Il FMI approva gli aiuti per 22 Paesi africani

Pubblicato il 7 ottobre 2020 alle 21:22 in Africa Ruanda

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Il Fondo Monetario Internazionale ha approvato nuovi aiuti di emergenza per 28 Paesi, 22 dei quali sono africani. I fondi ricevuti consentiranno a queste nazioni di ripagare i propri debiti o di mitigare l’impatto debilitante della pandemia. 

Un’operazione di assistenza finanziaria, resa ufficiale il 5 ottobre, a favore dei 28 beneficiari, che potrebbero ricevere un totale di 959 milioni di dollari entro aprile 2022. Si tratta di un contributo e non di un prestito, quindi i Paesi non saranno tenuti a restituire l’ammontare. A ricevere il supporto sono i 21 Stati più poveri del continente, con l’eccezione del Ruanda. 

Il Ruanda è stato il primo Paese dell’Africa sub-sahariana ad aver ordinato la chiusura di tutte le attività non necessarie a causa del coronavirus, a partire dalla mezzanotte del 21 marzo. È quanto reso noto dal primo ministro ruandese, Edouard Ngirente. In precedenza, il 15 marzo, il governo aveva annunciato la chiusura temporanea di scuole, università e luoghi di culto in tutto il Paese per due settimane, mentre le nuove misure, più stringenti, hanno disposto il blocco di “tutti i movimenti fuori casa non necessari, ad eccezione di servizi essenziali come l’assistenza sanitaria, la spesa per generi alimentari e i servizi bancari” per un periodo iniziale di due settimane. Ngirente ha inoltre invitato i cittadini a utilizzare metodi di pagamento elettronici e servizi bancari online, piuttosto che recarsi fisicamente presso gli istituti di credito.

La maggior parte della popolazione ha accolto con favore tali misure ma, allo stesso tempo, i cittadini sono preoccupati per le conseguenze economiche. Per mitigare l’impatto economico del virus, il 17 marzo la Banca Centrale ruandese aveva annunciato una serie di provvedimenti, tra cui la possibilità da parte delle banche di ristrutturare i prestiti in essere di debitori con problemi di liquidità derivanti dall’emergenza. Inoltre, la Banca aveva introdotto strumenti di prestito estesi dal valore di circa 52 milioni di dollari, che le banche commerciali con problemi di liquidità possono prendere in prestito al tasso della banca centrale, e aveva ridotto il rapporto di riserva obbligatoria effettivo dal 5% al 4%, al fine di fornire più liquidità alle banche a sostegno delle imprese più danneggiate dall’epidemia.

La misura del FMI serve proprio ad attenuare tale impatto. Tuttavia, il Fondo attende la convalida da parte della comunità internazionale del nuovo governo maliano prima di onorare la sua ammissibilità in quanto la nazione dell’Africa occidentale si trova in lista d’attesa. Ad aprile, il Fondo Monetario Internazionale aveva già cancellato i debiti di 25 Paesi economicamente in difficoltà attivando un meccanismo di emergenza, il Fondo Fiduciario per la Risposta e l’Assistenza ai Disastri Naturali di circa 500 milioni di dollari.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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