Cile: giovane cade in un fiume durante manifestazione, polizia sotto accusa

Pubblicato il 6 ottobre 2020 alle 6:17 in America Latina Cile

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Due settimane dopo l’ anniversario di un anno dello scoppio delle proteste del 18 ottobre 2019 , data che le autorità cilene hanno segnato con la probabilità di una recrudescenza delle manifestazioni, i Carabineros de Chile (la polizia militare) si sono trovati ancora una volta in una situazione impossibile. Un giovane di 16 anni, che stava manifestando a Santiago il 2 ottobre, è stato ricoverato dopo una caduta di sette metri da un ponte sul fiume Mapocho, il fiume principale della capitale cilena. La caduta è stata causata dall’azione di un poliziotto accusato di tentato omicidio. L’agente è stato arrestato. La procura indaga sui fatti, il governo di Sebastián Piñera ha atteso molto tempo prima di pronunciarsi e l’istituto di polizia ha avviato un’indagine amministrativa. Intanto l’opposizione politica chiede le dimissioni del direttore generale dei Carabineros, Mario Rozas, ed è stata avviata in Parlamento un’accusa costituzionale contro il ministro dell’Interno, Víctor Pérez, che se approvata porterà alla sua rimozione.

Secondo il prubblico ministero Ximena Chong, la procura ha potuto “stabilire le circostanze in cui si sarebbe verificato l’evento, che sarebbero legate all’intervento di un funzionario dei Carabineros”, Sebastián Zamora, 22 anni. Nel contesto di una carica, l’uomo in divisa “avrebbe spinto il sedicenne”. Sia l’Istituto nazionale per i diritti umani (INDH) che il difensore civico dei bambini hanno annunciato denunce di tentato omicidio contro l’agente e contro l’istituzione.

Il ministro dell’Interno ha indicato che “la verità dei fatti sarà determinata dalle indagini del Pubblico Ministero e dei tribunali”. Oltre a rammaricarsi “che un giovane sia rimasto ferito in una manifestazione” e mettere tutte le informazioni a disposizione delle rispettive autorità, il responsabile della sicurezza interna e dell’ordine pubblico ha indicato che l’incidente è avvenuto nel mezzo di “una rapida procedura di polizia, dove le persone vanno a correre” e in cui  “sono stati utilizzati nuovi protocolli “.

Il ministro ha accennato alle nuove pratiche che, presumibilmente, l’istituzione sta attuando per agire in mezzo al disordine pubblico. Nel quadro dei disordini sociali di un anno fa, i Carabineros sono stati l’istituzione più colpita dall’accusa di uso eccessivo della forza, degli abusi e delle “gravi violazioni dei diritti umani”, come denunciato da Human Right Watch (HRW). Secondo un rapporto della Procura con dati aggiornati fino a marzo, delle 493 persone denunciate per vari reati commessi da agenti dello Stato, 444 appartengono ai Carabinieri, 30 alla Polizia Investigativa, 13 all’Esercito, quattro alla Marina e due ad altre istituzioni.

Quando a marzo è esplosa la crisi sanitaria, il movimento sociale cileno ha mostrato la sua forza nelle strade, come quando l’8 marzo, secondo gli organizzatori, hanno marciato circa due milioni di donne. Il covid-19, invece, ha posto fine alle manifestazioni nelle strade e nelle pubbliche piazze, ma mentre le restrizioni alla mobilità dovute alla pandemia hanno cominciato a essere revocate – quasi tutta Santiago è senza quarantena – sono riemerse le proteste del venerdì in Plaza Italia, la principale della città, anche se le misure sanitarie vietano raduni con oltre 50 persone.

Venerdì notte centinaia di persone si sono radunate nella piazza, epicentro delle mobilitazioni sociali nella capitale e, come spesso accade, ci sono stati scontri tra manifestanti e polizia: 21 i detenuti e 18 poliziotti feriti, secondo le informazioni ufficiali. Il sedicenne stava scappando in mezzo alla folla dalla carica un gruppo di uomini in divisa. Secondo diversi video diffusi, tra cui quello del Comune di Santiago, la Procura ha accertato una condotta “di natura dolosa” da parte del poliziotto accusato di avere gettato il ragazzo di peso nel fiume. L’adolescente era sdraiato a faccia in giù senza movimento e sono stati altri manifestanti che sono scesi sul greto del Mapocho per salvarlo.

Su pressione dell’opinione pubblica i Carabineros hanno cambiato la loro versione degli eventi. La sera del 3 ottobre il tenente Rodrigo Soto ha negato che l’agente avesse gettato il minore nel fiume. Poi, il 4 ottobre, in un secondo intervento, Soto ha precisato: “Ciò che i Carabineros hanno negato e smentito completamente è che questa persona è stata presa per i piedi o che sia stata gettata nel fiume da un getto del lanciatore d’acqua, come è stato inventato da testimoni sui social network”.

Il giovane ferito, intanto, è ricoverato nella clinica Santa María di Santiago del Cile, non è in pericolo di vita. Ha riportato un trauma cranico, un polso rotto, un taglio sul cuoio capelluto. È cosciente, stabile e sotto osservazione, dopo un intervento chirurgico alle mani.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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