Uruguay: elezioni locali rafforzano governo

Pubblicato il 1 ottobre 2020 alle 9:16 in America Latina Uruguay

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Il governo dell’Uruguay, guidato da Luis Lacalle Pou, è uscito rafforzato dalle elezioni dipartimentali tenutesi lo scorso 27 settembre nel Paese. Il Partito nazionale del capo dello stato (PN, centrodestra) ha vinto in 15 dei 19 dipartimenti.

Con il 100% dei voti scrutinati, la forza politica a cui appartiene il presidente ha conquistato il potere in tre dipartimenti che erano nelle mani del Frente Amplio (FA, sinistra): Rocha, Paysandú e Río Negro.

Il Frente Amplio, che ha governato il Paese per 15 anni fino allo scorso marzo, ha mantenuto il controllo del dipartimento di Salto e ottenuto importanti conferme a Canelones e Montevideo, i due centri urbani principali dell’Uruguay.

Dopo aver conquistato 15 dei 19 dipartimenti del Paese, il Partito Nazionale è stato il grande vincitore della giornata, spiega il politologo Adolfo Garcé. Non ha perso nessuno dei governi che aveva e ne ha conquistati tre che gestiva la sinistra” – chiarisce.

Sulla stessa linea, anche il politologo Daniel Chasquetti ha affermato che il PN è stata la formazione che ha ottenuto i migliori risultati e ha sottolineato che per questo “il governo esce rafforzato”.

Fonti dell’esecutivo hanno descritto il buon risultato ottenuto dal PN in tutto il Paese come “sostegno” alla gestione di Lacalle Pou, nonostante il presidente non abbia potuto dispiegare tutte le sue politiche nei quasi sette mesi del suo mandato a causa dell’arrivo della pandemia.

Secondo quanto riferiscono diverse fonti, il Governo sta vivendo con “soddisfazione” la “buona scelta” di domenica per gli interessi della coalizione di Governo, composta da altri quattro partiti, in particolare l’emergere di una figura come Laura Raffo, candidata al Comune di Montevideo, che nonostante un’importante crescita in punti percentuali e voti assoluti non ha conquistato al capitale.

La capitale uruguaiana ancora una volta, sin dalle elezioni del 1989 in cui vinse Tabaré Vázquez, che sarebbe divenuto poi presidente del paese (2005-2010 e 2015-2020), si è rivelata ancora una volta un bastione elettorale della sinistra. Il sindaco eletto è l’ex ministro dell’Industria, dell’Energia e delle Miniere Carolina Cosse (FA).

Con tre candidati sindaco, la vincitrice ha ottenuto il 52% mentre la candidata della Coalizione Multicolore del governo, Laura Raffo, ha raggiunto il 40%.

Una volta conosciuti i risultati, Lacalle Pou ha chiamato Cosse per congratularsi con lei per la vittoria.

Garcé spiega che il rapporto tra loro sarà “interessante” e ha assicurato che, nonostante il fatto che il nuovo sindaco avesse il sostegno dell’ala più a sinistra del FA, avrà anche “forti incentivi” per moderare e costruire ponti con Lacalle, pensando che il governo locale possa essere un “trampolino di lancio” verso quello nazionale.

Chasquetti, da parte sua, afferma che il rapporto tra Cosse e Lacalle Pou sarà “normale”. “I partiti politici uruguaiani sono ben istituzionalizzati e capiscono il gioco. Una cosa è competere per i voti e un’altra è coesistere istituzionalmente” – chiarisce.

Il presidente del Frente Amplio, Javier Miranda, ha definito il risultato “agrodolce” per la sua forza politica.

Ciò è dovuto, tra l’altro, al fatto che la coalizione di sinistra sia a riuscita a mantenere il controllo di alcuni importanti dipartimenti come Montevideo, Canelones e Salto (i tre dipartimenti con la più grande popolazione del Paese) ma ha perso i dipartimenti di Rocha, Fray Bentos e Paysandú. Miranda ha spiegato che quello che fa più male è Rocha, dato che governavano lì da 15 anni e, secondo lui, il dipartimento “è cambiato enormemente”.

Il Partido Colorado, seconda forza della coalizione di governo, una delle forze politiche storiche dell’Uruguay, al governo per quasi tutto il XX secolo e per i primi cinque anni del XXI secolo, esce indebolito dal voto.

Il Partito che nei primi anni del XX secolo ha forgiato l’Uruguay Moderno e sotto la guida di Julio María Sanguinetti ha guidato il Paese al ritorno alla democrazia negli anni ’80, ha perso voti in quasi tutti i dipartimenti. Tuttavia, c’è un dipartimento in cui è invincibile: Rivera. In questo dipartimento al confine con il Brasile (dove sono stati rilevati gran parte dei casi COVID-19 in Uruguay a causa della vita binazionale che i suoi abitanti hanno con il paese confinante) i colorados sono stati confermati alla guida del governo locale con Richard Sander. Nessun altro partito ha mai governato nel dipartimento.

Uno degli aspetti più sorprendenti delle elezioni dipartimentali è stata la scarsa partecipazione delle donne come candidate. Infatti, solo il 16% dei candidati alla presidenza dipartimentale erano donne e solo due sono state elette, il 10,5% del totale.

La giornata elettorale che si è svolta durante tutta la giornata nel Paese è stata caratterizzata dalla calma e dalla moderazione tipica della politica uruguaiana, ma anche da misure sanitarie dovute alla pandemia.

Mascherine, gel alcolico e distanziamento sociale erano presenti in tutte le sezioni elettorali.

Pur essendo in emergenza sanitaria, gli uruguaiani si sono recati in massa alle urne, con un’affluenza di circa l’85%.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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