Svizzera: scoperta rete terroristica, 4 arresti

Pubblicato il 5 ottobre 2020 alle 19:54 in Europa Svizzera

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Le autorità svizzere hanno arrestato 4 persone, durante una serie di raid antiterrorismo, accusate di far parte di una rete sospettata di offrire supporto logistico e finanziamenti ai militanti dell’Isis. Si presume che il gruppo abbia reclutato terroristi, finanziato il loro viaggio in Siria e aiutato altri a tornare nei loro Paesi d’origine. I pubblici ministeri sostengono altresì che i sospetti abbiano fornito sostegno finanziario al gruppo terroristico e promosso la loro propaganda.

L’ufficio del procuratore generale della Svizzera ha riferito che tre abitazioni sono state perquisite in seguito ad una serie di incursioni nella regione di Friburgo. Tra gli arrestati vi sono un uomo kosovaro di 26 anni, una donna kosovara di 28 anni, un uomo macedone di 29 anni e un cittadino con doppia cittadinanza svizzero-kosovara di 34 anni.

“Le perquisizioni domiciliari e gli arresti sono in linea con la politica dell’ufficio del Procuratore generale della Svizzera secondo cui chiunque in Svizzera tenti di partecipare al terrorismo jihadista o di sostenerlo diffondendo la propaganda va perseguito”, ha affermato il procuratore in una dichiarazione.

“L’ufficio sta attualmente conducendo circa 70 procedimenti penali. I casi riguardano principalmente sospetti reati di diffusione di propaganda o reclutamento di persone con scopi terroristici, finanziamento di tali organizzazioni e viaggi legati a spostamenti dei jihadisti, compresi quelli di ritorno in Svizzera”, ha aggiunto.

L’operazione è stata condotta dai servizi segreti federali e dall’ufficio federale di polizia svizzero (Fedpol), insieme alla polizia cantonale di Friburgo.

A gennaio, il governo svizzero ha proposto una nuova legislazione volta a prevenire lestremismo violento e a costringere le persone considerate una minaccia, inclusi i minori dai 12 anni in su, ad essere registrate dalle autorità. Gli arresti domiciliari possono anche essere applicati contro i sospetti criminali come misura cautelare di ultima istanza in alcuni casi. Lidea è quella di colpire le persone che non hanno ancora commesso un crimine ma che sono considerate a rischio di compierlo.

La nuova legge svizzera contro il terrorismo ha scatenato la dura reazione dellAlto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani e di alcune ONG, come Amnesty International, che lha definita draconiana. La legislazione, che si rivolge a obiettivi potenziali e non reali, potrebbe creare, secondo le organizzazioni della società civile, delle dinamiche di controllo che minano la libertà personale, di espressione, di movimento in nome della sicurezza nazionale. Il governo svizzero, tuttavia, si è rifiutato di accogliere le critiche delle Nazioni Unite e di cambiare parti della legislazione considerate controverse.

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Chiara Gentili

di Redazione

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