Vertice UE: la posizione di Cipro contro la Turchia ostacola i negoziati

Pubblicato il 1 ottobre 2020 alle 16:52 in Cipro Europa Turchia

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I leader dell’UE stanno giocando una partita complicata a Bruxelles, con alcuni Paesi che cercano di favorire la mediazione con la Turchia sulla questione del Mediterraneo orientale e altri che spingono per l’imposizione di sanzioni, rischiando uno stallo in seno al Consiglio europeo. Il vertice straordinario, iniziato oggi, giovedì primo ottobre, discuterà della situazione in Bielorussia, dell’avvelenamento di Alexi Navalny, delle relazioni con la Cina, ma soprattutto delle tensioni nel Mediterraneo orientale, che è l’argomento in cima all’agenda.

Mercoledì 30 settembre, in una lettera ai 27 leader europei, il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, aveva scritto: “Vorrei sottolineare ancora una volta che siamo pronti per il dialogo con la Grecia senza precondizioni. Esortiamo Bruxelles a rimanere imparziale per cercare di risolvere un nuovo test nelle nostre relazioni bilaterali”.

Fin dall’inizio dell’incontro, tuttavia, i Paesi europei si sono mostrati divisi sulle azioni da intraprendere nei confronti di Ankara. Cipro, in particolare, preme affinché l’UE decida di imporre pesanti sanzioni contro il governo turco e sostiene che non voterà a favore delle misure punitive contro la Bielorussia se non otterrà il consenso di tutti i leader europei ad emettere punizioni nei confronti di Erdogan e del suo entourage.

Diversi Paesi membri dell’UE sono però ansiosi di non turbare la Turchia, in un momento in cui si intravedono con più chiarezza le possibilità di una riapertura del dialogo con la Grecia sulla delimitazione delle rispettive giurisdizioni marittime, dopo una pausa di circa quattro anni e mezzo. Il 13 settembre, la Turchia ha deciso di ritirare dalle acque greco-cipriote la sua nave da ricerca sismica, la Oruc Reis. Questo dopo alcuni mesi di alta tensione, durante i quali Atene e Ankara, entrambi membri della NATO, hanno quasi sfiorato un confronto militare.

Il ritiro della Oruc Reis ha soddisfatto una delle precondizioni greche per la ripresa dei colloqui. D’altra parte, tuttavia, Cipro non si è detta per niente soddisfatta degli atteggiamenti turchi e continua a insistere affinché i leader dell’UE impongano pesanti sanzioni contro Ankara. Una nave turca da trivellazione, la Yavuz, è rimasta all’interno della piattaforma continentale rivendicata da Nicosia, un’area in cui Cipro esercita i diritti esclusivi per lo sfruttamento delle risorse energetiche sottomarine.

Valutare premi e punizioni per la Turchia è complicato per via del fatto che l’UE sta attualmente cercando di affermare la propria autorità anche in Bielorussia, dove intende imporre sanzioni a seguito dei brogli elettorali e della repressione violenta delle manifestazioni. Cipro minaccia di porre il veto ai piani europei contro Minsk se non otterrà sanzioni contro la Turchia. “Sarà estremamente difficile per Cipro abbandonare la sua minaccia di veto senza ottenere qualcosa in cambio. Potremmo finire in un vicolo cieco. Il destino di questo vertice sarà su Cipro”, ha detto Kostas Yfantis, professore di relazioni internazionali all’Università Panteion di Atene ed esperto di Turchia.

Non sorprende che la posizione di Cipro abbia causato irritazione più tra i Paesi membri del Nord Europa, più vicini al confine bielorusso, che tra quelli del Sud. “Cipro continua a porre il veto sulle sanzioni contro la repressione e la falsificazione delle elezioni in Bielorussia. Questo diventerà un potente argomento a favore dell’abbandono del principio di unanimità su questioni come queste”, ha twittato l’ex primo ministro svedese, Carl Bildt, che ora co-presiede il think-thank “Consiglio europeo delle relazioni estere”.

La Germania, che attualmente detiene la Presidenza dell’UE e ha aiutato a mediare i rinnovati colloqui tra Grecia e Turchia, avrebbe detto a Cipro di non aspettarsi sanzioni in cambio di un rafforzamento della posizione europea contro la Turchia perché una mossa del genere potrebbe essere controproducente. “Siamo impegnati a trovare una soluzione pacifica alle tensioni. Sottolineo che il nostro rapporto con la Turchia è naturalmente molto complesso e, nonostante tutte le difficoltà, c’è un forte interesse per l’Unione europea a sviluppare un rapporto davvero costruttivo con Ankara”, ha affermato la cancelliera tedesca, Angela Merkel.

“La Grecia non vuole sanzioni per punire il popolo turco o l’economia turca. Le vuole in modo che la Turchia si allinei con una politica responsabile che non sia destabilizzante o ostile ai membri dell’UE. Non credo che ci sia disaccordo su questo. Ci sono vari gradi di entusiasmo a seconda della profondità e della durata delle misure”, ha affermato Konstantinos Filis, direttore esecutivo dell’Istituto di relazioni internazionali di Atene, spiegando che Ankara potrebbe interrompere i colloqui con Atene se non ci fosse la minaccia di sanzioni da parte dell’UE. L’elenco delle misure punitive, proposte dai ministri degli Esteri dell’UE a fine agosto, va dal prendere di mira le società che forniscono beni e servizi alla flotta di navi esplorative turche, al taglio degli esborsi dell’UE alla Turchia e del credito bancario europeo alle imprese turche.

La situazione di stallo tra Grecia e Turchia ha rivelato profonde divisioni all’interno dell’UE nei confronti di Ankara. La Francia e l’Austria hanno assunto le posizioni più marcatamente anti-turche, insieme a Grecia e Cipro. Il 10 settembre, 7 Paesi europei del Mediterraneo, ovvero Portogallo, Spagna, Francia, Malta, Italia, Grecia e Cipro, hanno condannato le azioni turche durante un vertice annuale organizzato in Corsica, chiamato Med7. Nella loro dichiarazione finale, i 7 Stati hanno espresso “pieno sostegno e solidarietà ad Atene e Nicosia di fronte alle ripetute violazioni della loro sovranità e dei loro diritti sovrani, nonché alle azioni provocatorie da parte della Turchia”. Il fatto che questa dichiarazione sia stata firmata da due dei maggiori partner commerciali di Ankara, ovvero Italia e Spagna, ha avuto un significato diplomatico rilevante.

Nel discorso annuale sullo stato dell’UE, avvenuto una settimana dopo, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, è stata inequivocabile: “Sì, la Turchia è in un Paese problematico. E sì, ospita milioni di rifugiati, che sosteniamo con finanziamenti considerevoli. Ma niente di tutto questo è una giustificazione per l’intimidazione dei suoi vicini. I nostri Stati membri, Cipro e Grecia, possono sempre contare sula piena solidarietà dell’Europa per proteggere i loro legittimi diritti di sovranità “.

La Germania ha tentato di restare neutrale e di svolgere il ruolo di mediatore nei colloqui, tanto che il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, l’ha definita “un Paese veramente obiettivo”. Tuttavia, secondo i media, durante questo vertice straordinario, Grecia e Cipro non cercheranno l’obiettività, ma la solidarietà dell’UE cui alludeva la von der Leyen.

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Chiara Gentili

di Redazione

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