Nagorno-Karabakh: Russia valuta invio di forza di interposizione

Pubblicato il 6 ottobre 2020 alle 6:07 in Armenia Azerbaigian Russia

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Il portavoce del Presidente della Federazione russa Dmitrij Peskov ha osservato che la Russia è pronta a inviare le sue forze di pace nel Nagorno-Karabakh, se sia l’Armenia sia l’Azerbaigian saranno d’accordo.

Peskov ha commentato la dichiarazione del Primo Ministro dell’Armenia Nikol Pashinyan sulla disponibilità a discutere, nell’ambito del Gruppo OSCE di Minsk, la questione dell’introduzione delle forze di pace russe nel Nagorno-Karabakh. “Le forze di pace possono entrare solo con il consenso di entrambe le parti” – ha spiegato il portavoce del Cremlino.

Il dialogo tra Russia e Azerbaigian e Turchia sulla situazione nel Nagorno-Karabakh viene svolto ad alto livello e su base continuativa, ha spiegato Peskov il 5 ottobre, rispondendo alla richiesta dei giornalisti di spiegare perché, dall’inizio dell’aggravarsi del conflitto in Nagorno-Karabakh, il presidente Vladimir Putin abbia avuto diverse conversazioni telefoniche con il Primo Ministro dell’Armenia Nikol Pashinyan e non una con i capi di stato dell’Azerbaigian e della Turchia.

Secondo Peskov, “dipende dagli orari di lavoro dei presidenti e dall’opportunità”. “Questo non significa che la parte russa stia vivendo una sorta di deficit nei contatti di lavoro. Al contrario, il ministro degli Esteri Lavrov è in costante contatto con i suoi omologhi dell’Azerbaigian e della Turchia. Il dialogo russo-turco e russo-azero, così come Il dialogo russo-armeno sul conflitto del Karabakh si svolge ad alto livello e su base continuativa” – ha sottolineato il rappresentante del Cremlino. Allo stesso tempo, Peskov non ha escluso, se necessario, le conversazioni telefoniche di Putin con i leader di Azerbaigian e Turchia, Ilham Aliyev e Racep Tayyip Erdogan, per discutere della situazione in Nagorno-Karabakh. “Se sarà ritenuto necessario, non c’è dubbio che il presidente Putin discuterà questo argomento con i suoi omologhi” – ha detto Peskov.

Il governo di Baku aveva affermato che in precedenza apprezza gli sforzi che Mosca sta compiendo per la soluzione del conflitto del Karabakh, ma la mediazione internazionale deve iniziare con la fine dell’occupazione dei territori sovrani dell’Azerbaigian. Lo ha detto alla TASS sabato 3 ottobre il viceministro degli esteri dell’Azerbaigian Fariz Rzayev, ribadendo un’idea espressa più volte dal capo dello stato Ilham Aliyev.

Il 1° ottobre, i Presidenti di Russia, Stati Uniti e Francia, Vladimir Putin, Donald Trump ed Emmanuel Macron, in qualità di capi dei paesi copresidenti del Gruppo di Minsk dell’OSCE, creato nel 1992 per trovare modi per risolvere pacificamente il conflitto sul Nagorno-Karabakh, avevano adottato una dichiarazione congiunta che condanna fermamente l’escalation della violenza nella regione e ha chiesto la fine delle ostilità nella regione. I tre paesi hanno poi intimato a parti terze – un chiaro riferimento alla Turchia – di astenersi dal fomentare il conflitto.

Russia, Stati Uniti e Francia stanno preparando ora una dichiarazione congiunta dei ministri degli esteri sulla situazione intorno al Nagorno-Karabakh. Lo ha annunciato lunedì 5 ottobre il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov.

“Ora stiamo preparando una dichiarazione dei ministri degli esteri dei tre paesi, ma, ovviamente, dobbiamo pensare non solo alle dichiarazioni, ma a quei passi concreti che possono essere intrapresi per porre fine allo spargimento di sangue e riportare la situazione al centro dei negoziati” – ha dichiarato il capo della diplomazia di Mosca.

Lavrov ha osservato che la Russia mantiene contatti con l’Armenia e l’Azerbaigian, e discute anche la questione del Nagorno-Karabakh con altri stati, in particolare con la Turchia e l’Iran. “Oggi [il ministro degli esteri francese] Jean-Yves Le Drian e io abbiamo discusso del Karabakh al telefono. I tre copresidenti del gruppo di Minsk dell’OSCE, rappresentati dai presidenti di Russia, Francia e Stati Uniti, hanno fatto una dichiarazione forte” – ha aggiunto Lavrov.

La situazione in Nagorno-Karabakh si è aggravata il 27 settembre scorso, sono in corso battaglie attive nel territorio conteso. La legge marziale è stata introdotta in Azerbaigian e Armenia e la mobilitazione è stata annunciata. Entrambe le parti hanno riferito di morti e feriti, compresi numerosi civili.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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