Pompeo in Asia contro la Cina

Pubblicato il 6 ottobre 2020 alle 16:51 in Cina USA e Canada

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Il segretario di Stato degli USA, Mike Pompeo, ha incontrato i ministri degli Esteri di India, Australia e Giappone, i membri del cosiddetto gruppo Quad, a Tokyo il 6 ottobre, in quella che è stata la sua prima visita in Asia dal 2019. Pompeo ha cercato di riunire i più stretti alleati di Washington in Asia chiedendo loro una maggiore cooperazione per contrastare le crescente influenza regionale della Cina con la quale, tuttavia, i tre Paesi hanno importanti relazioni economiche.

Prima dell’inizio dell’incontro, Pompeo ha ribadito la propria linea dura nei confronti del Partito comunista cinese (PCC) affermando che “In quanto membri del Quad, oggi più che mai è essenziale collaborare per proteggere le nostre popolazioni e i nostri partner dallo sfruttamento del PCC, dalla corruzione e dalla coercizione […] lo abbiamo visto nel Mar Cinese Meridionale, nel Mar Cinese Orientale, nel Mekong, nell’Himalaya e nello stretto di Taiwan”. Oltre a citare ambiti di tensione tra la Cina e altri Paesi e territori asiatici, Pompeo ha anche reiterato le critiche a Pechino per la gestione del coronavirus, affermando che la crisi da esso determinata “è stata resa infinitamente peggiore dai tentativi di insabbiamento del PCC”, sostenendo anche che il regime autoritario della Cina abbia spinto i suoi leader ad imporre il silenzio a quei cittadini cinesi “estremamente coraggiosi” che stavano dando l’allarme sull’epidemia sconosciuta.

A conclusione dell’evento, prima di ripartire per Washington, Pompeo ha dichiarato che spera di avere importanti annunci da fare e significativi risultati da comunicare a breve, ribadendo che gli USA hanno rivestito di grande importanza l’incontro del gruppo Quad come piattaforma per rafforzare la solidarietà nei confronti degli alleati regionali contro la Cina. I quattro ministri continueranno a collaborare e hanno in programma di incontrarsi nuovamente nell’ambito del Quad nel 2021.

Il ministro degli Esteri giapponese, Toshimitsu Motegi, dopo l’incontro, ha affermato che le quattro Nazioni hanno confermato l’intenzione di portare avanti dialoghi pragmatici su temi quali infrastrutture di qualità, la cyber sicurezza e la sicurezza dei mari in Asia e ha ribadito l’obiettivo condiviso dei quattro Paesi di creare un ordine internazionale basato sulle leggi, libero e aperto. La ministra degli Esteri australiana, Marise Payne, ha invece affermato che il Quad promuove un Indo-Pacifico aperto e inclusivo, esprimendo il desiderio che la regione sia governata da leggi e non dalla forza. Infine, il ministro degli Esteri indiano, Subrahmanyam Jaishankar, ha sottolineato il fatto che l’incontro sia avvenuto in presenza nonostante la pandemia, a testimonianza dell’importanza che i quattro Paesi conferiscono alla loro alleanza.

In passato, la Cina ha criticato il gruppo Quad, ritenendo che si tratti di un tentativo di limitare la propria crescita. A tal proposito, secondo più esperti, l’incontro del 6 ottobre non produrrà un piano d’azione specifico ma piuttosto avrà la funzione di essere un avvertimento per la Cina, cercando di impaurirla sulla possibilità che il gruppo Quad possa un giorno svilupparsi e diventare un’organizzazione strutturata come la NATO.

In occasione dell’incontro del 6 ottobre, i rappresentanti degli altri tre Paesi oltre agli USA, però, diversamente da Pompeo, hanno deciso di non nominare la Cina direttamente, confermando un atteggiamento di cautela adottato dalla maggior parte dei Paesi asiatici dinnanzi l’intensificarsi delle tensioni tra Washington e Pechino. Se da un lato gli alleati di Washington in Asia abbiano apprezzato il suo approccio maggiormente risoluto nei confronti della Cina, dall’altro potrebbero non aver apprezzato l’inasprimento dei toni adottati da Pompeo e dallo stesso presidente degli USA, Donald Trump, nella retorica contro Pechino. Tra le altre cose, per Australia, India e Giappone, ad oggi, la Cina rappresenta un partner commerciale imprescindibile. Nel 2019, Pechino è stata la prima destinazione delle esportazioni australiane, la seconda per quelle giapponesi e la terza per l’India.

Inoltre, mentre le relazioni di Nuova Delhi, Canberra e Washington con Pechino siano “ai ferri corti”, la nuova amministrazione del Giappone, guidata dal premier Yoshihide Suga, sembrerebbe intenzionata a bilanciare il sostegno per i suoi alleati mentre cerca di migliorare le proprie relazioni con Pechino. Ciò nonostante, anche il Giappone ha dispute territoriali in corso con Pechino nelle isole Senkaku/Diaoyu, delle quali Motegi ha sostenuto di aver discusso con gli altri membri del Quad.

In Giappone, Pompeo avrebbe dovuto iniziare un tour asiatico che l’avrebbe portato, dal 4 all’8 ottobre, anche in Corea del Sud e in Mongolia, tuttavia, vista la positività al coronavirus del presidente statunitense, Donald Trump, annunciata il 2 ottobre, il suo viaggio è stato ridotto al solo Giappone ma il Dipartimento di Stato USA ha reso noto che le visite saranno recuperate più avanti, entro la fine di ottobre. Intanto Pompeo ha avuto anche incontri separati con tutti e tre i ministri degli Esteri di India, Australia e Giappone per parlare delle relazioni bilaterali.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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