Kirghizistan: la guardia popolare prende il controllo di Bishkek, manifestanti chiedono nuovo governo

Pubblicato il 7 ottobre 2020 alle 9:47 in Asia Kirghizistan

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La Guardia popolare volontaria è stata in grado di prendere gradualmente il controllo della situazione a Bishkek e prevenire saccheggi di massa e pogrom. È quanto riferisce l’agenzia di stampa russa TASS, informata mercoledì 7 ottobre dall’ufficio del sindaco della capitale kirghisa

“Grazie al buon coordinamento delle azioni e alla solidarietà, le guardie hanno prontamente risposto a tutti i segnali su possibili casi di vandalismo e sono riusciti a prevenire il saccheggio della città” – ha detto un rappresentante dell’amministrazione comunale di Bishkek.

Secondo il comune, le guardie popolari volontarie, che secondo varie stime comprendono da 3.000 a 10.000 cittadini, sono riuscite a “salvare centinaia di edifici dal saccheggio”. Allo stesso tempo, l’ufficio del sindaco ha ammesso che “purtroppo non ha funzionato per fermare completamente le azioni della folla aggressiva di saccheggiatori”.

“Alcuni degli enti economici e alcune strutture statali o municipali hanno subito danni”, ha ammesso l’ufficio del sindaco. La scorsa notte giovani dalla mentalità aggressiva hanno lanciato pietre e bastoni contro le finestre di dozzine di negozi e uffici.

Persone in uniforme della polizia non compaiono per le strade della capitale del Kirghizistan da più di un giorno.

Nel frattempo, dopo che l’opposizione ha preso il controllo del parlamento, del governo, dell’amministrazione presidenziale, dell’ufficio del sindaco della capitale e della Procura generale, è stata osservata per il secondo giorno consecutivo nella repubblica la distribuzione di cariche pubbliche nel governo e nell’industria di stato da parte dei leader della protesta. 

“I rappresentanti dei partiti che hanno perso le elezioni parlamentari (una decina di formazioni rimaste sotto la soglia di sbarramento nel voto del 4 ottobre) si presentano nelle istituzioni statali, accompagnati da guardie del corpo e sostenitori dal fisico atletico e si dichiarano sindaci, capi di ministeri, dipartimenti, direzioni generali, uffici e persino dipartimenti municipali o distrettuali di controllo sanitario. Da qualche parte gli impiegati offrono resistenza, da altre parti accettano silenziosamente la situazione” – riferisce il corrispondente della TASS dalla capitale del Kirghizistan.

Casi di sequestro da parte di residenti locali o gruppi di ignoti di terreni agricoli e campi coltivati si registrano in diverse regioni. Gli uffici della miniera d’oro di Jerui, gestita da una società russa, sono stati parzialmente bruciati e saccheggiati. Nella città di Kara-Balta, l’unico stabilimento del paese che si occupa della pulitura dell’oro dalle impurità è passato sotto il controllo di un anonimo gruppo di persone. Persone non identificate hanno tentato di impossessarsi dell’ufficio della compagnia dell’oro kirghisa (Kyrgyzzoloto) a Bishkek.

Il più grande giacimento di carbone della repubblica (nella fossa a cielo aperto di Kara-Keche) è stato occupato nella regione di Naryn. Secondo i media locali, sono coinvolti gruppi della criminalità organizzata. Ad oggi si registrano diverse dozzine di fabbriche, centri ricreativi, appezzamenti di terreno, depositi, dove i proprietari non hanno la possibilità di disporre delle loro proprietà.

“È necessario restituire le posizioni di comando al governo legittimo” – ha affermato di notte il primo ministro ad interim della Repubblica Sadyr Zhaparov. In questo è stato ironicamente sostenuto dagli utenti dei social network, che gli suggeriscono di iniziare da se stesso, poiché ritengono che sia stato nominato illegalmente per questo incarico dal parlamento, se non altro perché i deputati hanno subito enormi pressioni nel prendere questa decisione dai manifestanti che in quel momento erano fuori dalla porta. Inoltre, in conversazioni private intercettate e rese pubbliche, i parlamentari ammettono di non avere il quorum per eleggere Zhaparov. Martedì 6 ottobre, il parlamento kirghiso ha licenziato il primo ministro Kubatbek Boronov e il suo governo, nominando Sadyr Japarov capo di gabinetto ad interim.

I partecipanti alla manifestazione tutt’ora in corso nella capitale del Kirghizistan vicino all’edificio del Palazzo del Governo hanno chiesto un cambiamento nella composizione del nuovo gabinetto. 

I manifestanti insistono nel cambiare la composizione del governo, sostenendo che una generazione “pulita” di politici dovrebbe entrare nel governo. Alla manifestazione partecipano oltre un centinaio di rappresentanti e sostenitori dei partiti politici, che, a seguito dei risultati delle elezioni parlamentari svoltesi nel Paese il 4 ottobre, non hanno ottenuto seggi al Consiglio Supremo. I manifestanti chiedono una “pulizia” delle autorità corrotte.

Il Consiglio di coordinamento del popolo, creato mercoledì 7 ottobre in Kirghizistan, che comprende i leader di diversi partiti politici, intende nominare il suo primo ministro. La TASS riferisce l’informazione proveniente da un membro del nuovo consiglio, Chingiz Makeshev.

La situazione nel paese centroasiatico è particolarmente confusa. Anche i Consigli di coordinamento sono due. Martedì era stato creato il Consiglio di coordinamento per rompere l’impasse legale dai partiti Respublika, Ata Meken (“Patria”), Butun Kyrgyzstan (“Kirghizistan unito”), Bir Bol (“Unità”), Zamandash (Modernità) e Partito socialdemocratico. Su loro iniziativa, il parlamento del paese ha approvato Sadyr Japarov come premier ad interim.

La maggior parte dei politici kirghisi crede che attualmente nel paese sia in corso un “baccanale politico e un vuoto giuridico”, durante il quale impostori di partiti secondari occupano posizioni e dividono i posti nelle strutture statali e municipali.

Martedì notte, dopo le elezioni parlamentari del 4 ottobre in Kirghizistan, i rappresentanti dei partiti che non sono entrati nel più alto organo legislativo hanno organizzato rivolte a Bishkek. I manifestanti hanno sequestrato gli edifici del parlamento, del governo, dell’amministrazione presidenziale, dell’ufficio del procuratore generale e dell’ufficio del sindaco della capitale, e hanno rilasciato l’ex presidente del paese, Almazbek Atambayev, l’ex primo ministro Sapar Isakov e una serie di altri politici arrestati per corruzione, omicidio e altri reati.

Il presidente del Kirghizistan Sooronbai Jeenbekov martedì mattina ha rivolto un appello ai cittadini del Paese, in cui ha invitato i leader dei partiti politici a rassicurare i loro sostenitori.

Il numero di persone ferite nelle rivolte a Bishkek ha superato le 900, ha annunciato mercoledì il Ministero della Salute kirghiso. “Secondo gli ultimi dati, un totale di 911 persone hanno chiesto assistenza medica, di questi, 169 nell’ultimo giorno”, afferma il comunicato.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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