Francia, coronavirus: Parigi è “zona di massima allerta”

Pubblicato il 5 ottobre 2020 alle 14:02 in Europa Francia

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La città di Parigi e la sua banlieue sono passate da “zona rossa” a “zona di massima allerta”, il che significa che, per almeno 15 giorni, varranno nella zona nuove misure di eccezionale severità.

Secondo quanto confermato dal direttore generale dell’agenzia sanitaria dell’Ile-de-France, Auélien Rousseau, Parigi, così come Marsiglia ed Aix-en-Provence, ha superato tutti e tre i limiti fissati dalle autorità per l’introduzione di un protocollo speciale di “massima allerta”. In particolare, il tasso di incidenza ha toccato i 260 contagi su 100.000 abitanti; per gli over 65, il cui limite è stato fissato a 100, si è toccato un tasso di 110; e, infine, nei reparti di rianimazione i malati di Covid occupano il 36% dei letti, mentre il tetto prestabilito è del 30%.

La stretta delle regole sanitarie su Parigi rimarrà in vigore per 15 giorni. Durante questo periodo, i bar resteranno chiusi, mentre i ristoranti saranno aperti con un protocollo di restrizioni rafforzato. Il consumo di alcol nelle strade sarà vietato, ma i mercati resteranno aperti. L’ingresso nelle palestre e nelle piscine verrà consentito solo ai minorenni. Al termine delle due settimane, sarà fatta “una verifica nella massima trasparenza” per valutare l’evoluzione dei dati della pandemia. 

L’ufficio del primo ministro, Jean Castex, ha affermato che non vi sono stati miglioramenti nella regione di Parigi da quando sono stati superati i tre parametri fissati dalle autorità, a metà della scorsa settimana. Il lavoro da casa, nell’area della capitale, deve avere “ora più che mai” la priorità e le aule universitarie non dovrebbero essere riempite per più della metà. Le restrizioni rafforzate entreranno in vigore da domani, martedì 6 ottobre.

“Queste misure, indispensabili nella lotta per frenare la diffusione del virus, si applicheranno a Parigi e ai tre dipartimenti immediatamente circostanti, per una durata di due settimane”, ha precisato l’ufficio del primo ministro. Il protocollo di massima allerta ha già colpito le città meridionali di Aix-en-Provence e Marsiglia e i loro dintorni, così come il Territorio francese d’oltremare della Guadalupa.

“Non vi è alcuna giustificazione per il negazionismo”, ha detto, domenica 4 ottobre, il direttore Rousseau. “I numeri sono quello che sono e stanno pesando molto”, ha aggiunto. Nella giornata di sabato 3 ottobre, la Francia ha segnalato un record di 16.972 nuovi casi di coronavirus, il numero giornaliero più alto di sempre, soprattutto da quando il Paese ha iniziato a condurre test su larga scala.

Il ministro dell’Interno, Gerald Darmanin, ha riconosciuto che la chiusura di bar e caffè sarà “dura” per tutti gli interessati. Il sindaco di Parigi, Anne Hidalgo, ha detto domenica ai giornalisti che la situazione sanitaria è “molto grave”. Anche altre grandi città francesi, tra cui Lille, Lione, Grenoble e Tolosa, si stanno avvicinando alla soglia di massima allerta e potrebbero affrontare misure simili a quelle della capitale.

L’organizzazione dei datori di lavoro, UMIH, che rappresenta caffè, hotel, ristoranti, brasserie e discoteche, ha avvertito che il 15% dei 220.000 stabilimenti francesi nel settore è minacciato da bancarotta a causa delle restrizioni anti-coronavirus, con un massimo di 250.000 dipendenti che rischiano la disoccupazione. Il governo ha affermato che prenderà tutte le precauzioni necessarie per evitare un nuovo stato di emergenza e un eventuale blocco generalizzato come quello imposto al culmine dell’epidemia, da metà marzo a metà maggio.

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Chiara Gentili

di Redazione

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