ONU: l’intervento dell’Italia alla riunione ministeriale sulla Libia

Pubblicato il 6 ottobre 2020 alle 19:19 in Italia Libia

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Il ministro degli Esteri italiano, Luigi Di Maio, ha partecipato in videoconferenza alla riunione ministeriale di alto livello sulla Libia, co-organizzata dal Segretariato Generale ONU e dalla Germania, a margine della 75° sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

La riunione si è tenuta il 5 ottobre ed è stata aperta dall’intervento del Segretario Generale dell’ONU, Antonio Guterres, seguito da quello del ministro degli Esteri della Germania, Heiko Maas. La videoconferenza sulla Libia ha visto la partecipazione dei rappresentanti degli Stati membri e dei rappresentanti di altri Stati, associati al cosiddetto “formato di Berlino”, delle Organizzazioni regionali che ne sono parte e dei Paesi confinanti con la Libia. Il ministro degli Esteri italiano è intervenuto con un suo discorso, in cui ha sottolineato l’importanza degli impegni assunti nella Conferenza di Berlino, che aveva avuto luogo il 19 gennaio 2020, e ha ribadito il pieno sostegno italiano per una soluzione politica complessiva della crisi libica attraverso il dialogo politico intra-libico, nel quadro dell’azione centrale delle Nazioni Unite. Inoltre, il ministro Di Maio ha auspicato che i progressi in ambito istituzionale e politico ottenuti nei colloqui di Montreux, in Svizzera, e in quelli in corso a Bouznika, in Marocco, possano consolidarsi nel prossimo incontro presso il Forum di Dialogo Politico Libico.

Sulla scia dei recenti colloqui di Hurghada, tra rappresentanti militari che sostengono il governo di Tripoli e i loro avversari che supportano il governo di Tobruk, il ministro Di Maio ha evidenziato l’esigenza del riavvio dei negoziati diretti in seno al Comitato Militare Congiunto 5 + 5, per concludere un accordo sul cessate il fuoco e istituire una zona demilitarizzata a Sirte e al-Jufra. Inoltre, il ministro italiano si è espresso a favore della ripresa, senza limiti temporali, della produzione e dell’esportazione petrolifera in tutto il territorio libico. Infine, Di Maio ha ribadito la necessità di una completa cessazione delle interferenze esterne nel conflitto libico. La conferenza del 5 ottobre è stata definita anche “Berlino 2”, poichè vede la partecipazione degli stessi attori della conferenza di Berlino di gennaio 2020 e si tiene ugualmente sotto l’egida delle Nazioni Unite. Il Ministero degli Esteri tedesco aveva riferito che l’obiettivo del meeting era di incoraggiare l’attuazione di quanto stabilito nel gennaio scorso ed aveva evidenziato che esistono segnali positivi da cui è possibile partire.

Il fine ultimo dei diversi colloqui, da Berlino a Bouznika, è porre fine alla situazione di grave instabilità in Libia, che ha avuto inizio il 15 febbraio 2011. Gli schieramenti che si oppongono nel quadro della crisi libica sono due. Da un lato, il governo di Tripoli, nato con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, guidato da Fayez al-Sarraj e riconosciuto dall’Onu. Dall’altro lato, il governo di Tobruk, con il generale Khalifa Haftar, posto a capo dell’Esercito nazionale Libico (LNA). Il governo di Tobruk riceve il sostegno di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Francia. In particolare, Il Cairo, Riad ed Abu Dhabi sostengono militarmente ed economicamente le forze dell’esercito di Haftar. L’Italia, il Qatar e la Turchia appoggiano, invece, il governo riconosciuto a livello internazionale. 

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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