Indonesia: proteste di massa contro la nuova Legge Omnibus

Pubblicato il 6 ottobre 2020 alle 12:09 in Asia Indonesia

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I lavoratori indonesiani sono scesi in strada in più città del Paese, il 6 ottobre, per protestare contro una controversa legge, passata dal Parlamento di Jakarta il giorno precedente, che secondo i sindacati e altre organizzazioni della società civile logorerà la forza lavoro e la protezione ambientale.

Il presidente della Confederazione sindacale indonesiana, Said Iqbal, ha promesso uno sciopero generale dal 6 all’8 ottobre, al quale ci si aspetta parteciperanno circa 2 milioni di lavoratori e 5.000 fabbriche. Secondo alcune fonti da verificare, al momento, migliaia di persone si starebbero radunando di fronte agli impianti e non è chiaro se i manifestanti riusciranno ad andare davanti al Parlamento, vista la presenza della polizia che potrebbe impedire raduni, a causa delle misure di contenimento del coronavirus.

Il 5 ottobre, i legislatori indonesiani hanno passato una legge di stimolo, nota come Legge Omnibus, di 905 pagine che prevede ampie revisioni per 79 leggi in settori chiave quali il lavoro e la tassazione. Il disegno di legge è un elemento centrale dell’amministrazione del presidente indonesiano, Joko Widodo, il quale ha affermato che si tratta di un cambiamento necessario per promuovere la crescita economica e attrarre quei segmenti della catena di approvvigionamento globale che si stanno spostando dalla Cina. Sette partiti politici si sono espressi in favore della proposta mentre due si sono opposti, ovvero il Partito democratico e lo Islamist Prosperous Justice Party.

Il voto del Parlamento è stato anticipato di tre giorni rispetto a quanto pianificato in precedenza, dopo che le unioni sindacali avevano annunciato tre giorni di sciopero nazionale contro tale legislazione. Lo scopo dei cambiamenti della proposta di legge sarà quello di attrarre investimenti abbattendo regolamenti e adempimenti burocratici, accelerando il ritmo delle riforme economiche e migliorano l’ambiente degli investimenti indonesiano in generale. Tuttavia, il disegno è stato ampiamente criticato per l’impatto che avrà sui diritti del lavoro e sulla protezione ambientale.

 Secondo i sindacati, alcune disposizioni consentiranno ai datori di lavoro di tagliare diritti quali il congedo obbligatorio e la liquidazione, quest’ultima, in particolare, potrebbe essere ridotta da una cifra che prevede 32 volte lo stipendio a 19. Inoltre, con le nuove disposizioni saranno incoraggiate le assunzioni a contratto e part-time anziché promuovere quelle a tempo pieno, secondo alcuni manifestanti, la popolazione indonesiana potrebbe essere destinata ad avere solamente lavori a contratto.

Dal punto di vista degli ambientalisti, poi, le critiche sono arrivate perché le nuove regole prevedranno studi ambientali solamente per investimenti “ad alto rischio” aumentando così la possibilità che la legge possa accelerare la distruzione di ciò che resta delle foreste pluviali indonesiane. Ad avvallare tali timori sono intervenute anche 35 aziende di investimenti che gestiscono circa 4,1 trilioni asset, le quali hanno indirizzato una lettera a Widodo affermando che la legge potrebbe porre nuovi rischi per le foreste tropicali indonesiane contravvenendo agli standard internazionali di buona pratica, dissuadendo, così, gli investitori internazionali dall’operare nel mercato indonesiano.

Al momento, l’Indonesia, che è la prima economia del Sud-Est Asia, necessita di adottare misure che promuovano la sua competitività anche riducendo le pratiche burocratiche previste per il settore. Tuttavia, il Paese si trova in una situazione di fragilità determinata dalla diffusione del coronavirus all’interno dei suoi confini. Per oltre due settimane, il Paese ha assistito ad un tasso di contagi giornalieri dell’ordine di 4.000 nuovi casi al giorno. Al momento, le infezioni confermate sono 307,120 e i decessi 11.253, posizionando il Paese al primo posto per contagi nella regione del Sud-Est Asia e al terzo posto nell’intero continente asiatico.

Secondo stime redatte dal Fondo monetario internazionale (IMF) il peso economico della crisi sanitaria a livello globale si è riversato specialmente sulle fasce più povere della popolazione. Per tale ragione, secondo un’analisi di The Diplomat, andare a tagliare le protezioni ai lavoratori previste dalla legge porterà solamente a maggiore precarietà tra la popolazione indonesiana, riversando il problema anche sulla politica del Paese.

Di recente, l’Indonesia ha assistito ad una crescita del nazionalismo e dell’” esclusivismo islamico”, soprattutto in seguito alla condanna a due anni di carcere dell’ex governatore di Jakarta, Basuki Tjahaja Purnama, di etnia cinese, per accuse di blasfemia nel 2017. L’arresto era arrivato dopo proteste di massa organizzate da gruppi islamici che accusavano il governatore di aver profanato il Corano. In tale circostanza, sebbene la campagna contro il governatore si fondasse su questioni etniche e settarie, il movimento aveva ottenuto grande appoggio anche dalle comunità più povere di Jakarta che erano state colpite da politiche di sgombero ed eliminazione delle baraccopoli promosse dall’allora governatore. Tale episodio, sempre a detta di The Diplomat, dimostrerebbe come l’insicurezza economica possa alimentare il populismo e come la decisione di rivedere le politiche sul lavoro mentre il Paese affronta la pandemia possa essere quanto mai rischioso.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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