Libia: l’UE rimuove le sanzioni contro Saleh, Di Maio promuove il dialogo

Pubblicato il 3 ottobre 2020 alle 11:00 in Europa Libia

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L’Unione Europea (UE) ha rimosso il nome del presidente della Camera dei Rappresentanti del governo di Tobruk, Aguila Saleh, dall’elenco dei soggetti sottoposti a sanzioni in relazione al conflitto in Libia, il 2 ottobre, per incoraggiare gli sforzi per la pace adoperati dallo stesso Saleh e per assicurare un ruolo di primo piano a Bruxelles nella risoluzione del conflitto libico. Nella stessa giornata, il ministro degli Esteri italiano, Luigi Di Maio, durante un incontro a Roma con il suo omologo turco, Mevlut Cavusoglu, ha incoraggiato le parti coinvolte nel conflitto libico a perseguire la via del dialogo.

Con il nuovo provvedimento di Bruxelles, a Saleh sarà ora possibile viaggiare in UE e i suoi beni in tale regione non saranno più congelati dopo che, nel 2016, l’uomo era stato sottoposto a sanzioni. Nella dichiarazione rilasciata dall’UE si legge: “La rimozione dall’elenco del presidente Saleh è stata raggiunta alla luce del suo recente e costruttivo impegno per una soluzione politica e negoziata alla crisi libica”. Oltre a Saleh, l’UE ha deciso di rimuovere, in via provvisoria, dalla lista dei soggetti sottoposti a sanzioni anche l’ex presidente del Congresso nazionale generale della Libia, Nuri Abu Sahmain, per essersi astenuto da qualsiasi ruolo nel attuale fase dello scenario libico.

Al momento, in Libiaa, sono in corso negoziati tra le fazioni interne al Paese, sia sotto l’egida dell’Onu, sia grazie alla facilitazione dei Paesi della regione nordafricana, per trovare una soluzione pacifica al conflitto. Dal 21 agosto scorso, proprio il presidente della Camera dei Rappresentanti del governo di Tobruk Saleh, insieme al premier del governo di accordo nazionale (GNA) di Tripoli, Fayez Al-Sarraj, avevano annunciato un cessate il fuoco interno alla Libia che possa consentire al Paese di istituire un governo rappresentativo di tutta la Nazione. A tal proposito, lo scorso 16 settembre, lo stesso Al-Sarraj si era detto disposto a dimettersi entro la fine del mese di ottobre, periodo previsto per la nomina di un nuovo premier e per la formazione un nuovo organo esecutivo.

Durante l’incontro tra Di Maio e Cavusoglu, in occasione della visita di quest’ultimo a Roma il 2 ottobre, la parte italiana ha sottolineato che gli sforzi delle Nazioni Unite in Libia iniziano a mostrare i propri frutti e ha elogiato il ruolo svolto in tale contesto dal capo ad interim della Missione di sostegno delle Nazioni Unite in Libia, Stephanie Williams. Di Maio ha poi definito la decisione di dimettersi di Al-Sarraj “coraggiosa e responsabile”, sostenendo che l’esito di tale mossa dipenderà dalla realizzazione di una struttura istituzionale efficiente.

In seguito all’annuncio del 21 settembre di Al-Sarraj e Saleh, i fronti di combattimento tra le milizie del GNA e l’Esercito nazionale libico (LNA), vicino al governo di Tobruk e con a capo il generale Khalifa Haftar, sembrerebbero fermi e sarebbero riusciti ad impedire la cosiddetta “battaglia imminente” presso la città di Sirte, l’ultimo polo in cui si erano esacerbate le tensioni tra GNA e LNA e i rispettivi alleati. Sirte e la base aerea di Al-Jufra sono state le ultime due postazioni rivendicate dal governo Al-Sarraj e dal suo maggior alleato, la Turchia, dopo una campagna militare di successo che ha visto l’asse Tripoli-Ankara prima respingere, il 4 giugno scorso, l’assedio a cui le forze del LNA avevano sottoposto la capitale libica dal 4 aprile del 2019, e poi avanzare nei territori occupati dalle milizie di Haftar fino ad arrivare a Sirte.

La Libia è teatro di una lunga guerra civile iniziata il 15 febbraio 2011 a cui ha fatto seguito, nell’ottobre dello stesso anno, la caduta del regime dittatoriale di Muammar Gheddafi. Da tale evento in poi, il Paese non è mai riuscito a realizzare una transizione democratica e, al momento, vede il fronteggiarsi delle milizie del GNA e di quelle del LNA.

Il GNA di al-Sarraj è il governo ufficialmente riconosciuto dall’Onu in Libia, è nato il 17 dicembre 2015 con gli accordi di Skhirat, firmati in Marocco e poi scaduti il 17 dicembre 2017 ed è stato formalmente appoggiato da Italia, Qatar e Turchia. Le forze del LNA, vicine al governo di Tobruk con a capo Aguila Saleh,  a livello internazionale sono,invece, sostenute da Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Francia e Russia.

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Camilla Canestri

di Redazione

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