UE: il Parlamento europeo ammonisce la Bulgaria

Pubblicato il 6 ottobre 2020 alle 13:10 in Bulgaria Europa

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Il Parlamento europeo ha alzato la voce contro la Bulgaria evidenziando le lacune dello Stato membro dell’UE in termini di rispetto dello Stato di diritto, lotta alla corruzione endemica e sostegno alla libertà dei media. A fine settimana, ha annunciato Bruxelles nella giornata di lunedì 5 ottobre, verrà votata una risoluzione che sfida il governo del primo ministro bulgaro, Boyko Borissov, già scosso da mesi di proteste. Migliaia di cittadini si sono radunati nelle strade del Paese da luglio accusando il tre volte premier di erodere le regole democratiche e di favorire la corruzione nel tentativo di privilegiare oligarchi e imprese vicine al suo partito di centro-destra, il GERB.

In un acceso dibattito parlamentare, i legislatori UE appartenenti alla famiglia del partito socialista, nonché i Verdi e i liberali hanno criticato il governo bulgaro per le mancanze dal punto di vista dei valori democratici e per l’abuso di fondi europei. Gli eurodeputati del gruppo di centro-destra PPE, cui appartiene lo stesso partito di Borissov, hanno difeso il primo ministro bulgaro definendolo un leader filoeuropeo.

La Bulgaria è lo Stato membro più corrotto del blocco secondo il Transparency International Index. Inoltre, in base all’ultimo rapporto di Reporter senza Frontiere, il Paese sarebbe sceso, tra i membri dell’UE, al 111esimo posto in termini di libertà dei media dal 51esimo posto del 2007, anno dell’ingresso della Bulgaria nell’Unione Europea.

“I cittadini bulgari tratteranno con il loro governo, ma dobbiamo smetterla di nutrire i vampiri che stanno succhiando la linfa vitale a queste persone meravigliose”, ha detto in Parlamento Clare Daly, appartenente al gruppo della Sinistra Unita Europea-Sinistra Verde Nordica.

Il presidente del PPE, Manfred Weber, ha affermato, dal canto suo, che lo svolgimento delle proteste dimostra che la democrazia funziona in Bulgaria. Per il momento, tuttavia, Borissov ha rifiutato di dimettersi e, lunedì 5 ottobre, Weber ha affermato che i manifestanti potranno dire la loro alle elezioni previste per il prossimo marzo.

In termini di efficacia, una risoluzione del Parlamento europeo che denuncia la Bulgaria per le carenze nel rispetto dello Stato di diritto non porterebbe a conseguenze pratiche. Ciononostante, la sinistra europea sostiene che una tale misure causerebbe un eventuale imbarazzo politico per Borissov e sarebbe il segnale che Bruxelles non chiude gli occhi davanti alle violazioni dei suoi valori democratici.

A differenza dell’Ungheria e della Polonia, la Bulgaria è riuscita a evitare un processo formale dell’UE per il controllo sul rispetto dello stato di diritto, promettendo cambiamenti e istituendo organismi per combattere il malfunzionamento della magistratura, ma indugia sulla comunicazione dei risultati. La scorsa settimana la Commissione europea, con tono più mite, ha criticato le carenze della Bulgaria sull’indipendenza dei tribunali e ha denunciato l’assenza, nel suo primo rapporto sullo stato di diritto nell’UE, dei casi degli alti funzionari bulgari incarcerati con accuse di corruzione. Il massimo funzionario dell’UE per la democrazia, Vera Jourova, ha assicurato tuttavia che la Commissione continuerà a monitorare la Bulgaria fino a quando non vedrà risultati tangibili nella lotta contro la corruzione e nella revisione della magistratura. “Ci sono ancora affari in sospeso. E vogliamo vedere il lavoro svolto”, ha dichiarato la commissaria.

Il governo di centro-destra bulgaro è sopravvissuto, il 21 luglio, al voto di sfiducia promosso dai socialisti dell’opposizione, i quali lo accusano di non aver sradicato la corruzione endemica nel Paese. Nel dettaglio, 124 legislatori su 240 del Parlamento hanno votato contro la mozione di sfiducia nei confronti del governo di coalizione, mentre 102 deputati erano a favore. I restanti 11 si sono astenuti. Si tratta della quinta mozione di sfiducia contro l’esecutivo di Borissov, da quando questo si è insediato il 26 marzo 2017.

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Chiara Gentili

di Redazione

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