Armenia richiama ambasciatore in Israele per forniture di armi all’Azerbaigian

Pubblicato il 2 ottobre 2020 alle 12:50 in Armenia Israele

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L’Armenia richiama in patria l’ambasciatore in Israele per consultazioni per le forniture di armi dello Stato ebraico in Azerbaigian, ha dichiarato giovedì la portavoce del ministero degli Esteri Anna Naghdalyan in una conferenza stampa.

“Le forniture israeliane di armi ultramoderne all’Azerbaigian sono inaccettabili per noi, soprattutto ora nelle condizioni di aggressione dell’Azerbaigian con il sostegno della Turchia. Tenendo conto di ciò, il ministero degli Esteri ha deciso di richiamare l’ambasciatore in Israele per consultazioni”, ha dichiarato Naghdalyan.

Nel corso della giornata, i ministri degli Esteri di Russia e Turchia avevano chiesto lo stop immediato alle operazioni militari nel Nagorno-Karabakh.

In precedenza il presidente russo, Vladimir Putin, quello americano, Donald Trump, e quello francese, Emmanuel Macron, avevano rilasciato una dichiarazione congiunta in quale chiedevano all’Azerbaigian e all’Armenia un cessate il fuoco immediato nel Nagorno-Karabakh.

A sua volta, il presidente turco Erdogan ha chiesto all’OSCE di mettere fine “all’occupazione armena” del Nagorno-Karabakh.

Le tensioni tra Armenia e Azerbaigian si sono intensificate la mattina di domenica 27 settembre quando l’esercito azero ha lanciato un massiccio attacco di artiglieria in Nagorno-Karabach lungo la linea del cessate il fuoco del 1994, colpendo insediamenti civili, compresa la capitale Stepanakert. Secondo le autorità locali, 80 militari sono stati uccisi e quasi 120 feriti in Artsakh (Nome ufficiale della repubblica autoproclamata del Nagorno-Karabach) per via dell’attacco azero. Baku afferma che l’offensiva è una risposta a bombardamenti effettuati dalle forze armene lungo la frontiera, una versione definita “menzognera” dalle autorità armene.

L’Armenia e l’Artsakh, che sostiene le sue aspirazioni d’indipendenza dall’inizio degli anni ’90, hanno dichiarato legge marziale e mobilitazione generale. L’Azerbaigian ha proclamato la mobilitazione parziale e la legge marziale in alcuni dipartimenti e ha chiuso i suoi aeroporti a tutto il traffico internazionale a eccezione della Turchia, che si è impegnata a sostenere Baku.

Secondo gli ultimi dati, la parte azera ha subito più di 800 perdite umane e 1900 feriti a seguito del contrattacco delle forze del Nagorno-Karabach nel saliente meridionale del confine. La difesa della Repubblica di Artsakh afferma di avere distrutto un totale di 7 elicotteri d’attacco azeri, 75 droni, 137 carri armati e veicoli corazzati, 82 veicoli, 3 attrezzature corazzate di ingegneria pesante, 1 aereo, oltre a 2 sistemi di artiglieria pesante TOS-1A, 1 Smerch e 1 Uragan più sistemi di lancio di razzi.

L’escalation ha innescato un ampio contraccolpo internazionale, spingendo numerosi paesi e organizzazioni a invitare le parti in conflitto a cessare il fuoco e tornare ai negoziati presieduti dall’OSCE.


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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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