Italia: approvato il nuovo decreto sull’immigrazione

Pubblicato il 6 ottobre 2020 alle 20:19 in Immigrazione Italia

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Il Consiglio dei Ministri ha approvato il nuovo decreto sull’immigrazione, il 6 ottobre, che prevede il superamento dei cosiddetti “decreti sicurezza” dell’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini. La misura estende la protezione per i migranti e diminuisce i rischi per le navi di soccorso. 

“I decreti propaganda/Salvini non ci sono più”, ha scritto in un post su Twitter Nicola Zingaretti, leader del Partito Democratico (PD). “Vogliamo un’Italia più umana e sicura”, ha poi aggiunto. Da parte sua, Salvini ha criticato la misura: “Sono tornati i porti aperti (e i portafogli) per trafficanti e migranti illegali”, ha scritto, aggiungendo: “Li fermeremo”. Salvini, leader della Lega, ha più volte accusato le organizzazioni che si occupano di soccorso nel Mediterraneo di essere complici dei trafficanti di esseri umani, poiché inviano imbarcazioni a prelevare i migranti dalle fragili navi con le quali questi partono dal Nord Africa. 

Il nuovo decreto vuole sancire il ritorno a un “sistema di accoglienza e integrazione”. Il documento è intitolato: “Misure urgenti nel campo della migrazione, protezione internazionale e complementare, nonché nel campo del diritto penale”. Il testo non fa riferimento al tema della “sicurezza” ed è il risultato del lavoro coordinato dalla ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese. Il decreto per l’immigrazione è formato da 9 articoli. Tra le cose più rilevanti, il decreto aumenta le condizioni che consentono di richiedere protezione umanitaria, includendo le persone che fuggono da trattamenti disumani e degradanti. Inoltre, la bozza introduce la possibilità di convertire i permessi di soggiorno in permessi di lavoro e prevede tempi di attesa più brevi per l’ottenimento della cittadinanza italiana (da 48 a 36 mesi). 

Un altro passaggio importante, riguarda l’atteggiamento nei confronti del soccorso umanitario nel Mediterraneo. Anche in questo caso, si cerca di segnare una cesura con il passato e vengono diminuite le multe da un milione di euro ai danni delle navi delle ONG che recuperano i migranti in mare. Per le organizzazioni che violano il divieto di navigazione potranno essere applicate sanzioni da 10.000 a 50.000 euro, ma saranno esentate le operazioni di soccorso “comunicate in modo tempestivo”. Tuttavia, saranno possibili sanzioni penali (fino a due anni di reclusione) per le ONG che non si coordinano con le autorità marittime del Paese di bandiera o per gli stessi operatori che stanno conducendo operazioni di soccorso.

Infine, si tratta anche il tema dei Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR), dove dovrebbero essere trasferiti, in modo prioritario, i criminali condannati. I soggiorni nei CPR andranno da un massimo di 180 giorni ad un minimo di 90 giorni, ma saranno comunque prorogabili di 30 giorni se lo straniero è cittadino di un Paese con un accordo di riammissione. Per quanto riguarda l’assistenza ai richiedenti asilo, la bozza prevede anche uno schema a due livelli. Il primo livello che riguarda l’accoglienza nei Centri di Accoglienza Speciale (CAS), durante il tempo necessario per la presentazione della domanda di asilo. Il secondo livello, invece, regola l’accoglienza capillare in tutta Italia in piccoli gruppi nel cosiddetto sistema SIPROIMI, acronimo di “Sistema di Protezione per i Titolari di Protezione Internazionale e per i Minori Stranieri Non Accompagnati”. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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