Non solo USA e Cina, anche il Canada nello stretto di Taiwan

Pubblicato il 3 ottobre 2020 alle 18:30 in Cina Taiwan USA e Canada

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Il Ministero della Difesa taiwanese ha reso noto che, il 3 ottobre, una nave da guerra canadese ha solcato le acque dello Stretto di Taiwan. Si è trattato del primo caso in cui, nel 2020, una nave né cinese né statunitense ha attraversato lo stretto.

L’imbarcazione proveniva dal Mar Cinese Meridionale ed è poi uscita dallo stretto per proseguire verso Nord. Durante tutto il tragitto le forze armate di Taipei hanno monitorato la nave e hanno affermato che l’operazione è stata regolare. 

L’ultimo attraversamento dello stretto di Taiwan da parte di un’imbarcazione canadese risale al 10 settembre 2019, quando l’operazione fu condotta dalla HMCS Ottawa. Nello stesso anno, il 18 giugno, anche un’altra nave da guerra canadese, la HMCS Regina, era stata avvistata nello stretto. Oltre al Canada, nel 2019, anche le Filippine e la Francia avevano fatto passare rispettivamente la portaerei BRP Davao del Sur il 15 agosto e la fregata Vendemiaire il 6 aprile dallo stretto di Taiwan.

L’operazione potrebbe provocare la reazione del governo di Pechino che, nel corso del 2020, ha più volte denunciato operazioni simili condotte, però, da navi statunitensi. L’ultimo di tali episodi risale allo scorso 19 agosto, quando il commando orientale dell’Esercito popolare di Liberazione (EPL) di Pechino aveva comunicato che il cacciatorpediniere lanciamissili statunitense USS Mustin, che appartiene alla settima flotta pacifica degli USA e ha la propria base in Giappone, aveva solcato le acque in questione il giorno precedente, “distruggendo gravemente la pace e la stabilità dello stretto”. Da parte loro, gli Stati Uniti avevano dichiarato che il passaggio dell’imbarcazione fosse stato parte del generale impegno di Washington per un Indo-Pacifico libero e aperto.

Nell’ultimo anno, l’attività militare nello stretto di Taiwan è incrementata notevolmente e la Cina, in particolar modo, ha avviato numerose esercitazioni militari per difendere la propria sovranità. In particolare, ciò è avvenuto in seguito alle visite condotte a Taipei rispettivamente dal 17 al 19 settembre scorso dal sottosegretario per gli Affari Economici degli USA, Keith Krach e dal 9 al 12 agosto scorsi dal segretario alla Salute e ai Servizi Umani degli Stati Uniti, Alex Azar. In entrambe le occasioni l’EPL ha organizzato esercitazioni aeree attraversando la cosiddetta Linea Mediana, il confine marittimo de facto tra Taipei e Pechino nello stretto di Taiwan, senza però sorvolare l’isola.

Per Pechino Taiwan e la Cina formano un solo Paese di cui l’isola sarebbe una provincia, in base al principio “una sola Cina” che riconosce il solo governo cinese, ma, a Taipei, è presente un esecutivo autonomo, con a capo la presidente avversa alla Cina continentale, Tsai Ing-wen. Oltre a respingere categoricamente il principio di “una sola Cina”, quest’ultima ha trionfato con una grande maggioranza alle ultime elezioni sull’isola alla guida del Partito Progressista Democratico (PDD), lo scorso 11 gennaio e ha intensificato gli scambi con Washington. Gli USA, a loro volta, sono il maggior fornitore d’armi di Taipei, nonostante non ne riconoscano formalmente il governo autonomi dal primo gennaio 1979 quando spostarono la loro sede diplomatica da Taipei a Pechino, riconoscendo formalmente il governo cinese.

Le relazioni tra la Cina e il Canada, invece, si trovano in uno stato di progressivo peggioramento dallo scorso primo dicembre 2018, quando le autorità canadesi hanno arrestato la vice presidente e direttore finanziario (CFO) di Huawei, Meng Wanzhou, che è anche la figlia del fondatore dell’a colosso tecnologico cinese, Ren Zhengfei. L’arresto era stato eseguito su un mandato d’arresto statunitense, nel quale si sostiene che la donna sia stata responsabile di aver ingannato la Hong Kong and Shanghai Banking Corporation (HSBC) riguardo alle attività di Huawei in Iran. Dal 12 dicembre successivo, Meng è stata agli arresti domiciliari a Vancouver e ha sempre combattuto l’estradizione negli Stati Uniti, dichiarandosi innocente. In molti ritengono che, in risposta all’arresto di Meng, la Cina abbia incarcerato due canadesi, Michael Spavor and Michael Kovrig, avvenuti il 10 dicembre 2018, con accuse di spionaggio a loro carico e, anche nel loro caso, come in quello di Meng, il processo è ancora in corso.

Oltre alla vicenda della vice presidente di Huawei, il Canada ha subito più pressioni statunitensi anche per quanto riguarda la costruzione delle sue reti 5G, in quanto risulta essere l’unico membro dell’alleanza d’intelligence dei cinque occhi, che comprende Australia, Canada, Nuova Zelanda, Regno Unito e Stati Uniti, a non aver ancora escluso il gigante tecnologico cinese dalla partecipazione. Londra è stata l’ultima ad aver preso tale decisione lo scorso 14 luglio, suscitando critiche e minacce dalla Cina.

Al momento, Washington e Pechino hanno più dispute aperte e tra esse il Mar Cinese Meridionale, dove Washington sta cercando di limitare l’avanzata militare della Cina, risulta essere la più pericolosa in quanto coinvolge da vicino i rispettivi eserciti. Le forze armate statunitensi sono state finora le principali attrici tra quelle dei Paesi occidentali.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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