Pashinyan: Russia interverrà se l’Armenia sarà attaccatta

Pubblicato il 7 ottobre 2020 alle 9:19 in Armenia Azerbaigian Russia

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Il primo ministro armeno Nikol Pashinyan ha dichiarato che la Russia ha dato garanzie che adempirà ai suoi obblighi nel quadro del Trattato sulla sicurezza collettiva se il territorio armeno dovesse essere attaccato.

“La Russia ha assicurato che adempirà ai suoi obblighi ai sensi dell’accordo”- ha assicurato Pashinyan, rispondendo alla domanda di un giornalista all’Organizzazione del Trattato sulla Sicurezza Collettiva (CSTO) per cui la Russia, l’Armenia, il Kazakistan, il Kirghizistan, il Tagikistan e l’Uzbekistan si impegnano a intervenire se uno degli altri membri dovesse subire un’aggressione esterna. “Esiste una base contrattuale e questi accordi stabiliscono che, di fatto, in caso di minaccia diretta al territorio della Repubblica di Armenia, secondo una serie di parametri, la Russia deve adempiere a determinati obblighi contrattuali” – ha affermato il capo del governo di Erevan nel corso di un’intervista alla BBC andata in onda martedì 6 ottobre.

Formalmente essendo il Nagorno-Karabakh -Repubblica di Artsakh- non parte della Repubblica di Armenia, il trattato non è entrato in vigore. Diverso sarebbe se ad essere attaccata fosse l’Armenia all’interno dei confini  internazionalmente riconosciuti della Repubblica. 

Nel corso dell’intervista Pashinyan ha sottolineato inoltre che gli armeni del Nagorno-Karabakh stanno oggi affrontando una minaccia esistenziale. “Hai detto di venire da Stepanakert. Hai visto che gli armeni del Nagorno-Karabakh stanno affrontando una minaccia esistenziale. Il punto chiave è che se le forze armate azere avranno successo, significherà il genocidio degli armeni del Nagorno-Karabakh” – ha affermato Pashinyan, che ha inoltre sottolineato che l’Artsakh è Armenia, terra armena, poiché oltre l’80% della popolazione è sempre stata armena e oggi è lo stesso.

“L’Azerbaigian vuole che gli armeni non vivano lì e per questo ha attaccato il Nagorno-Karabakh con il sostegno dei terroristi. E cosa bisognerebbe suggerire? Che gli armeni del Nagorno Karabakh dicessero “ok, visto che siete terroristi, negheremo le nostre radici”? Ebbene, non potrà mai accadere”- ha detto Pashinyan.

Nell’intervista alla BBC, il Primo Ministro dell’Armenia ha anche ribadito che il Nagorno-Karabakh sta subendo un attacco congiunto da Azerbaigian, Turchia e terroristi dalla Siria.

La situazione nel Nagorno-Karabakh è degenerata il 27 settembre scorso. Da quel giorno ci sono battaglie sulla linea di contatto. La legge marziale è stata introdotta in Azerbaigian e Armenia e la mobilitazione è stata annunciata. Morti e feriti si contano anche tra la popolazione civile. 

Armeni e azeri si contendono il Nagorno-Karabakh dal febbraio 1988, quando la regione, a maggioranza armena, ha annunciato la sua secessione dalla Repubblica socialista sovietica dell’Azerbaigian. Durante il conflitto armato del 1991-94, l’Azerbaigian ha perso il controllo del Nagorno-Karabakh e di sette regioni adiacenti. Dal 1992 sono in corso negoziati per una soluzione pacifica del conflitto nel quadro del Gruppo OSCE di Minsk, guidato dai tre copresidenti, Russia, Stati Uniti e Francia.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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