USA: Trump intende partecipare al dibattito con Biden

Pubblicato il 6 ottobre 2020 alle 17:57 in USA e Canada

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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha esortato i cittadini a non temere il nuovo coronavirus, mentre tornava alla Casa Bianca dopo il suo ricovero di 3 notti per la malattia. In un altro post su Twitter ha poi annunciato l’intenzione di partecipare al dibattito presidenziale del 15 ottobre, nonostante al momento sia ancora affetto dal COVID-19. 

Tali dichiarazioni sono state scritte in un post e riferite dallo stesso presidente in un video su Twitter, la sera del 5 ottobre, appena tornato a casa dopo il suo ricovero in un ospedale militare, dove ha ricevuto cure sperimentali contro il COVID 19. Trump, che è ancora affetto dal virus e rimane contagioso, si è tolto la mascherina per posare per le foto e salutare dal balcone della Casa Bianca, al suo ritorno nella residenza presidenziale. In seguito, Trump ha scritto di sentirsi “veramente bene” e, il 6 ottobre, ha annunciato che ha intenzione di partecipare al dibattito a Miami contro l’ex vicepresidente di Barak Obama, Joseph Biden, previsto per il 15 ottobre. “Attendo con ansia il dibattito di giovedì 15 ottobre a Miami. Sarà fantastico!”, ha scritto il presidente su Twitter. La malattia, intanto, ha ucciso più di 210.000 cittadini statunitensi, dall’inizio dell’emergenza. 

Già il 5 ottobre, Trump ha chiarito che presto avrebbe ripreso la sua campagna elettorale, anche se i medici lo hanno avvertito che il corso della malattia è imprevedibile in un uomo della sua età, 74 anni, e del suo peso. Poche ore prima di lasciare l’ospedale, il portavoce della campagna elettorale ha riferito che il presidente degli USA “intende essere pronto” a partecipare al dibattito presidenziale della prossima settimana. Trump aveva annunciato di essere positivo al coronavirus, insieme alla moglie, il 2 ottobre, con un post su Twitter. Secondo fonti vicine al leader statunitense, il 74enne aveva avuto sintomi iniziali leggeri e non preoccupanti. All’aggravarsi delle sue condizioni, la sera stessa del 2 ottobre, era stato trasferito presso l’ospedale militare Walter Reed National Military Medical Center a Bethesda, nello Stato del Maryland. La malattia è arrivata in un periodo molto delicato per Trump, ossia nel momento più saliente della campagna elettorale per le prossime elezioni presidenziali del 3 novembre, alle quali spera di assicurarsi un secondo mandato e di vincere sul proprio sfidante del Partito Democratico. 

Biden, invece, è risultato negativo al tampone per il coronavirus e ha proseguito la propria campagna elettorale in Michigan il 2 ottobre, quando, in un intervento nella sala sindacale a Grand Rapids, ha affermato di pregare per la pronta guarigione del suo rivale. Ciò nonostante, Biden ha anche affermato: “Essere patriotico non significa fare i duri, significa fare la propria parte”, facendo un velato riferimento alle provocazioni irrisorie ricevute proprio da Trump per aver indossato in continuazione la mascherina. Il presidente degli USA è stato l’ultimo di una serie di leader che a livello internazionale hanno contratto il coronavirus. Prima di lui, anche il primo ministro del Regno Unito, Broris Johnson e il presidente brasiliano, Jair Bolsonaro, sono stati affetti dal coronavirus rispettivamente a marzo e luglio scorsi e si sono poi ripresi. Tra i molti messaggi di sostegno ricevuti, il 3 ottobre, il capo della Casa Bianca ha ricevuto anche gli auguri di pronta guarigione da parte del leader nordcoreano, Kim Jong Un.

Il coronavirus si è originato in Cina dalla città di Wuhan, nella provincia di Hubei, dove sono stati registrati i primi casi nel mese di dicembre 2019. Il 7 gennaio, è stato identificato un nuovo virus, denominato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) con il nome: “2019-nCoV”. Il 30 gennaio, l’OMS ha dichiarato il virus un’emergenza mondiale e poi una pandemia l’11 marzo successivo.  Al momento, a livello globale 35.559.026 persone hanno contratto il coronavirus e 1.045.390 ne sono morte. Gli Stati Uniti sono il Paese maggiormente colpito dalla pandemia, della quale lo stesso Trump ha in più occasioni incolpato Pechino.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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