Kenya: due condanne per l’attentato contro il Westgate Mall

Pubblicato il 7 ottobre 2020 alle 18:49 in Africa Kenya

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Un tribunale keniota ha condannato due uomini per aver aiutato i militanti di al-Shabab ad effettuare l’attentato contro un centro commerciale di Nairobi, il Westgate Mall, effettuato il 21 settembre 2013. 

Un terzo uomo, anch’egli accusato sulla base della legge per la prevenzione del terrorismo, è stato prosciolto da tutte le accuse nella sentenza annunciata il 7 ottobre. Sono passati più di 7 anni da quando gli uomini armati dell’organizzazione militante islamista somala, al-Shabab, hanno effettuato l’attacco. “L’accusa ha dimostrato la sua tesi contro l’imputato per la cospirazione al fine di effettuare un atto terroristico e per il sostegno a un gruppo terroristico”, ha dichiarato il magistrato capo, Francis Andayi, mentre leggeva il verdetto. 

Si tratta di un verdetto atteso da molti in Kenya. Tuttavia, il processo ha fornito poco conforto ai cari delle vittime, perché non è riuscito a fare luce su ciò che è accaduto durante l’attacco. I tre uomini processati “non sono in alcun modo le menti, nemmeno gli aggressori”, ha dichiarato Otsieno Namwaya, ricercatore senior per l’Africa di Human Rights Watch. “Alcuni degli aggressori sono fuggiti e le menti sono ancora sconosciute. Questi tre devono essere stati attori marginali”, ha aggiunto. 

Dal 2011, al-Shabab ha giurato punizione al Kenya per aver inviato truppe in Somalia. Il gruppo, il cui nome in arabo significa “la gioventù”, è un gruppo militante jihadista fondato nel 2006 e affiliato ad al-Qaeda. L’obiettivo della sua rivolta è quello di rovesciare il governo della Somalia, appoggiato dall’ONU, per prendere il potere e imporre la propria interpretazione della legge islamica. I militanti di al-Shabaab effettuano attacchi anche nel vicino Kenya, dove sono stati protagonisti di numerosi episodi di violenza. I militanti islamisti avevano preso controllo della capitale somala, Mogadiscio, da cui erano stati cacciati nel 2011. A partire da tale anno le loro violenze si sono diffuse nella regione.

Nonostante la presenza dell’AMISOM, un esercito dell’Unione Africana composto da circa 20.000 uomini, e nonostante l’aumento di attacchi aerei da parte degli Stati Uniti, i jihadisti si sono dimostrati incredibilmente resistenti. In seguito al ritiro del 1994, le truppe statunitensi sono tornate a operare in Somalia nel gennaio 2007. Gli Stati Uniti effettuano attacchi aerei antiterrorismo in Somalia da più di 10 anni, ma la frequenza dei raid è aumentata considerevolmente sotto l’amministrazione del presidente Donald Trump. L’AFRICOM, il Commando statunitense in Africa, ha condotto 63 attacchi nel 2019, un importante aumento rispetto al precedente record di 47, che era stato registrato nel 2018. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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