Germania: centinaia i casi di estrema destra nella polizia

Pubblicato il 6 ottobre 2020 alle 16:23 in Europa Germania

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Uno studio governativo pubblicato martedì 6 ottobre ha rivelato che sono stati individuati più di 370 casi sospetti di estremismo di destra nella polizia e nelle agenzie di sicurezza tedesche. Il rapporto dell’Ufficio federale per la protezione della Costituzione (BfV), che rappresenta l’agenzia di sicurezza interna tedesca, ha esaminato la composizione delle forze di polizia nei 16 stati federali del Paese in seguito all’aumento, negli ultimi tre anni, dei casi di ufficiali sospettati di avere legami di estrema destra. Le agenzie di sicurezza statale hanno segnalato la presenza di 319 individui sospetti, mentre le agenzie federali ne hanno individuati 58.

Le indagini seguono una serie di scandali di estrema destra che hanno coinvolto le forze di sicurezza tedesche, dai gruppi di chat dove sono stati condivisi contenuti neonazisti alle congregazioni di estremisti che si dichiaravano in attesa del giudizio universale e accumulavano munizioni prima del “Giorno X”.

Il 16 settembre, nello stato occidentale del Nord Reno-Vestfalia, la polizia ha sospeso 29 agenti sospettati di condividere immagini di Hitler e messaggi di propaganda neonazista in almeno cinque gruppi di chat online. Solo due settimane fa, il capo dell’intelligence militare tedesca è stato costretto a dimettersi dopo che un’intera unità delle forze speciali del Paese è stata sciolta a causa di legami di estrema destra. Queste ultime vicende hanno incrementato le preoccupazioni di Berlino sulle infiltrazioni neonaziste nella polizia e nell’esercito.

La mole di incidenti ha reso difficile per le autorità tedesche continuare a liquidare il problema definendolo “una serie di casi individuali” e, di recente, sono aumentate le pressioni sul Ministero dell’Interno affinché affronti di petto e con risolutezza la questione.

Tuttavia, nel presentare il rapporto del BfV, il ministro dell’Interno tedesco, Horst Seehofer, ha affermato che, sebbene i casi oggetto di indagine necessitino di un esame più approfondito, non si può mettere in dubbio che l’altro “99%” dei dipendenti delle agenzie di sicurezza del Paese sia lontano da questi orientamenti estremisti. Il ministro ha anche fermamente respinto le richieste di uno studio indipendente per esaminare il razzismo presente nella polizia. Gli appelli sono aumentati insieme al numero crescente di scandali proliferati in concomitanza con il movimento “Black Lives Matter”.

Joachim Kersten, professore di ricerca senior presso il dipartimento di criminologia dell’Università di polizia tedesca, ha affermato che il rapporto segna un passo nella giusta direzione, ma che è necessario fare di più. “Devono affrontare la musica, e sfortunatamente la musica è una melodia nazista”, ha detto Kersten. “La Germania non ha affrontato la questione a causa di una sorta di vergogna patologica. Ma la vergogna porta solo a coprire le cose, a negare e guardare dall’altra parte, crea questo tipo di problema”, ha aggiunto. Il professore ha infine specificato che, se negli anni ’60 e ’70 lo stesso problema si era presentato nella polizia a livello di middle management e leadership, ora è una questione che riguarda principalmente i ranghi e le fila, ovvero gli agenti semplici.

Il ministro Seehofer, dal canto suo, ha specificato che l’attenzione non dovrebbe essere posta solo sulla polizia ma su tutti gli uffici pubblici e si è proposto di presentare una proposta al gabinetto per uno studio più generale sul razzismo nella società tedesca. Tuttavia, poco tempo fa, quando Saskia Esken, leader del Partito socialdemocratico di centro-sinistra, aveva suggerito che nelle forze di polizia in Germania ci potesse essere un “razzismo latente”, diversi leader del governo tedesco si erano scagliati contro di lei e lo stesso Seehofer ha definito l’accusa “incomprensibile”.

“Anche se potrebbe non esserci un problema strutturale con il razzismo e l’estremismo nella polizia, c’è un blocco strutturale nelle indagini sul razzismo”, ha detto Rafael Behr, criminologo e sociologo presso l’Accademia di polizia di Amburgo, sottolineando che era un “segnale positivo” che, in alcuni casi, le informazioni di altri agenti di polizia avessero portato alla luce gruppi di chat di estrema destra.

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Chiara Gentili

di Redazione

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