Libia: dopo il meeting tra Erdogan e al-Sarraj, al via “Berlino 2”

Pubblicato il 5 ottobre 2020 alle 8:32 in Libia Turchia

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Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha accolto a Istanbul, il 4 ottobre, il primo ministro e capo del Consiglio presidenziale di Tripoli, Fayez al-Sarraj, per discutere dei recenti sviluppi in Libia e delle relazioni bilaterali tra i due Paesi. Nel frattempo, per lunedì 5 ottobre, è previsto l’inizio di una conferenza internazionale, che si terrà a Berlino sotto l’egida delle Nazioni Unite.

Secondo quanto riportato dal quotidiano al-Wasat, sulla base delle dichiarazioni di fonti mediatiche della presidenza tripolina, il GNA e la Turchia si sono detti concordi ad espandere ulteriormente “gli orizzonti di cooperazione congiunta” anche in futuro. I legami bilaterali, è stato precisato, riguarderanno diversi settori economici e di sviluppo e, nello specifico, l’implementazione degli accordi raggiunti in passato. Ciò implica il ritorno di aziende turche, le quali dovranno completare i progetti già avviati e attualmente interrotti. Verrà data priorità alle società specializzate in progetti e programmi di ristrutturazione e manutenzione, così come ad alcuni settori essenziali, sanitario ed elettrico in primis. Il fine ultimo è trovare soluzioni radicali alle problematiche di tali ambiti, in modo efficiente e tempestivo.

Nel corso dell’incontro del 4 ottobre, durato circa due ore, le delegazioni turca e tripolina hanno poi discusso di sicurezza e cooperazione militare. In particolare, è stato stabilito di potenziare le capacità di difesa e sicurezza delle forze libiche attraverso programmi di formazione ed addestramento. Inoltre, è stata posta enfasi sulla cooperazione nel quadro della lotta al terrorismo, in linea con il memorandum d’intesa firmato tra i due Paesi il 27 novembre 2019.

Parallelamente, in un quadro di “consultazioni, coordinamento e scambio di opinioni”, Tripoli e Ankara hanno ribadito il proprio sostegno ad una soluzione politica della crisi libica, basata sui risultati della conferenza di Berlino del 19 gennaio 2020. A tal proposito, al-Sarraj ha evidenziato che, da parte sua, il governo di Tripoli continuerà a prepararsi per affrontare qualsiasi emergenza, sulla base dell’esperienza acquisita in passato.

L’incontro tra al-Sarraj ed Erdogan, e le rispettive delegazioni, ha avuto luogo mentre in Marocco era in corso il secondo round dei negoziati tra i rappresentanti dell’Alto Consiglio di Stato di Tripoli e della Camera dei Rappresentanti di Tobruk. Un membro della prima delegazione, Driss Omran, ha rivelato che l’incontro si è svolto in un clima di comprensione e consenso e che le parti continueranno ad incontrarsi per raggiungere un’intesa politica in merito all’articolo 15 degli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, con i quali era stato istituito il GNA ma che sono poi scaduti il 17 dicembre 2017. L’incontro iniziato il 2 ottobre ha fatto seguito ad un primo round di negoziati, organizzati dal 6 al 10 settembre, volto a ristabilire un canale di dialogo tra Tobruk e Tripoli e garantire l’attuazione dell’articolo 15, il quale stabilisce il meccanismo per la nomina di “cariche sovrane”. L’Alto Consiglio e il Parlamento continueranno a discutere anche il 5 ottobre di tale meccanismo. Si prevede che il nuovo meeting prenderà in esame le modalità con cui attuare controlli tecnici, legali, politici e amministrativi per chi occuperà le suddette posizioni.

Come riportato da al-Arabiya, per lunedì 5 ottobre è poi previsto l’inizio di “Berlino 2”, una conferenza da remoto che vedrà riuniti diversi attori a livello internazionale e che si terrà sotto l’egida delle Nazioni Unite, così come avvenuto a Berlino il 19 gennaio 2020. All’incontro parteciperanno i Paesi che hanno partecipato alla precedente conferenza e sei Paesi confinanti con la Libia, oltre ai membri del comitato di follow-up, tra cui Svizzera e Olanda. Il Ministero degli Esteri tedesco ha riferito che l’obiettivo del nuovo meeting è incoraggiare l’attuazione di quanto stabilito nel gennaio scorso ed ha evidenziato che vi sono segnali positivi da cui sarà possibile partire.

Il fine ultimo dei diversi colloqui, da Berlino a Bouznika, è porre fine alla situazione di grave instabilità in Libia, che ha avuto inizio il 15 febbraio 2011. Gli schieramenti che si oppongono nel quadro della crisi libica sono due. Da un lato, il governo di Tripoli, nato con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, guidato da Fayez al-Sarraj e riconosciuto dall’Onu. Dall’altro lato, il governo di Tobruk, con il generale Khalifa Haftar, posto a capo dell’Esercito nazionale Libico (LNA). Il governo di Tobruk riceve il sostegno di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Francia. In particolare, Il Cairo, Riad ed Abu Dhabi sostengono militarmente ed economicamente le forze dell’esercito di Haftar. L’Italia, il Qatar e la Turchia appoggiano, invece, il governo riconosciuto a livello internazionale. 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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