Turchia-Francia: Erdogan critica la proposta di Macron contro il “separatismo islamico”

Pubblicato il 6 ottobre 2020 alle 18:15 in Francia Turchia

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Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha criticato la nuova legge francese contro il “separatismo religioso” definendola una “provocazione aperta”. L’iniziativa, che secondo Erdogan ha come obiettivo quello di “liberare l’Islam in Francia dalle influenze straniere”, è per il leader francese, Emmanuel Macron, una misura che servirà ad estirpare dal Paese l’islamismo radicale.

Il 2 ottobre, il giorno dell’annuncio della nuova legislazione, Macron ha descritto l’Islam come una religione “in crisi” in tutto il mondo e ha affermato che il governo francese è intenzionato a “difendere la Repubblica e i suoi valori nonché a garantire il rispetto delle promesse di uguaglianza ed emancipazione”. In particolare, il provvedimento di Parigi si concentra su una supervisione più rigorosa dell’educazione e su un migliore controllo dei finanziamenti stranieri alle moschee.

“L’affermazione di Macron secondo cui “l’Islam è in crisi” è una provocazione aperta, oltre che una mancanza di rispetto”, ha dichiarato Erdogan durante un discorso televisivo. “Chi sei per parlare dello sviluppo dell’Islam?” ha aggiunto, rivolgendo implicitamente la domanda al presidente francese e accusandolo di “impertinenza”. Il leader turco ha dunque consigliato a Macron “di prestare maggiore attenzione quando parla di questioni di cui ignora e ha specificato: “Ci aspettiamo che agisca come uno statista responsabile piuttosto che come un governatore coloniale”.

La Turchia è un Paese a maggioranza musulmana ma laico. Fa parte della NATO dal 1952 ma non è ancora riuscito a entrare nell’Unione Europea, dove la sua richiesta di adesione è bloccata da decenni per via di una lunga serie di controversie.

Di recente, i leader turco e francese sono entrati in disaccordo su nuove questioni, come quella del conflitto tra Armenia e Azerbaigian nella regione del Nagorno-Karabakh e quella della disputa energetica sui diritti di sfruttamento nel Mediterraneo orientale. In quest’ultima controversia, la Francia sostiene la posizione di Grecia e Cipro e ha accusato Ankara di “provocazioni illegali”, attraverso le sue trivellazioni per la ricerca di idrocarburi nelle acque contese della regione.

In risposta alle accuse di Macron, il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, ha dichiarato che la Francia è il Paese che ha lanciato le maggiori provocazioni nel Mediterraneo e ha esortato Parigi a cooperare per raggiungere la stabilità regionale. “Non c’è bisogno di un simile comportamento isterico da parte della Francia, li fa sembrare ridicoli. Siamo entrambi membri della NATO”, aveva detto il ministro di Ankara a settembre. In particolare, il 13 agosto, la Francia aveva inviato due jet da combattimento Rafale e la fregata navale “Lafayette” come parte dei suoi piani per aumentare la presenza francese nel Mediterraneo orientale. Il 26 agosto, poi, diversi aerei da guerra e navi della Marina di Francia, Italia, Grecia e Cipro avevano tenuto esercitazioni militari aeree e marittime nell’area del Mediterraneo orientale. Parigi e Atene avevano schierato sia aerei che navi da guerra, mentre Cipro aveva attivato il suo sistema di difesa aerea per testare le proprie capacità.

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Chiara Gentili

di Redazione

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