Perché il Venezuela compra petrolio dall’Iran

Pubblicato il 5 ottobre 2020 alle 8:19 in Iran Venezuela

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Due delle tre petroliere battenti bandiera iraniana cariche di carburante sono arrivate in Venezuela il 29 e 30 settembre.

Il Venezuela ha ricevuto una nuova spedizione di carburante dopo che l’ultima nave di una flottiglia di tre petroliere iraniane è entrata sabato scorso nelle acque del paese latinoamericano.

La petroliera Faxón, che trasportava circa 234.000 barili di benzina, si trovava direttamente a nord dello stato di Sucre in Venezuela alle 9:37 ora locale di sabato, secondo i dati di Refinitiv Eikon.

In precedenza, il 29 e 30 settembre, la petroliera Forest con 275.000 barili di benzina a bordo e la Fortune sono entrate nelle acque venezuelane, ha dichiarato Russ Dallen, direttore della società di investimento Caracas Capital Markets, con sede a Miami, che segue le spedizioni del Venezuela.

Sebbene non siano state fornite informazioni sulla quantità di benzina trasportata dalla Fortune e dalla Faxón, Dallen ha dichiarato che la flottiglia avrebbe consegnato un totale di 815.000 barili di carburante al Venezuela.

Il capo della Caracas Capital Markets ha suggerito che le spedizioni iraniane probabilmente forniranno solo una breve tregua dalle carenze di carburante del paese sudamericano.

“A lungo termine, il Venezuela non può continuare a comprare tutto il carburante necessario perché non ha abbastanza soldi. In questo momento, il Venezuela sta acquistando temporaneamente carburante dall’Iran in cambio di oro o denaro; non è un’attività sostenibile”, ha dichiarato Dallen.

La flottiglia è il secondo gruppo di petroliere che l’Iran ha inviato quest’anno alla nazione OPEC, un tempo prospera, che sta lottando per far fronte alla scarsità di benzina.

Tra maggio e giugno, cinque petroliere iraniane avrebbero consegnato più di un milione di barili di petrolio al Venezuela.

Sebbene la nazione latinoamericana le cui riserve di petrolio accertate sono riconosciute come le più grandi al mondo continua ancora a produrre greggio, ha bisogno di importare benzina poiché la sua produzione è una forma di petrolio pesante a base di zolfo.

A causa delle sanzioni statunitensi contro la compagnia petrolifera statale Petroleos de Venezuela (PDVSA) e dei conseguenti mancati investimenti e mancanza di manutenzione nelle sue raffinerie, Caracas non è infatti più in grado di raffinare il suo petrolio.

La carenza di carburante ha portato a file a volte lunghe intere giornate fuori dalle stazioni di servizio PDVSA, provocando una nuova ondata di malcontento tra i venezuelani.

Secondo i media internazionali, soltanto nell’ultima settimana sarebbero scoppiate circa 100 manifestazioni e proteste in strada in diverse città del Paese.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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