Gibuti: migranti gettati in mare dai trafficanti, almeno 8 morti

Pubblicato il 5 ottobre 2020 alle 12:48 in Gibuti Immigrazione

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Almeno 8 migranti sono annegati e altri 12 risultano dispersi dopo un incidente al largo del Gibuti, un piccolo Paese della regione del Corno d’Africa. Secondo quanto riferito dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM), i migranti, tutti di nazionalità etiope, stavano tornando in Africa dopo non essere riusciti a raggiungere l’Arabia Saudita, attraverso lo Yemen, a causa della chiusura dei confini dovuta alla pandemia di COVID-19. Altri 14 migranti sono sopravvissuti e stanno ricevendo cure mediche, si legge nel comunicato dell’organizzazione.

“Finora, 8 migranti sono morti e 12 risultano dispersi in mare dopo essere stati costretti dai trafficanti a scendere dalla loro barca al largo delle coste di Gibuti, nel Corno d’Africa”, ha detto la portavoce dell’IOM, Yvonne Ndege. “Secondo i sopravvissuti, tre trafficanti avrebbero costretto con la violenza uomini e donne a scendere dalla nave mentre erano ancora in mare. È noto che i criminali sfruttano i migranti in questa maniera, costringendoli a pagare grandi somme per permettere loro di viaggiare”, ha aggiunto Ndege.

L’IOM ha specificato che circa 2.000 migranti sono arrivati in Gibuti dallo Yemen nelle ultime tre settimane. La pandemia e il conflitto yemenita hanno reso più pericoloso il viaggio nelle nazioni del Golfo e alcuni migranti sono stati costretti a tornare indietro.

“Questa tragedia è un campanello d’allarme”, ha dichiarato la portavoce dell’organizzazione, avvertendo che potrebbero verificarsi nuovi incidenti mentre centinaia di migranti lasciano ogni giorno il Paese tentando un pericoloso viaggio in mare attraverso lo stretto di Bab al-Mandeb.

Nel 2017, circa 50 migranti provenienti da Somalia ed Etiopia sono annegati dopo che un contrabbandiere li ha costretti a scendere dal barcone al largo delle coste dello Yemen. Nel 2018, in un incidente simile, almeno 30 persone sono morte a causa del naufragio di un’imbarcazione. I sopravvissuti al disastro, avvenuto sempre al largo dello Yemen, hanno riferito che i migranti erano stati minacciati con colpi di arma da fuoco.

Situato tra due continenti, lo Yemen, storicamente, è sempre stato un Paese di origine, transito e destinazione per rifugiati e richiedenti asilo. Generalmente, i migranti africani cercano di raggiungere via terra il Gibuti e la Somalia, per poi imbarcarsi attraverso il Golfo di Aden, verso lo Yemen, con l’obiettivo di andare poi nei Paesi del Golfo. Secondo l’IOM, i trafficanti utilizzano le zone più colpite dal conflitto come “punti strategici” per portare avanti il loro business.  In particolare, gli scafisti promettono ai migranti un passaggio facile attraverso lo Yemen, dal momento che le autorità locali “sono troppo impegnati ad occuparsi degli scontri” per monitorare i confini. Una volta giunti in territorio yemenita, tuttavia, i migranti vengono a trovarsi in una situazione completamente diversa rispetto a quella annunciata, nel bel mezzo di un conflitto. Al momento, l’IOM non è ancora riuscita ad effettuare una stima precisa degli stranieri morti nel corso delle traversate attraverso lo stretto di Bab al-Mandeb.

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Chiara Gentili

di Redazione

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