Coronavirus: la Cina sviluppa un vaccino promettente

Pubblicato il 7 ottobre 2020 alle 13:45 in Asia Cina

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L’ Institute of Medical Biology della Chinese Academy of Medical Sciences sta producendo un vaccino sperimentale contro il coronavirus che è risultato sicuro durante la terza fase dei test clinici.

La notizia è stata diffusa dagli stessi ricercatori il 6 ottobre, pubblicando i risultati delle ricerche condotte sulla piattaforma medRxiv, dove i dati saranno sottoposti ad una peer review. Il documento afferma che: “Tutti i dati ottenuti in questa sperimentazione sostengono la sicurezza e l’immunogenicità di questo vaccino inattivato e sono incoraggianti per quanto riguarda ulteriori studi futuri sulla sua efficacia”.

Alla Fase 1 del test del vaccino in questione avevano partecipato 191 candidati di età compresa tra i 18 e i 59 anni in stato di salute. La prima inoculazione del vaccino nei corpi dei partecipanti non aveva mostrato gravi reazioni avverse e le risposte più comuni constatate nei corpi dei partecipanti erano state dolore lieve, leggera stanchezza e arrossamento, prurito e gonfiore intorno al punto di iniezione. Il vaccino ha altresì indotto la risposta immunitaria nei corpi di tutti i partecipanti.

Al momento, la Cina sta conducendo la terza fase di sperimentazione clinica di 4 vaccini e sta “correndo contro il tempo” per renderli disponibili il prima possibile. Lo scorso 25 settembre, L’Ufficio d’informazione del Consiglio di Stato cinese ha reso noti i progressi dei lavori per la realizzazione di un vaccino contro il coronavirus aggiungendo informazioni su quando saranno disponibili, su quella che sarà la capacità di produzione in termini di quantità e a chi andranno per primi.

In totale, la Cina ha sperimentato clinicamente 11 vaccini, di cui 4 sono entrati nella terza fase. In tre casi si tratta di vaccini inattivati, mentre uno è un vaccino basato su vettori derivati da adenovirus. Nessuno dei 4 vaccini ha finora prodotto gravi reazioni avverse nella prima e seconda fase di sperimentazione clinica, al contrario, hanno evidenziato soltanto risposte lievi, consentendo loro di poter entrare quindi nella terza fase di sperimentazione. Le aziende che li stanno producendo hanno siglato accordi di cooperazione con molte organizzazioni di altri Paesi. 

Parlando di tempistiche, secondo l’epidemiologo del Centro per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie della Cina, Zeng Guang, ha affermato che solamente al completamento della terza fase della sperimentazione clinica dei vaccini sarà possibile valutare la loro immissione in commercio. Zeng ha poi specificato che, al momento, a livello globale, nessun team di ricerca e sviluppo ha ancora completato la fase tre.

In termini di quantità, invece, un membro della Commissione nazionale per la Salute, Zheng Zhongwei, ha reso noto che, secondo le stime attuali, entro la fine dell’anno corrente, la Cina avrà una capacità di produzione pari a 610 milioni di dosi di vaccino per il corona virus, mentre, prima della fine del 2021 la produzione annua cinese potrà attestarsi ad un miliardo di dosi.

Parlando delle preoccupazioni relative ai costi, poi, lo stesso Zheng ha rassicurato che il vaccino per il coronavirus ha tutte le caratteristiche per essere un prodotto pubblico e come tale dovrà rispondere ai criteri di accessibilità e affidabilità. Zheng ha rassicurato che saranno redatte linee guida per i prezzi del vaccino in modo da renderli fruibili per il pubblico.

Infine, riguardo la priorità, una volta pronti i vaccini, saranno forniti dapprima ai gruppi ad alto rischio, poi a quelli ad alto pericolo e successivamente ai gruppi generici. Nel primo caso si tratta di persone che svolgono professioni a rischio come, ad esempio, il personale medico e sanitario in prima linea, gli operatori di porti e frontiere e gli operatori urbani. Nel secondo caso parliamo, invece, di persone con uno stato di salute più delicato, ovvero dei più anziani, delle donne incinte, dei bambini e di tutti coloro che hanno malattie pregresse.

Il coronavirus si è originato in Cina dalla città di Wuhan, nella provincia di Hubei, dove sono stati registrati i primi casi nel mese di dicembre 2019. Il 7 gennaio, è stato identificato un nuovo virus, denominato provvisoriamente dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) con il nome: “2019-nCoV” e poi chiamato ufficialmente: “Covid-19”, l’11 febbraio. Il 30 gennaio, l’OMS ha dichiarato il virus un’emergenza mondiale e poi una pandemia l’11 marzo successivo.  Al momento, a livello globale 35.849.421 persone hanno contratto il coronavirus e 1.050.771 ne sono morte. 

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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