Israele- UAE: il primo incontro storico tra i ministri degli Esteri

Pubblicato il 7 ottobre 2020 alle 10:38 in Emirati Arabi Uniti Germania Israele

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Berlino ha ospitato, il 6 ottobre, un incontro definito “storico” tra il ministro degli Esteri israeliano, Gabi Ashkenazi, e il suo omologo emiratino, Sheik Abdullah bin Zayed al-Nahyan. Il meeting fa seguito alla firma degli accordi di normalizzazione, del 15 settembre.

Secondo quanto riportato dal quotidiano al-Araby al-Jadeed, i due ministri hanno visitato insieme il Memoriale dell’Olocausto a Berlino, accompagnati dal loro omologo tedesco, Heiko Maas. Quest’ultimo, dal canto suo, si è detto onorato del fatto che la capitale tedesca sia stata scelta come sede del primo incontro storico tra i due ministri mediorientali e spera che, alla luce degli accordi raggiunti, Abu Dhabi e Tel Aviv possano ulteriormente rafforzare i propri legami e contribuire agli sforzi profusi per portare pace in Medio Oriente. “La moneta più importante nella diplomazia è la fiducia,” ha affermato Maas, il quale ha aggiunto che il proprio Paese ha fatto il possibile per ospitare al meglio il dialogo tra i due ministri e si impegnerà ad offrire sostegno laddove richiesto.

Berlino, sebbene si sia sempre detta a sostegno del popolo palestinese e di una soluzione a due Stati, ha definito gli accordi di normalizzazione un “accordo di pace coraggioso”, nonché “la prima buona notizia dal Medio Oriente da molto tempo, e un’opportunità per riprendere il dialogo tra israeliani e palestinesi”. “Coraggio e fiducia” sono ciò di cui il processo di pace in Medio Oriente necessita, a detta di Maas, il quale ha affermato che la Germania e l’Europa desiderano essere d’aiuto.

Il ministro emiratino, dal canto suo, nel corso della visita al memoriale dedicato ai 6 milioni di ebrei uccisi dal nazismo, ha affermato che il monumento sottolinea l’importanza di rafforzare “la tolleranza, la convivenza e il consenso” in tutto il mondo, in quanto pilastri essenziali per raggiungere prosperità, crescita e sviluppo sostenibile. Per Abu Dhabi, la firma del 15 settembre ha sancito l’inizio di una nuova era per il Medio Oriente, che cambierà il modo tradizionale di affrontare le sfide regionali. “Negli Emirati Arabi Uniti, stiamo cercando di aprire più orizzonti per una nuova cooperazione nella costruzione della pace, oltre che verso opportunità economiche”, ha affermato il ministro emiratino. Parallelamente, al-Nahyan ha ringraziato la Germania per l’ospitalità e, rivolgendosi al ministro Ashkenazi, ha riferito che Abu Dhabi si impegna a collaborare con entrambi. Anche il ministro emiratino si è detto speranzoso circa le rinnovate relazioni con Israele, augurandosi che ciò potrà favorire pace e stabilità nella regione mediorientale. A tal proposito, è stato riferito che, nel corso del meeting del 6 ottobre, sono state discusse anche questioni di tipo economico, relative perlopiù ad energia e industria.

Ashkenazi ha poi affermato che l’incontro “simboleggia l’inizio di una nuova era”, nonché un “patto di pace tra i popoli”, aggiungendo che la firma comune nel libro della memoria, con riferimento a quello depositato presso il memoriale di Berlino, è un grido e un giuramento comune, per “ricordare, non dimenticare, essere forti e promettere di non ripetere”. Il ministro israeliano ha poi esortato i palestinesi a sedersi al tavolo dei negoziati, l’unica via perseguibile per giungere ad una risoluzione del conflitto. Nel corso del bilaterale tra i ministri israeliano ed emiratino, le due parti si sono dette concordi a proseguire i lavori per aprire uffici di rappresentanza nei due Paesi, concedere visti di ingresso, organizzare voli e continuare a cooperare nella lotta contro la pandemia di coronavirus.

Il 15 settembre, Washington è stata testimone della cerimonia per la firma degli accordi di normalizzazione tra Israele, Emirati Arabi Uniti e Bahrein Il primo patto, nominato “accordo Abraham”, è stato annunciato dal capo della Casa Bianca, Donald Trump, il 13 agosto, ed ha di fatto normalizzato le relazioni tra Israele e UAE. In particolare, Israele si è impegnato a sospendere l’annessione dei territori palestinesi della Cisgiordania, così come annunciato in precedenza, sebbene il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, abbia specificato di aver semplicemente deciso di “ritardare” l’annessione come parte dell’accordo con Abu Dhabi. Proprio Netanyahu si è più volte detto pronto a firmare un accordo storico, prevedendo che presto anche altri Paesi seguiranno l’esempio emiratino.

Gli accordi rendono gli Emirati e il Bahrein il terzo e il quarto Stato arabo che riconoscono la sovranità dello Stato d’Israele. Il primo era stato l’Egitto, nel 1979, e poi la Giordania, nel 1994. Gli UAE hanno affermato che la decisione di normalizzare le relazioni con Israele ha “infranto la barriera psicologica” e rappresenta “la via da seguire” per portare pace nella regione mediorientale.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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