Libia: la comunità internazionale impegnata a dialogare

Pubblicato il 6 ottobre 2020 alle 11:04 in Germania Libia Marocco

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Diversi Paesi a livello internazionale e attori del panorama libico si sono impegnati in sessioni di dialogo, svoltesi nella città marocchina di Bouznika e a Berlino, in Germania. Il fine ultimo è giungere a una risoluzione politica della crisi libica.

Nello specifico, dal 4 ottobre, il Marocco ospita il secondo round dei colloqui tra delegazioni dell’Alto Consiglio di Stato, affiliato al governo di Tripoli, altresì noto come Governo di Accordo Nazionale (GNA), e del Parlamento di Tobruk, legato all’Esercito Nazionale Libico (LNA) e al suo generale Khalifa Haftar. Il focus delle discussioni è l’articolo 15 degli accordi di Skhirat, siglato il 17 dicembre 2015, e, nello specifico, la nomina delle cosiddette “posizioni sovrane”, tra cui il governatore della Banca Centrale della Libia, il presidente della Corte dei Conti, il capo dell’Autorità di controllo amministrativo, il capo dell’Autorità anticorruzione, presidenti e membri dell’Alta Commissione elettorale, il presidente della Corte suprema e il procuratore generale.

In tale quadro, il ministro degli Affari Esteri marocchino, Nasser Bourita, il 5 ottobre, ha messo in luce la “dinamica positiva” che ha caratterizzato gli incontri ospitati dal suo Paese e ancora in corso, sottolineando come questi abbiano portato a progressi significativi, alimentando ulteriormente le speranze della popolazione libica per il futuro del proprio Paese. A detta di Bourita, le delegazioni partecipanti hanno messo al primo posto gli interessi della Libia e si sono sedute al tavolo dei negoziati con il desiderio di trovare soluzioni e di giungere a un accordo finale.

Il primo round dei colloqui di Bouzinka si era tenuto dal 6 al 10 settembre. Al termine del meeting del 5 ottobre, le due delegazioni negoziali hanno annunciato che le sessioni di dialogo sarebbero proseguite, al fine di raggiungere un consenso globale sulle procedure di attuazione dell’articolo 15, inerente i meccanismi di selezione delle posizioni sovrane. Un membro dell’Alto Consiglio di Stato libico, in condizioni di anonimato, ha rivelato che le consultazioni in merito sono state completate per l’80%.

Parallelamente, i partecipanti di Bouznika hanno rivolto un invito alle parti incontratesi, il 5 ottobre, in videoconferenza, nel quadro di una “Berlino 2”, volta a dar seguito al meeting del 19 gennaio scorso. L’incontro, tenutosi sotto l’egida delle Nazioni Unite e della Germania, ha visto la partecipazione dei Paesi membri della cosiddetta “Formula di Berlino allargata”, del “Comitato internazionale di follow-up” e tutti i Paesi confinanti alla Libia, ed è stato presieduto dal ministro degli esteri tedesco, Heiko Maas, e dal segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres. Tali partecipanti sono stati tutti esortati a sostenere gli sforzi profusi in Marocco e a proseguire sulla medesima strada.

In un comunicato finale, i partecipanti di “Berlino 2” hanno accolto con favore i colloqui, tuttora in corso, volti a gestire equamente le risorse petrolifere libiche e hanno esortato le autorità interessate a porre in essere riforme economiche e a riunificare le istituzioni finanziarie del Paese Nord-africano. Parallelamente, è stato richiesto di revocare definitivamente il blocco sulle attività di produzione ed esportazione presso i giacimenti petroliferi, consentendo una ripresa totale.

Da parte sua, il delegato tedesco al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, Christoph Heusgen, ha affermato che i partecipanti hanno rinnovato il proprio impegno ad aderire ai risultati della conferenza di Berlino del mese di gennaio e hanno sottolineato la necessità di cogliere l’opportunità creata dai recenti sviluppi sul palcoscenico libico, nonché la necessità per le parti interessate, sia regionali sia internazionali, di cooperare per sostenere la popolazione libica e aiutarla a trovare una soluzione politica duratura. Inoltre, i partecipanti di Berlino 2 hanno accolto con favore la ripresa dei colloqui intra-libici e hanno invitato tutte le parti ad agire in modo responsabile e a trovare un accordo su una soluzione politica inclusiva, che possa, a sua volta, portare a nuove elezioni, oltre che al ripristino di una “legittimità democratica”.

Non da ultimo, è stata evidenziata la necessità di porre fine alle forme di ingerenza straniera, soprattutto a livello militare, mentre è stata espressa preoccupazione per il deterioramento delle condizioni umanitarie, ulteriormente esacerbate dalla pandemia di coronavirus. In tal quadro, il delegato tedesco ha affermato che, durante l’incontro, le parti si sono dette concordi sul fatto che le ripetute violazioni dell’embargo sulle armi debbano essere immediatamente interrotte, e ha esortato le parti libiche ad accettare rapidamente un cessate il fuoco permanente. Le Nazioni Unite, è stato infine affermato, continueranno a svolgere un ruolo di mediazione e a valutare i risultati e l’implementazione di quanto stabilito il 19 gennaio, oltre che ad accelerare gli sforzi per un cessate il fuoco permanente e per porre fine alle violazioni dell’embargo sulle armi.

In tale quadro, Guterres ha evidenziato come l’interruzione delle ostilità presso i fronti di combattimento, e in particolare presso la città costiera di Sirte, rappresenti un’occasione da cogliere per impegnarsi in modo costruttivo in un processo politico inclusivo e per provare a porre fine a un conflitto che dura da molto tempo. I partecipanti di “Berlino 2” sono stati invitati a rispettare quanto dichiarato il 19 gennaio, mentre la Germania è stata elogiata per la leadership mostrata durante il “processo di Berlino”. “La risoluzione della crisi in Libia resta una priorità assoluta per le Nazioni Unite” ha affermato il Segretario generale dell’Onu.

È dal 21 agosto, data in cui il premier di Tripoli, Fayez al-Sarraj, e il presidente del Parlamento di Tobruk, Aguila Saleh, hanno annunciato un cessate il fuoco e incoraggiato la smilitarizzazione della città costiera di Sirte, che il panorama internazionale assiste ad una maggiore mobilitazione, con il fine ultimo di trovare una risoluzione al perdurante conflitto libico.

La situazione di grave instabilità in Libia ha avuto inizio il 15 febbraio 2011, data che ha segnato l’inizio della rivoluzione e della guerra civile. Nel mese di ottobre dello stesso anno, il Paese Nordafricano ha poi assistito alla caduta del regime del dittatore Muammar Gheddafi, ma da allora non è mai riuscito a effettuare una transizione democratica. Gli schieramenti che si oppongono sono due. Da un lato, il governo di Tripoli, nato con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, guidato da Fayez al-Sarraj e riconosciuto dall’Onu. Dall’altro lato, il governo di Tobruk, con il generale Khalifa Haftar. Il governo di Tobruk riceve il sostegno di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Francia. In particolare, Il Cairo, Riad ed Abu Dhabi sostengono militarmente ed economicamente le forze dell’esercito di Haftar. Il Qatar, l’Italia e la Turchia appoggiano, invece, il governo riconosciuto a livello internazionale.

 

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano in Italia interamente dedicato alla politica internazionale

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.