blocco, alla fine di marzo, per limitare la diffusione del nuovo coronavirus.

Le restrizioni alla circolazione interna sono state gradualmente allentate da maggio, ma i confini internazionali sono rimasti chiusi fino al primo ottobre per evitare l’ingresso di infezioni dall’estero. La compagnia aerea tedesca Lufthansa è stata la prima compagnia aerea europea a riprendere i viaggi in Sud Africa, con un volo da Francoforte che è atterrato all’aeroporto internazionale OR Tambo di Johannesburg alle 8:30, ora locale. Sono arrivati anche aerei dal Kenya, dallo Zambia e dal vicino Zimbabwe. 

Il Sudafrica aveva poi annunciato una nuova chiusura, a partire dal 27 luglio. La decisione, comunicata dal presidente Cyril Ramaphosa il 23 luglio, è stata presa in seguito alla scoperta di nuovi focolai di coronavirus e alla crescita del numero di infezioni. Il Paese registra attualmente 662.000 casi ufficiali, con un incremento di 725 nelle ultime 24 ore e oltre 6.000 persone sono morte a causa del virus, di cui 39 nelle ultime 24 ore. Ramaphosa aveva anche annunciato il lancio di uno “storico” pacchetto di sostegno sociale ed economico, dal valore di circa 30 miliardi di dollari, per finanziare la risposta del sistema sanitario e assistere “i più bisognosi”. Secondo la Banca di Sviluppo africana, l’economia del Sudafrica, che è la più industrializzata del continente, dovrebbe contrarsi tra il 6,3% e il 7,5% a causa della pandemia.

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.