Caso Navalny: OPAC conferma avvelenamento, la Germania valuta i prossimi passi

Pubblicato il 7 ottobre 2020 alle 14:15 in Germania Russia

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Il governo tedesco ha affermato che discuterà con i partner internazionali su quali siano i prossimi passi da intraprendere dopo che i risultati dell’Organizzazione per la Proibizione delle armi chimiche (OPAC) hanno confermato che l’oppositore russo, Alexei Navalny, è stato avvelenato con un agente nervino della famiglia Novichok.

“I prossimi step saranno discussi nel Consiglio esecutivo dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche e insieme ai partner dell’UE”, ha detto, in una dichiarazione, il portavoce del governo tedesco, Steffen Seibert. “Qualsiasi utilizzo delle armi chimiche è una cosa seria e non può rimanere senza conseguenze”, ha aggiunto.

Le opzioni da intraprendere includono il congelamento mirato dei capitali o il divieto di viaggio per quelle personalità russe che si ritiene siano coinvolte nel caso Navalny. Da prendere in considerazione, ma meno probabili, le sanzioni economiche contro il Paese o l’interruzione della costruzione del gasdotto Nord Stream 2, finalizzato al trasporto di gas naturale direttamente dalla Russia alla Germania.

L’OPAC ha affermato che i campioni di sangue prelevati da Navalny confermano la presenza nel corpo dell’uomo di un agente nervino della famiglia Novichok. “Ciò testimonia ancora una volta la prova inequivocabile che Alexei Navalny è stato vittima di un attacco con un agente chimico”, ha detto Seibert nella sua dichiarazione. Il Novichok, una neurotossina dell’era sovietica, è stata anche usata per avvelenare un’ex spia russa nel Regno Unito, nel 2018.

Navalny, attivista 44enne, leader della Fondazione anticorruzione, aveva iniziato ad avvertire i primi malori il 20 agosto, durante un volo che lo avrebbe dovuto portare da Tomsk, in Siberia, a Mosca. L’uomo si era recato nella città siberiana per incontrare i propri alleati in vista delle elezioni regionali del prossimo settembre nella capitale. Ricoverato subito ad Omsk, l’oppositore era stato successivamente trasferito a Berlino, per volere della famiglia, nella clinica tedesca Charité. Dopo 32 giorni di ricovero, di cui 24 in terapia intensiva, Navalny è stato dimesso il 23 settembre. I suoi medici hanno assicurato che, sebbene le condizioni dopo l’avvelenamento siano state gravi, il paziente potrà riprendersi completamente.

La squadra dell’oppositore russo ha sempre insistito sul fatto che Navalny fosse stato deliberatamente avvelenato dalle autorità russe, accuse che il Cremlino ha respinto come “discorsi vuoti”. I medici russi in Siberia hanno fin dall’inizio assicurato che i test atti a individuare le sostanze velenose nel corpo di Navalny erano risultati tutti negativi e le cause del suo malessere dovevano essere riscontrate in uno squilibrio dovuto a disturbi metabolici e a un basso livello di zucchero nel sangue.

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Chiara Gentili

di Redazione

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