Corea del Sud: riappare il diplomatico nordcoreano scomparso in Italia

Pubblicato il 7 ottobre 2020 alle 16:49 in Corea del Nord Corea del Sud

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L’incaricato d’affari dell’ambasciata della Corea del Nord a Roma, Jo Song-gil, che era scomparso dall’Italia a fine 2018, dal mese di luglio 2019, ha vissuto segretamente in Corea del Sud. La notizia è stata diffusa da alcuni membri della commissione per l’intelligence del Parlamento di Seoul, il 7 ottobre, e, se confermata, si tratterebbe del funzionario di maggior livello ad essere scappato dalla Corea del Nord di recente.

Un esponente dell’opposizione sudcoreana e membro della commissione per l’intelligence dell’Assemblea Nazionale, Ha Tae-keung, tramite i propri canali Facebook, ha rivelato che il diplomatico nordcoreano sarebbe arrivato nel Paese 15 mesi fa e, per tutto questo periodo di tempo, avrebbe ricevuto protezione dal governo della Corea del Sud. La notizia è stata poi confermata da un altro parlamentare, Jeon Hae-cheol, il quale fa parte del partito di governo, ovvero il Partito democratico, ed è a capo della commissione parlamentare dell’intelligence, aggiungendo che il diplomatico nordcoreano sarebbe giunto a in Corea del Sud di sua spontanea volontà.

Tuttavia, il Servizio nazionale d’Intelligence non ha confermato né le rivelazioni di Ha né le pubblicazioni dei media riguardo la storia del diplomatico. Secondo alcuni osservatori, l’intelligence sudcoreana avrebbe confermato il tipico approccio a questioni di tale genere, adottato o per non inasprire le relazioni con Pyongyang o per non mettere in difficoltà i familiari dei “disertori” che ancora vivono in Corea del Nord. Jeon ha giustificato proprio con quest’ultima motivazione il mantenimento del segreto riguardo la presenza dell’ambasciatore nordcoreano in Corea del Sud. Non a caso, Pyongyang prima di inviare funzionari all’estero richiede loro di lasciare parte della famiglia, in particolar modo i figli, nel Paese proprio per evitare defezioni.

Nel novembre 2018, l’allora 48enne Jo Song-gil e la moglie erano scomparsi da Roma poco prima di rientrare a Pyongyang e da allora non si era più saputo nulla di loro. I due si trovavano nella capitale italiana insieme alla figlia che non erano però riusciti a portare con sé. Secondo le autorità italiane, la donna era stata quindi presa in carico dalle autorità nordcoreane che l’avevano riportata in patria. Jo era stato in servizio in Italia dal 2015 e, dal 2017, quando Roma aveva espulso l’ambasciatore nordcoreano, aveva preso ricoperto il ruolo di incaricato d’affari.

Le defezioni dei diplomatici nordcoreani sono una questione quanto mai delicata per Pyongyang sia perché interpretate come un segnale dello sgretolarsi della lealtà tra la classe dirigente, sia perché potrebbero consentire, come in questo caso, alla Corea del Sud di venire in possesso di una grande quantità di informazioni. In particolare, i diplomatici nordcoreani sono spesso coinvolti in attività illecite con le quali riscuotono denaro in valuta estera, violando le sanzioni imposte contro Pyongyang dalle Nazioni Unite.

Prima di Jo, l’ultimo funzionario nordcoreano ad aver disertato in Corea del Sud era stato un membro dell’ambasciata di Pyongyang a Londra, Thae Yong-ho, fuggito a Seoul, nel 2016, con la moglie e i due figli. Jo è inoltre il funzionario di più alto livello a disertare Pyongyang dal 1997, quando un’ex-segretario del Partito dei Lavoratori di Corea (WPC), Hwang Jang-yop, era scappato a Seoul attraverso l’ambasciata sudcoreana di Pechino. Ad oggi, non sono ancora chiare le motivazioni che hanno spinto Jo ad abbandonare la Corea del Nord ma, lo stesso Thae, il quale fa adesso parte della scena politica sudcoreana, ha commentato la rivelazione sulla presenza di Jo in Corea del Sud sostenendo che tale notizia potrebbe avere messo a rischio in futuro della figlia.

In totale, dalla metà degli anni novanta, sarebbero stati oltre 30.000 i nordcoreani scappati in Corea del Sud. La Corea del Nord li chiama “traditoti” e spesso sostiene anche che essi siano stati rapiti dai servizi segreti di Seoul

La notizia di Jo Song-gil potrebbe esacerbare ulteriormente le relazioni tra le due Coree, in particolar modo dopo due episodi avvenuti rispettivamente lo scorso 16 giugno e il 22 settembre successivo. Nel primo caso la Corea del Nord aveva fatto esplodere l’edificio in cui era situato l’ufficio di collegamento infra-coreano, nella città nordcoreana di Kaesong, al confine con la Corea del Sud, il quale fungeva da ambasciata de facto tra i governi di Seoul e Pyongyang ed era stato istituito il 14 settembre 2018, in un momento di distensione nei rapporti bilaterali. Nel secondo caso, invece, le forze armate di Pyongyang avevano ucciso un funzionario sudcoreano, nelle acque del Mar Giallo, nei pressi della Northern Limit Line (NLL), il confine marittimo de facto tra le due Coree.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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