Incontro Albania-Kosovo: firmati 14 accordi bilaterali

Pubblicato il 2 ottobre 2020 alle 19:57 in Albania Kosovo

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Il primo ministro albanese, Edi Rama, ha incontrato a Tirana, venerdì 2 ottobre, l’omologo kosovaro, Avdullah Hoti, giunto in visita ufficiale nel Paese insieme alla sua delegazione. I due hanno firmato 14 accordi bilaterali al termine della loro riunione intergovernativa. Tra questi, i più rilevanti sono quelli che hanno riguardato il settore doganale, la cooperazione nel trasporto ferroviario, la creazione di un “corridoio per il 5G digitale”, la collaborazione nel campo della sicurezza, la sfida contro il Covid-19.

Rama ha specificato che l’Albania rimuoverà i confini doganali con il Kosovo e si impegnerà nell’utilizzo di un porto comune. La città portuale di Durazzo, nel mare Adriatico, diventerà, secondo quanto riferito dal premier, il “porto de facto del Kosovo”. “L’accordo che abbiamo firmato per facilitare le procedure doganali tra i due Paesi ci porta alla trasformazione del porto di Durazzo nel porto de facto del Kosovo”, ha dichiarato Rama.

Altri due accordi doganali includono la creazione di una linea ferroviaria e di una centrale idroelettrica per il Kosovo da costruire in Albania.

Gli accordi bilaterali tra Kosovo e Albania giungono poco dopo la normalizzazione delle relazioni tra Pristina e Belgrado. Il patto, mediato dall’intervento del presidente americano Donald Trump e sottoscritto il 4 settembre, ha stabilito la ripresa dei rapporti economici tra Serbia e Kosovo e aperto la strada al rilancio delle relazioni diplomatiche con Israele, impegnando altresì Belgrado a spostare la propria ambasciata a Gerusalemme e Pristina a riallacciare i legami con Tel Aviv.

Entrambe le parti hanno affermato che l’accordo firmato attraverso la mediazione USA potrebbe fornire “un utile contributo” al futuro dialogo globale con altri Paesi della comunità internazionale. Tuttavia, secondo gli esperti, i colloqui di Washington hanno riguardato di più la campagna di Trump in vista delle prossime elezioni presidenziali che la garanzia di una pace tra Kosovo e Serbia. “E ‘stato principalmente per la campagna elettorale di Trump, che ha un enorme bisogno di vittorie in politica estera”, ha riferito l’analista dei Balcani, Đorđe Bojović ad Euronews. “Il cosiddetto accordo di Washington non è un vero e proprio accordo, manca chiaramente un quadro politico”, ha aggiunto.

Il Kosovo, a maggioranza albanese, ha dichiarato l’indipendenza dalla Serbia nel 2008, dopo una campagna di bombardamenti guidata dalla NATO per fermare la guerra etnica. La Serbia, sostenuta dalla sua grande alleata cristiana, slava e ortodossa, la Russia, non riconosce l’indipendenza del Kosovo, precondizione fondamentale per la futura adesione di Belgrado all’Unione Europea.

Il consigliere USA per la sicurezza nazionale, Robert O’Brien, che ha partecipato alle riunioni per la normalizzazione delle relazioni tra Pristina e Belgrado, ha affermato che l’accordo sull’espansione dei legami economici tra i due Paesi potrebbe aprire la strada a soluzioni politiche future. Lunedì 31 agosto, un alto funzionario dell’UE ha rivelato che i negoziati guidati dall’UE, interrotti nel 2018 ma ripresi a luglio 2020, potrebbero portare a un accordo entro pochi mesi.

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Chiara Gentili

di Redazione

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