Elezioni in Kirghizistan: esplode la protesta

Pubblicato il 6 ottobre 2020 alle 9:44 in Asia Kirghizistan

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Le elezioni parlamentari in Kirghizistan si sono svolte domenica 4 ottobre. Sedici partiti hanno concorso per i 120 seggi dello  Jogorku Kengesh (Consiglio Supremo), il parlamento monocamerale di Bishkek. Solo quattro formazioni hanno superato la soglia del 7%. Di conseguenza, a Bishkek sono iniziate le proteste.

Il 56% degli elettori registrati ha preso parte alle elezioni. Secondo i dati preliminari, il partito Birimdik, socialdemocratico, ha conquistato 46 seggi, Mekenim Kyrgyzstan, conservatore, 45, il partito Kirghizistan, ambientalista, 16 seggi e Butun Kyrgyzstan, destra radicale, 13. Dato che nessuna formazione ha ottenuto la maggioranza, sarà necessario un governo di coalizione.

In conformità con la legislazione kirghisa, la Commissione elettorale centrale è obbligata ad annunciare i risultati delle elezioni ufficiali entro 20 giorni di calendario dalla fine delle votazioni.

Il 5 ottobre è iniziata una manifestazione nella piazza centrale di Bishkek, dove si trovano l’edificio del parlamento e la sede della Presidenza della Repubblica. Vi hanno preso parte rappresentanti di oltre 10 partiti politici. Hanno chiesto la ripetizione del voto, che affermano truccato, e hanno firmato una petizione alla Commissione elettorale di annullare i risultati delle elezioni parlamentari. Secondo loro, le autorità hanno utilizzato attivamente le risorse amministrative e l’ acquisto di voti durante il periodo pre-elettorale.

Verso sera il numero dei partecipanti all’azione ha raggiunto le 6.000 persone, secondo il corrispondente dell’agenzia di stampa russa TASS. Le forze dell’ordine hanno iniziato a disperdere i manifestanti usando proiettili di gomma, gas lacrimogeni e granate assordanti. I manifestanti hanno lanciato pietre contro gli agenti di polizia, hanno anche bruciato un’auto della polizia e danneggiato sei ambulanze. Gli scontri sono durati più di cinque ore. La polizia è riuscita a sgomberare la piazza, ma poco dopo i manifestanti sono tornati. A seguito degli scontri, 590 persone sono rimaste ferite, 150 di loro sono state ricoverate in ospedale, una persona è morta.

I manifestanti sono riusciti a occupare l’edificio del parlamento, che ospita anche l’amministrazione del capo dello stato, il palazzo del governo, il municipio e l’ufficio del procuratore generale. I rappresentanti plenipotenziari del governo nelle regioni di Issyk-Kul (nord-est) e Talas (nord-ovest) hanno annunciato le loro dimissioni.

I leader dei manifestanti si sono dichiarati governatori ad interim e stanno distribuendo uffici governativi. In particolare, Omurbek Suvanaliev, vice segretario del Consiglio di sicurezza, si è dichiarato presidente in carica del Comitato di Stato per la sicurezza nazionale e l’ex vice ministro degli interni Kursan Asanov si è nominato Comandante della piazza di Bishkek.

Così, il potere nella capitale del Kirghizistan è passato di fatto ai manifestanti, che avevano già ordinato il rilascio dell’ex presidente del paese Almazbek Atambayev, così come una serie di altri noti politici, dai centri di detenzione in cui erano rinchiusi.

Si sono svolte manifestazioni anche nei centri regionali di Talas, Naryn e Karakol.

Il partito Birimdik ha annunciato la sua disponibilità a partecipare alla ripetizione del voto, se questa dovesse essere la decisione della Commissione elettorale.

Il presidente del Kirghizistan Sooronbai Jeenbekov ha affermato che alcune forze politiche in Kirghizistan, utilizzando i risultati delle elezioni parlamentari, hanno cercato di prendere il potere nella repubblica. Ha sottolineato che le forze di sicurezza, su suo ordine, non hanno aperto il fuoco, per non mettere in pericolo la vita dei cittadini. Il capo dello stato ha fissato per il 6 ottobre un incontro con i leader di tutti i 16 partiti politici. Jeenbekov ha anche raccomandato alla Commissione elettorale di studiare i risultati delle elezioni “fino al loro eventuale annullamento”.

L’ex primo ministro del Kirghizistan Temir Sariyev ha chiesto le dimissioni dell’attuale gabinetto e la creazione di un “governo di fiducia popolare”. Sariyev, capo del governo tra il 2015 e il 2016, è stato collaboratore dell’ex presidente Atambayev, arrestato nell’agosto 2019 con una spettacolare azione delle forze speciali nella villa-fortino in cui si era trincerato per sfuggire all’arresto. Negli scontri a casa di Atambayev, accusato di corruzione, morirono 37 persone.

La Commissione elettorale riporta denunce di violazioni, brogli e frodi in 31 distretti durante le elezioni e ha promesso di condurre un processo separato per ciascuno di questi casi.

Il governo kirghiso ha annunciato di continuare a lavorare fino alla nomina del nuovo esecutivo. Il premier Kubatbek Boronov ha invitato tutti i partecipanti al “processo politico” a trovare una soluzione pacifica alla situazione.

Le autorità hanno decretato l’insegnamento delle scuole secondarie in modalità da remoto fino alla stabilizzazione della situazione nel Paese.

Il 6 ottobre la Banca nazionale del Kirghizistan ha raccomandato alle banche commerciali e alle istituzioni finanziarie non bancarie di sospendere i lavori e rafforzare le misure di sicurezza, per evitare saccheggi.

Gli osservatori della Comunità degli Stati Indipendenti hanno affermato che le elezioni hanno rispettato gli standard, sono state aperte e condotte “con un buon livello di concorrenza”. L’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai le ha definiti “libere e legittime”. Anche l’OSCE ha valutato positivamente il voto e lavoro della Commissione elettorale centrale del Kirghizistan nello svolgimento delle elezioni.

I vicini del paese centroasiatico si sono detti preoccupati per l’evoluzione degli scontri.  Il Kazakistan considera ciò che sta accadendo in Kirghizistan un affare interno della repubblica e spera che la situazione si stabilizzi in conformità con la costituzione locale. La Russia informa i propri cittadini che l’ambasciata a Bishkek è aperta e i servizi rimangono in funzione. 

 

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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