Nagorno-Karabach: Armenia pronta a negoziare un cessate il fuoco

Pubblicato il 3 ottobre 2020 alle 6:11 in Armenia Azerbaigian

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L’Armenia è pronta ad avviare i negoziati per un cessate il fuoco in Karabach con la mediazione dei paesi del Gruppo di Minsk dell’OSCE. Lo ha riferito il ministero degli Esteri del Paese transcaucasico.

Frattanto lungo la linea del fronte gli scontri proseguono con ingenti perdite da ambo le parti.

Secondo le autorità del Nagorno-Karabach la notte tra l’1 e il 2 ottobre la situazione nella zona di conflitto Artsakh-Azerbaigian è stata relativamente stabile. Lo ha detto in una conferenza stampa il vice comandante dell’Esercito di difesa dell’Artsakh Artur Sargsyan.

“Le sparatorie sono continuate in direzioni separate, con l’uso di aerei da guerra, cannoniere e artiglieria pesante. La situazione del combattimento operativo non è cambiata in modo significativo. Al momento le operazioni militari sono riprese in tutte le direzioni del fronte. Le forze dell’Esercito della Difesa continuano a respingere tutti gli attacchi dell’avversario, causando perdite sia in termini di personale che di equipaggiamento militare” – ha affermato Sargsyan. 

La parte azera ha perso altri 39 equipaggiamenti corazzati, 4 velivoli SU-25, 3 cannoniere Mi-24, 17 UAV e quasi 830 soldati. Artur Sargsyan ha dichiarato che anche una intera divisione di artiglieria del nemico è stata distrutta.

L’esercito azero – afferma invece Baku – continua la sua decisiva controffensiva per “liberare le nostre terre occupate” – ha dicharato il portavoce del ministero della Difesa azero, il tenente colonnello Anar Eyvazov. “Per riconquistare le posizioni perse, l’esercito armeno, concentrando ulteriori forze in direzione di Madagiz, ha tentato un attacco e ha aperto il fuoco contro il villaggio Ashagy di Agjakand, nella regione di Goranboy. Tuttavia, questa attività dell’Armenia è stata soppressa” – ha dichiarato Eyvazov, che ha anche affermato che le forze armate armene hanno utilizzato il sistema di missili balistici tattici, tuttavia i missili sparati non sono esplosi.”Attacchi accurati dell’esercito azero nel villaggio di Shushakend, regione di Khojaly, hanno disabilitato un sistema missilistico antiaereo S-300 delle forze armate armene” – ha affermato ancora Eyvazov, aggiungendo che le notizie armene sulle perdite azere “sono false”.

La mattina del 27 settembre l’esercito azero ha lanciato un massiccio attacco di artiglieria in Nagorno-Karabach lungo la linea del cessate il fuoco del 1994, sono stati colpiti insediamenti civili,compresa la capitale Stepanakert. Secondo le autorità locali 80 militari sono stati uccisi e quasi 120 feriti in Artsakh (Nome ufficiale della repubblica autoproclamata del Nagorno-Karabach) per via dell’attacco azero. Baku afferma che l’offensiva è una risposta a bombardamenti effettuati dalle forze armene lungo la frontiera, una versione definita “menzognera” dalle autorità armene. Nel successivo contrattacco armeni gli azeri hanno perso circa 800 uomini e numerosi mezzi.

L’Armenia e l’Artsakh hanno dichiarato legge marziale e mobilitazione generale. L’Azerbaigian ha proclamato la mobilitazione parziale e la legge marziale in alcuni dipartimenti.

La Turchia ha espresso il suo pieno appoggio all’Azerbaigian e le autorità armene accusano Ankara di inviare soldati, miliziani e armi sulla linea del fronte. Lo scorso 29 settembre, un caccia F-16 turco è entrato in territorio armeno abbattendo un Su-25 dell’aviazione di Erevan. Ankara ha negato l’accaduto.

Frattanto, la Russia, con gli altri co-presidenti del gruppo di Minsk dell’OSCE, USA e Francia, cerca una mediazione che riporti al rispetto del cessate il fuoco. 

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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