Appello internazionale a salvare “l’eroe dell’Hotel Ruanda”

Pubblicato il 4 ottobre 2020 alle 6:51 in Africa Ruanda

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La famiglia di Paul Rusesabagina, l’ex albergatore ritratto come un eroe nel film sul genocidio del Ruanda, ha chiesto agli Stati Uniti, all’Unione europea e al Belgio di chiedere la sua liberazione, a seguito del suo arresto per accuse di terrorismo. 

Rusesabagina, 66 anni, un attivista politico che viveva in esilio in Belgio e negli Stati Uniti, è stato accusato di terrorismo ed arrestato il 31 agosto, dopo essere tornato in Ruanda. Il suo caso ha attirato l’attenzione internazionale diffusa in parte perché la sua storia di proteggere gli ospiti tutsi durante il genocidio è stata trasformata in un popolare film di Hollywood. L’uomo afferma di essere stato indotto a tornare nel Paese e la sua famiglia e il loro avvocato ha dichiarato che gli è stata negata la scelta degli avvocati difensori. La squadra per la difesa di Rusesabagina è stata invece nominata dal governo del Ruanda. “Questo è un atteggiamento senza precedenti”, ha dichiarato Peter Robinson, un avvocato statunitense che in precedenza aveva difeso alcune persone accusate presso la Corte Penale Internazionale per crimini di guerra in Ruanda. “Stanno impedendo a Paul di essere difeso da avvocati di sua scelta”, ha aggiunto. Il Ministero degli Esteri del Ruanda non ha risposto alle richieste di commento. Da parte sua, Rusesabagina ha rifiutato di commentare le 13 accuse che gli sono state rivolte. 

In passato, l’uomo aveva invocato la resistenza armata contro il governo in un video di YouTube, è comparso in un tribunale di Kigali il 14 settembre. Ha riferito alla corte di aver contribuito con 20.000 euro al National Liberation Front (FLN), l’ala militare del Mouvement Rwandais pour le Changement Démocratique, di cui è co-presidente. “L’FLN ha ucciso persone”, ha riconosciuto. “Se ci sono azioni cattive che sono state commesse contro le persone, me ne pento e chiedo perdono alle famiglie delle vittime”, ha aggiunto. Rusesabagina ha rifiutato di presentare una dichiarazione per una qualsiasi delle accuse. L’uomo è stato interpretato da Don Cheadle nel film nominato all’Oscar “Hotel Rwanda”, che raccontava la storia di come questo ha usato il suo lavoro di direttore d’albergo e le sue connessioni con l’élite dell’etnia hutu per proteggere la minoranza tutsi in fuga dal massacro. Il 31 agosto, due agenti di polizia hanno portato il 66enne al quartier generale dell’Ufficio Investigativo del Ruanda. Rusesabagina, che indossava una maschera davanti al viso, non ha rilasciato dichiarazioni. In passato ha denunciato di essere vittima di una campagna diffamatoria nel proprio Paese. 

Rusesabagina, il cui padre era hutu ma la madre e la moglie erano tutsi, ha negato di aver esagerato il suo ruolo nel salvataggio dei tutsi e non ha risposto pubblicamente alle accuse di sostegno a gruppi armati. Nel 2010, il procuratore generale del Paese ha dichiarato che le autorità avevano prove che Rusesabagina aveva finanziato gruppi terroristici, anche se non sono state mosse accuse. L’uomo avrebbe avuto un ruolo in una serie di presunti attacchi da parte dei ribelli del Fronte di Liberazione Nazionale (FLN) nel Sud del Ruanda, lungo il confine con il Burundi, nel 2018. Il presidente del Paese, Paul Kagame, governa il Ruanda dalla fine del genocidio e ha vinto le ultime elezioni, nel 2017, con quasi il 99% dei voti. Ha goduto di un ampio credito e sostegno da parte dei Paesi occidentali per aver tentato di riportare la stabilità al Ruanda, reprimere la corruzione e stimolare la crescita economica nella nazione dell’Africa orientale, formata da 12 milioni di abitanti. Tuttavia, le organizzazioni per la tutela dei diritti umani e l’opposizione nazionale sostiene che il suo governo è repressivo e autoritario. 

 

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.