Armenia: ex alto ufficiale accusato di spionaggio per l’Azerbaigian

Pubblicato il 2 ottobre 2020 alle 6:31 in Armenia Azerbaigian

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Un ex alto ufficiale dell’esercito armeno è stato fermato con l’accusa di alto tradimento per aver condotto operazioni di spionaggio per conto delle agenzie di intelligence azere, secondo quanto ha riferito il Servizio di sicurezza nazionale dell’Armenia (NSS).

Secondo la nota del NSS, un’indagine penale in corso ha raccolto prove sufficienti che rivelano “un caso di tradimento di stato commesso da una persona che in precedenza era un militare di alto rango”.

Il sospetto, un cittadino armeno, “durante i molti anni in cui ha ricoperto posizioni di alto rango nell’esercito armeno, ha raccolto informazioni di stato top secret con l’obiettivo di trasferirle a un’organizzazione straniera e ha fornito altra assistenza per attività ostili che danneggiano l’inviolabilità territoriale e la sicurezza nazionale dell’Armenia” – si legge ancora nella nota. 

Le autorità armene spiegano inoltre che il sospetto è stato reclutato dall’intelligence azera in territorio georgiano.

All’uomo, secondo gli inquirenti, furono assegnati incarichi dalle agenzie di intelligence azere al fine di raccogliere informazioni o rivelare le informazioni già note sulla sicurezza esterna dell’Artsakh (Nome ufficiale della Repubblica autoproclamata del Nagorno-Karabach) e dell’Armenia, i loro militari e i loro armamenti, comprese le forze di riserva, i carri armati e varie altre informazioni relative alle forze armate di Erevan.

Il sospetto, in quanto alto ufficiale, aveva il nulla osta di sicurezza per accedere a documenti classificati come top-secret ha ottenuto le informazioni e le ha fornite agli azeri incontrandoli personalmente durante diversi viaggi in Georgia. Il sospetto ha persino incontrato agenti dell’intelligence di Baku presso l’ambasciata azera a Tbilisi.

Una perquisizione condotta a casa del sospetto e in altri locali ha rivelato un gran numero di munizioni, esplosivi e armi, nonché documenti militari top secret, spiega ancora il NSS. Sono stati trovati anche i dispositivi di comunicazione radio utilizzati dal sospetto, nonché le informazioni di contatto degli agenti azeri.

La mattina del 27 settembre l’esercito azero ha lanciato un massiccio attacco di artiglieria in Nagorno-Karabach lungo la linea del cessate il fuoco del 1994, sono stati colpiti insediamenti civili, compresa la capitale Stepanakert. Secondo le autorità locali 80 militari sono stati uccisi e quasi 120 feriti in Artsakh (Nome ufficiale della repubblica autoproclamata del Nagorno-Karabach) per via dell’attacco azero. Baku afferma che l’offensiva è una risposta a bombardamenti effettuati dalle forze armene lungo la frontiera, una versione definita “menzognera” dalle autorità armene. Nel successivo contrattacco armeni gli azeri hanno perso circa 800 uomini e numerosi mezzi.

L’Armenia e l’Artsakh hanno dichiarato legge marziale e mobilitazione generale. L’Azerbaigian ha proclamato la mobilitazione parziale e la legge marziale in alcuni dipartimenti.

La Turchia ha espresso il suo pieno appoggio all’Azerbaigian e le autorità armene accusano Ankara di inviare soldati, miliziani e armi sulla linea del fronte. Lo scorso 29 settembre, un caccia F-16 turco è entrato in territorio armeno abbattendo un Su-25 dell’aviazione di Erevan. Ankara ha negato l’accaduto.

Frattanto, la Russia, con gli altri co-presidenti del gruppo di Minsk dell’OSCE, USA e Francia, cerca una mediazione che riporti al rispetto del cessate il fuoco. 

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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