Karabakh: Stepanakert ancora sotto le bombe

Pubblicato il 7 ottobre 2020 alle 12:55 in Armenia Azerbaigian

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Dallo scorso 27 di settembre va avanti l’escalation tra Armenia e Azerbaigian nella regione contesa del Nagorno-Karabakh.

Una serie di esplosioni sono state udite nella notte a Stepanakert, la capitale dell’autoproclamata Repubblica del Nagorno-Karabakh.

Le deflagrazioni sono state accompagnate dal suono delle sirene di allarme anti-aereo, che hanno risuonato in città ad intervalli regolari per quasi tutto il corso della nottata.

Per occultare la città in caso di eventuali bombardamenti, gli abitanti hanno iniziato a spegnere le illuminazioni nelle proprie case, anche se è da notare il fatto che tutta Stepanakert sia rimasta già priva di elettricità e acqua.

Nella giornata di ieri, le autorità del Ministero della Difesa armeno avevano riferito che l’Azerbaigian ha iniziato un’offensiva su vasta scala nella zona meridionale del fronte nel Nagorno-Karabakh.

Le tensioni tra Armenia e Azerbaigian si sono intensificate la mattina di domenica 27 settembre quando l’esercito azero ha lanciato un massiccio attacco di artiglieria in Nagorno-Karabach lungo la linea del cessate il fuoco del 1994, colpendo insediamenti civili, compresa la capitale Stepanakert. Secondo le autorità locali sono 280 le vittime tra militari e civili in Artsakh (nome ufficiale della repubblica autoproclamata del Nagorno-Karabach) per via degli attacchi azeri. Baku afferma che l’offensiva è una risposta a bombardamenti effettuati dalle forze armene lungo la frontiera, una versione definita “menzognera” dalle autorità armene.

L’Armenia e l’Artsakh, che sostiene le sue aspirazioni d’indipendenza dall’inizio degli anni ’90, hanno dichiarato legge marziale e mobilitazione generale. L’Azerbaigian ha proclamato la mobilitazione parziale e la legge marziale in alcuni dipartimenti e ha chiuso i suoi aeroporti a tutto il traffico internazionale a eccezione della Turchia, che si è impegnata a sostenere Baku.

Secondo gli ultimi dati, la parte azera ha subito oltre 1800 perdite umane e migliaia di feriti a seguito del contrattacco delle forze del Nagorno-Karabach nel saliente meridionale del confine. La difesa della Repubblica di Artsakh afferma di avere distrutto circa 10 elicotteri d’attacco azeri, 75 droni, 150 carri armati e veicoli corazzati, un centinaio di veicoli,  attrezzature corazzate di ingegneria pesante, 1 aereo, oltre a 2 sistemi di artiglieria pesante TOS-1A, 1 Smerch e 1 Uragan più sistemi di lancio di razzi. L’Azerbaigian nega di aver subito perdite così ingenti.

L’escalation ha innescato un ampio contraccolpo internazionale, spingendo numerosi paesi e organizzazioni a invitare le parti in conflitto a cessare il fuoco e tornare ai negoziati presieduti dall’OSCE.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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