Kenya: rimandata la sentenza per l’attentato contro il Westgate Mall

Pubblicato il 6 ottobre 2020 alle 21:20 in Africa Kenya

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Il 5 ottobre, in Kenya, era attesa una sentenza sull’attentato condotto dagli estremisti islamisti di al-Shabaab contro il Westgate Mall di Nairobi, effettuato il 21 settembre 2013. Il giudizio è stato rinviato per la quarta volta, creando grande frustrazione tra i sopravvissuti e le famiglie delle vittime. 

Si tratta di un verdetto atteso da molti in Kenya, secondo quanto riferisce il quotidiano locale Africa News. Shiksha Arora, una sopravvissuta, era lì quando i militanti pesantemente armati con granate hanno iniziato a uccidere le persone intorno a lei. Ricorda come un bambino le sia caduto addosso dopo che gli avevano sparato alla schiena e ha raccontato delle persone nelle sue vicinanze che erano rimaste paralizzate dalla paura. “Persone ferite, persone che chiedevano aiuto, persone che piangevano. Era qualcosa che rimarrà con me per il resto della mia vita. Quelle visioni e quei suoni continueranno a ripetersi nella mia memoria e ho sempre dei flashback di quel momento in cui stavo correndo verso l’uscita”, ha raccontato. 

La donna, che è anche una conduttrice radiofonica, chiede giustizia per altri che non sono stati fortunati come lei, tra cui un suo collega. “Sono in attesa di questo verdetto e spero davvero che il giorno della sentenza il giudice decida che queste sono le persone sono responsabili dell’attacco, che vengono condannate a morte e possiamo finalmente andare avanti con le nostre vite e ottenere la chiusura che meritiamo veramente”, ha aggiunto. L’attacco ha provocato la morte di quasi 70 persone, tra cui gli stessi 4 aggressori che si ritiene siano stati uccisi nel brutale stallo. Le forze di sicurezza sono entrate nel centro commerciale dopo diverse ore, ma sono riuscite a metterlo in sicurezza completamente solo 3 giorni dopo l’attacco. Negli ultimi cinque anni, i procuratori hanno interrogato oltre 145 testimoni nella speranza di fine a uno degli attacchi più letali della storia recente del Kenya.

Al-Shabaab, in arabo “la gioventù”, è un gruppo militante jihadista fondato nel 2006 e affiliato ad al-Qaeda. L’obiettivo della sua rivolta è quello di rovesciare il governo della Somalia, appoggiato dall’ONU, per prendere il potere e imporre la propria interpretazione della legge islamica. I militanti di al-Shabaab effettuano attacchi anche nel vicino Kenya, dove sono stati protagonisti di numerosi episodi di violenza. I militanti islamisti avevano preso controllo della capitale somala, Mogadiscio, da cui erano stati cacciati nel 2011. A partire da tale anno le loro violenze si sono diffuse nella regione.

Nonostante la presenza dell’AMISOM, un esercito dell’Unione Africana composto da circa 20.000 uomini, e nonostante l’aumento di attacchi aerei da parte degli Stati Uniti, i jihadisti si sono dimostrati incredibilmente resistenti. In seguito al ritiro del 1994, le truppe statunitensi sono tornate a operare in Somalia nel gennaio 2007. Gli Stati Uniti effettuano attacchi aerei antiterrorismo in Somalia da più di 10 anni, ma la frequenza dei raid è aumentata considerevolmente sotto l’amministrazione del presidente Donald Trump. L’AFRICOM, il Commando statunitense in Africa, ha condotto 63 attacchi nel 2019, un importante aumento rispetto al precedente record di 47, che era stato registrato nel 2018. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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